La guida definitiva alla fine del supporto per Windows 7

Tra meno di 14 mesi Windows 7 non sarà più supportato gratuitamente da Microsoft. Ecco le principali tappe per avvicinarsi consapevolmente a questo importante pensionamento.

windows 7

Tra circa 400 giorni, e più precisamente dal 14 gennaio 2020, Windows 7 non sarà più supportato da Microsoft. Una data che si conosce ormai da tempo, ma cosa succede prima e cosa succederà dopo? Per tentare di rispondere a questa domanda, ci siamo rifatti all’esperienza di Windows XP e a cosa successe nell’anno precedente al ritiro del supporto da parte di Microsoft. Non è affatto detto che le cose vadano nello stesso modo per Windows 7, ma se non altro possiamo ipotizzare una “bozza” di quello che succederà prima e dopo il 14 gennaio del 2020.

Inizio 2019 – Scenario probabile

Microsoft potrebbe riprendere una promozione già lanciata in precedenza per le piccole e medie imprese scontando una combinazione di Windows 10 Pro e Office 2019 Professional. Nel 2013, circa un anno prima della data di fine supporto di Windows XP, Microsoft aveva infatti offerto Windows 8 Pro e Office 2013 Standard con uno sconto del 15%. Tale accordo aveva un limite di 100 licenze per ciascuno dei due prodotti. Tra un paio di mesi Microsoft potrebbe ripetere un’offerta simile (magari con Microsoft 365 E3 al posto di Microsoft 2019 Professional) come incentivo per i ritardatari per migrare a Windows 10.

9 aprile 2019 – Scenario sicuro

I PC con Windows 7 non riceveranno correzioni di sicurezza dopo questa data, a meno che non siano stati modificati per accettare gli aggiornamenti firmati con l’algoritmo SHA-2. Microsoft, come altri fornitori di software, “firma” digitalmente gli aggiornamenti prima distribuirli via Internet. SHA-1 (Secure Hash Algorithm 1), che ha debuttato nel 1995, è stato dichiarato insicuro un decennio dopo, ma è stato mantenuto per ragioni di compatibilità con le versioni precedenti, incluso Windows 7. A partire dagli aggiornamenti mensili di febbraio 2019, Microsoft introdurrà il supporto per la sostituzione di SHA-1 a favore di SHA-2 in Windows 7. Tale supporto verrà incluso anche negli aggiornamenti di marzo per coloro che hanno saltato il mese precedente.

9 luglio 2019 – Scenario sicuro

Le aziende che utilizzano WSUS 3.0 (Windows Server Update Services) SP2 devono aver aggiunto il supporto SHA-2 entro questa data per continuare a fornire aggiornamenti (di qualsiasi tipo, a qualsiasi software Microsoft) ai PC dei loro dipendenti. Nel frattempo Microsoft ha rilasciato WSUS 4.0 (con Windows Server 2012) e WSUS 5.0 (Windows Server 2016).

14 dicembre 2019 – Scenario possibile

Microsoft potrebbe iniziare a mostrare agli utenti di Windows 7 un reminder sullo schermo ricordando loro la scadenza imminente del 14 gennaio 2020 e invitandoli a passare a Windows 10. La società ha fatto lo stesso con Windows XP, iniziando un mese prima della data dell’ultima patch del sistema operativo. Se Microsoft ripeterà la stessa cosa per Windows 7, il messaggio tornerà sullo schermo il 14 di ogni mese successivo, a meno che non venga disabilitato dall’utente.

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14 gennaio 2020 – Scenario sicuro

In questa data Microsoft distribuirà l’ultimo aggiornamento di sicurezza gratuito ai PC Windows 7. Il pensionamento di Windows 7 sarà presumibilmente l’ultimo del suo genere, visto che Microsoft ha più volte definito Windows 10 come “l’ultimo Windows”. È molto improbabile poi che Microsoft rinunci alla scadenza del termine di supporto di gennaio 2020. C’erano state infatti richieste da parte delle aziende per farlo con Windows XP, ma Microsoft le aveva ignorate.

Dopo il 20 gennaio 2020 – Scenario sicuro

Microsoft continuerà a creare patch di sicurezza per Windows 7 dopo la data di ritiro del sistema operativo, ma tali correzioni non saranno offerte al pubblico o gratuitamente ai clienti aziendali. Piuttosto, Microsoft venderà offrirà il programma a pagamento Windows 7 Extended Security Updates (ESU) alle aziende che eseguono Windows 7 Professional o Windows 7 Enterprise e solo se tali sistemi operativi sono stati ottenuti tramite un contratto multilicenza. Microsoft non ha ancora comunicato il costo dell’ESU, ma ha affermato che le patch post-pensionamento saranno vendute con incrementi di un anno per non più di tre anni, o fino all’inizio del 2023.

13 aprile 2021 – Scenario possibile

Microsoft probabilmente eseguirà una mossa già effettuata per Windows XP dopo la scadenza del supporto pubblico di Windows 7, continuando a fornire firme antivirus (AV) per il suo software Security Essentials. Tre mesi prima del pensionamento di XP, Microsoft aveva annunciato che avrebbe continuato a offrire le firme di Security Essential per 15 mesi dopo il ritiro del sistema operativo, o fino a luglio 2015.

Quello fu un capovolgimento non da poco rispetto a quello che l’azienda aveva detto l’anno prima, quando dichiarò che le firme si sarebbero fermate alla fine di aprile 2014. Security Essentials, un programma antivirus gratuito di livello consumer lanciato nel 2008, è stato sostituito da Windows Defender con il lancio di Windows 8 nel 2012. Da allora Defender è stato integrato in tutte le versioni successive del sistema operativo, incluso Windows 10.

Se Microsoft esegue nuovamente il passaggio in stile Security Essentials con Windows 7, distribuirà le firme AV al sistema operativo fino al 13 aprile 2021.

Gennaio 2022 – Scenario possibile

Google produrrà quasi certamente aggiornamenti di sicurezza per Chrome dopo che Microsoft avrà interrotto il supporto a Windows 7 (milioni di PC che utilizzano Chrome potrebbero essere altrimenti vulnerabili). Chrome su Windows XP ha ricevuto gli aggiornamenti, comprese le patch per i bug, fino ad aprile 2016, ovvero due anni dopo il pensionamento di XP da parte di Microsoft. “Sappiamo che non tutti possono facilmente passare a un nuovo sistema operativo”, aveva dichiarato un ingegnere capo di Chrome nel 2015. Originariamente l’estensione doveva durare circa 21 mesi, ma era stata poi estesa a 24 mesi.

Google ha interrotto l’aggiornamento di Chrome su Windows XP quando tale sistema operativo era installato su circa il 12% dei PC Windows in tutto il mondo. Se è impossibile conoscere lo stato di Windows 7 due anni dopo il suo ritiro, i segnali attuali indicano che sarà comunque superiore di diversi punti percentuali rispetto a quello di XP. Google aspetterà che Windows 7 scenda a una porzione relativamente piccola nella diffusione sui PC Windows prima di staccare la spina a Chrome su questo sistema operativo e ciò non dovrebbe avvenire prima del’inizio del 2022, se non più tardi.