Ecco perché Windows 10 non avrà più una killer feature

Chi si aspetta una nuova funzione rivoluzionaria nei prossimi feature update di Windows 10, potrebbe rimanere deluso dai piani di Microsoft.

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In primavera (non si sa ancora bene quando) Windows 10 riceverà il suo prossimo aggiornamento, che sarà anche il primo feature update dei due attesi nel 2019. Diversi anni fa Microsoft decise che Windows 10 sarebbe stato l’ultima versione del sistema operativo, in quanto la società spostò il suo OS su un modello Windows as as-a-service. Non è più quindi più necessario acquistare una nuova versione di Windows, che infatti, oltre agli update si sicurezza molto più frequenti, viene aggiornato due volte l’anno a livello di funzionalità e senza alcun costo, dal momento che Windows come servizio non è un modello di abbonamento.

Tutto ciò rende molto semplice ottenere la versione più recente e più aggiornata del sistema operativo e non sono necessari scomodi e antiquati aggiornamenti “a mano” con tanto di CD-ROM (un tempo), DVD o codici seriali; tutto avviene automaticamente online.

C’è un solo problema con questo approccio: è da un po’ di tempo che non ci sono feature davvero innovative introdotte in Windows. E non siate sorpresi se non ci saranno nemmeno in futuro. Sotto l’ombrello del Windows as-a-service il sistema operativo di Microsoft diventa più stabile nel tempo ed è aggiornato più rapidamente. Ma i giorni in cui aspettarsi qualcosa di nuovo ed eccitante in Windows sono finiti da tempo. Quello che vedete oggi è essenzialmente quello che avrete domani. E vi spieghiamo il perché.

Per prima cosa diamo un’occhiata a quanto siano stati “noiosi” gli ultimi tre feature update di Windows 10 e quante poche funzionalità interessanti verranno introdotte nel prossimo aggiornamento. Windows 10 Fall Creators, pubblicato nell’ottobre 2017, ha perfezionato OneDrive, ha introdotto una funzionalità moderatamente utile chiamata My People che ha reso un po’ più facile comunicare con alcuni contatti selezionati e ha fallito miseramente nel tentativo di unire Windows a smartphone Android e iOS.

Il successivo Windows 10 April 2018 Update ha introdotto una nuova e interessante funzionalità, Timeline, che consente di riprendere le attività precedenti, ma al momento è piuttosto limitata visto che funziona solo con una manciata di applicazioni create da Microsoft. La migliore feature dell’aggiornamento più recente, il tormentato Windows 10 October 2018 Update, è stata l’utile Windows Clipboard, ma dato che una funzionalità simile era stata parte di Windows più di trent’anni fa in Windows 1.0 e successivamente eliminata da Microsoft, non è esattamente un’idea nuova.

Aggiornamento Windows

Per quanto invece riguarda il prossimo aggiornamento semestrale, previsto per questa primavera, non aspettatevi molto. Le build di anteprima sono state finora deludenti, limitandosi a includere un menu Start ottimizzato, un nuovo tema di colore Light e la possibilità di mettere in pausa gli aggiornamenti per un periodo di tempo limitato.

Che forse a Redmond si stia lavorando a qualcosa di davvero grosso per Windows che vedremo in futuro? Nel 2017 Microsoft annunciava di essere pronta a portare in Windows 10 una funzionalità davvero innovativa chiamata Sets. Questa feature inserisce schede nelle applicazioni (non solo nei browser) e consente di creare documenti in grado di combinare più app, come per esempio un documento di Word con al suo interno schede del browser per accedere a qualsiasi ricerca online effettuata.

Ma se annunciare una killer feature come questa è una cosa, portarla davvero in Windows fatta e finita è un altro paio di maniche. Microsoft ha incluso la funzione Sets in più anteprime dei suoi aggiornamenti Windows semestrali, per poi eliminarla in un secondo momento prima del rilascio definitivo degli update perché evidentemente non funzionava bene. Sets non troverà posto nemmeno nell’aggiornamento di questa primavera e non stupitevi se non lo vedremo mai.

Il motivo? Un commentatore su Ars Technica dà la colpa al processo che Microsoft utilizza per sviluppare Windows. Sottolinea che Windows ha una base di codice enorme e complicata, in parte antica per gli standard tecnologici. Prima del periodo di Windows as a service, le nuove versioni di Windows venivano rilasciate ogni due o tre anni. Ciò dava all’azienda più tempo per sviluppare e testare nuove funzionalità. Con aggiornamenti semestrali, il processo di sviluppo è stato ridotto a un sesto rispetto al tempo disponibile in precedenza. Ciò rende molto più difficile introdurre nuove funzionalità significative e prive di errori.

Tutto questo è sicuramente vero, ma a nostro avviso la vera ragione ha più a che fare con il business che con il processo di sviluppo. Il CEO di Microsoft Satya Nadella ha compiuto uno sforzo concertato per spostare Windows lontano dal fulcro del business dell’azienda. Ha spostato l’attenzione di Microsoft verso il cloud e si sta anche assicurando che i prodotti Microsoft siano più aperti e funzionino con altre tecnologie, tra cui open source, iOS e Android. Ciò significa che oggi in Microsoft viene speso più tempo per lo sviluppo quelle funzionalità piuttosto che sull’introduzione di nuove feature in Windows 10.

Un approccio che in effetti ha funzionato in modo spettacolare, riportando Microsoft in cima alla lista delle più importanti aziende pubbliche del mondo. Quindi Windows continuerà sicuramente a essere più affidabile e stabile nel tempo e aspettatevi utili modifiche qua e là con i prossimi aggiornamenti. Ma non aspettatevi nuove killer feature. Con l’attenzione di Microsoft sempre più rivolta al cloud, non c’è infatti motivo per svilupparle, testarle e rilasciarle.