Ecco come Microsoft potrebbe aiutarci ad affrontare la pandemia

È giunto il momento per Microsoft di esaminare con attenzione in che modo alcuni suoi comportamenti potrebbero provocare un inutile caos per il miliardo di utenti di Windows 10.

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La risposta di Microsoft alla minaccia COVID-19 è stata ammirevole. Dagli abbonamenti gratuiti di sei mesi ai tracker COVID-19 di Teams e Bing fino all’enorme potenza di calcolo per la ricerca sull’immunoterapia e fino a un progetto congiunto con il CDC su un bot di valutazione, Microsoft non ha certo fatto mancare il proprio appoggio in un periodo così difficile.

Allo stesso tempo, però, quelli di noi cercano di far funzionare le cose, vengono colpiti da alcune e antiche decisioni sbagliate prese da Microsoft anni fa, che in qualche modo sono tornate a “perseguitare” il miliardo di persone che si affidano a Windows. È tempo di per Microsoft ripensarle e di compiere questi ulteriori passi per rispondere ancora meglio alla minaccia del COVID-19.

Rinviare Windows 10 versione 2004

Non conosciamo nessuno nel settore che supporti l’approccio di Microsoft agli aggiornamenti di Windows 10, anche se abbiamo assistito a un certo rallentamento nel ritmo degli update: oggi come oggi ci aspettiamo una nuova versione “maggiore” nella prima metà dell’anno, seguita da una nuova versione “minore” nella seconda metà. Il problema, ovviamente, è che ogni nuova versione, maggiore o minore, comporta problemi significativi.

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La scansione semestrale degli aggiornamenti potrebbe aver avuto un senso in un mondo in cui la competizione si stava assottigliando alle calcagna di Microsoft. Ma certamente non ha senso in un mondo in cui la vita delle persone dipende dalla stabilità. Basta guardare i problemi che abbiamo avuto con l’unico aggiornamento “minore” consegnato finora (Windows 10 1909).

Ora abbiamo la versione successiva, la più recente, la più grande di Windows 10, in attesa dietro le quinte: la versione 2004. Questo aggiornamento non offre davvero nulla per cui valga la pena essere distribuito e installato su milioni di PC. Microsoft dovrebbe riesaminare le sue motivazioni e tenere conto dei problemi più o meno grandi che si creano dopo ogni major update di Windows 10.

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Fornire patch di sicurezza di Windows 7 a tutti

Microsoft sperava di spingere la maggior parte dei clienti da Windows 7 a Windows 10 con la fine del supporto per il primo. È evidente che ciò non ha funzionato. Nessuno sa quante persone, costrette a casa in quarantena, abbiano rispolverato i vecchi PC con Windows 7 per lavorare da casa o lasciare che i loro figli facciano lezioni scolastiche online, ma il numero potrebbe essere considerevole.

Microsoft sta già realizzando patch per Win7 facendole pagare tramite il suo programma ESU (Extended Security Updates). Ma in un periodo come questo non sarebbe logico distribuire a tutti gli utenti di Windows 7 le patch di sicurezza, magari “regalando” qualche mese di supporto in più a chi paga per l’ESU?

Fermare gli aggiornamenti “opzionali, non di sicurezza”

Abbiamo già visto qualche miglioramento su questo versante. Microsoft ha annunciato che smetterà di produrre e offrire patch “opzionali, non di sicurezza”. Troppo frequentemente molti utenti ignari di Windows hanno cliccato su un link per Scaricare e installare e si sono trovati di fronte a qualcosa che andava oltre la loro comprensione.

Naturalmente, Microsoft non può smettere di rilasciare patch per correggere bug e problemi. In un post di chiarimento, la casa di Redmond ha confermato che le patch non di sicurezza saranno incluse nelle abituali Patch Tuesday e non in una patch separata di fine mese. Ciò significa che a partire da maggio, avremo in bundle patch non di sicurezza insieme a patch di sicurezza, tutte soggette allo stesso livello di test che abbiamo sempre visto nei Patch Tuesday.

Cambiare il beta testing

Perché non possiamo avere un semplice Insider Ring solo su invito per circa 1.000 persone che testeranno effettivamente le patch? Inizialmente, il Release Preview Ring era stato progettato per testare le patch poco prima della loro comparsa. Le definizioni dei Rings e la loro implementazione sono cambiate così tanto nel corso degli anni e non in meglio.

Non dovrebbe essere così difficile creare un Insider Ring che collaudi effettivamente le patch prima della loro distribuzione. Uno in cui il feedback venga attentamente valutato. Uno in cui i tester sappiano bene quello che devono fare. Tutti questi suggerimenti richiedono un serio ripensamento da parte di Microsoft, tenendo conto della situazione informatica in cui ci troviamo e tutti hanno il potenziale per rendere la vita di un miliardo di utenti Windows più semplice, facile e prevedibile.