Il 13 gennaio di quest’anno Windows 7 ha raggiunto un importante punto di svolta nella sua esistenza dopo essere passata da quello che Microsoft chiama “supporto mainstream” a “supporto esteso”. Ma cosa cambia esattamente per gli utenti del più diffuso sistema operativo per PC dopo questa data?

Microsoft continuerà a fornire aggiornamenti per la sicurezza a tutti gli utenti per altri cinque anni fino al 14 gennaio del 2020, ma nel frattempo non aggiungerà più nuove funzionalità a Windows 7; altri aggiornamenti a livello di stabilità e affidabilità che non riguardino cioè solo la sicurezza verranno invece rilasciati solo alle aziende che hanno firmato con Microsoft particolari contratti di supporto.

Naturalmente Windows 7 continuerà a funzionare; la migrazione al supporto esteso non rende certo il sistema operativo inutilizzabile, anche perché i numeri sono ormai a livelli record. Nel dicembre del 2014 infatti Windows 7 rappresentava il 56% di tutti i sistemi operativi per personal computer e il 62% di tutte le versioni Windows installate sui PC di tutto il mondo. Inoltre, dopo l’uscita del suo poco fortunato successore Windows 8, Windows 7 ha guadagnato un’ulteriore fetta di utenti pari al 12%.

Non è un caso che sei mesi fa Gartner abbia sollecitato le aziende a cominciare a pianificare il post-Windows 7

Questi dati in continua crescita potranno non preoccupare più di tanto Microsoft, ma potrebbero farlo per tutte quelle aziende che hanno mandato in pensione Windows XP e sono passate a Windows 7 ignorando completamente Windows 8. Con ancora metà della vita rimasta a Windows 7, queste aziende hanno ora cinque anni per completare la transizione verso un altro sistema operativo, che sarà quasi sicuramente il prossimo Windows 10 in uscita entro la fine di quest’anno.

Non è un caso che sei mesi fa Gartner abbia sollecitato le aziende a cominciare a pianificare il post-Windows 7, in modo da non ripetere quanto successo con la fine del supporto a Windows XP da parte di Microsoft. In quel caso infatti molte aziende si sono trovate in grande difficoltà alla scadenza del supporto, mentre altre hanno addirittura continuato a usare Windows XP anche dopo la fine del supporto e la cessazione degli aggiornamenti.

“Anche se il 2020 sembra ancora molto lontano, le aziende devono iniziare a studiare un piano di azione già da ora”, affermavano in agosto gli analisti di Gartner Michael Silver e Stephen Kleynhans.

Non dimentichiamo poi che il fallimento di Windows 8 nel conquistare i cuori e le menti del settore aziendale ha creato un aspetto a dir poco bizzarro. Infatti, anche se Windows 7 è ormai arrivato a metà del suo ciclo vitale, Microsoft continua a permettere agli OEM di vendere PC con Windows 7 Professional. Microsoft deve ancora annunciare la data in cui non permetterà più la vendita di PC con Windows 7 Professional, ma avendo promesso un preavviso di 12 mesi, quei PC potranno essere venduti almeno fino a febbraio 2016, quando a Windows 7 rimarranno ormai solo quattro anni di vita.