A fine gennaio Microsoft ha depositato presso lo U.S. Trademark and Patent Office (USTPO) la registrazione per il marchio Windows 365 che ricorda quello di Office 365, l’ormai noto programma consumer e business di Microsoft basato su abbonamento. Ciò naturalmente ha riportato alla ribalta alcune speculazioni emerse recentemente che vorrebbero un simile sistema di pagamento anche per il sistema operativo di Microsoft.

Voci su un possibile abbonamento di Windows in stile Office 365 circolano infatti da un po’ di tempo, ma Microsoft non ha mai confermato o smentito nulla in proposito e molti analisti ritengono questa eventualità assolutamente impraticabile.

Nonostante ciò, Microsoft ha recentemente coniato la frase “Windows come servizio” per descrivere Windows 10, il nuovo sistema operativo ancora in sviluppo atteso per fine anno. “Con Windows 10 stiamo pensando a Windows come un servizio” ha affermato Terry Myerson, il capo del gruppo di sviluppo del sistema operativo nel corso di una presentazione tenutasi una settimana prima del deposito del marchio Windows 365. “Windows 10 è molto di più rispetto a qualsiasi Windows precedente. È un sistema operativo che cambia le regole del gioco e ridefinisce la relazione tra noi e i nostri clienti”.

Myerson ha usato l’etichetta “Windows come servizio” per descrivere sia la cadenza di aggiornamento molto più rapida rispetto a prima, sia la promessa di Microsoft di garantire aggiornamenti gratuiti a vita, anche se quest’ultimo termine verrà spiegato meglio prossimamente con tutti i dettagli del caso.

Windows 365 rimane insomma ancora una sigla di cui si fatica a capire il significato e anche gli indizi per riuscirci sono pochi. In ogni caso nell’applicazione per il deposito del marchio si leggono termini come “sistema operativo come servizio”, “software di sistema operativo”, “smartphone” e “deposito elettronico per file e documenti”. Ancora troppo poco però per farsi un’idea precisa sull’eventualità di un servizio di abbonamento di Windows 10 sul modello di Office 365.

Un modello ad abbonamento per Windows combacerebbe però con il nuovo snodo strategico voluto dal CEO Satya Nadella

In via del tutto ipotetica, e tornando a quel “supporto a vita” prima accennato, Windows 365 potrebbe offrire un supporto esteso ai clienti con dispositivi che secondo la definizione di Microsoft sono ormai superati; oppure potrebbe permettere ad alcuni utenti aziendali di un probabile Windows 10 Pro di gestire gli aggiornamenti con una diversa cadenza. Entrambe le soluzioni potrebbero essere valide secondo Paul Degroot di Pica Communications, società di consulenza specializzata nell’interpretare le licenze di Microsoft.

“Non penso che il concetto di un Windows per cui i clienti pagano una cifra modesta per avere in cambio aggiornamenti e patch sia una cattiva idea”, ha scritto DeGroot in una mail di risposta a chi gli chiedeva un parere sul modello di licenza di Windows 10. “Se gli utenti consumer e aziendali, dai quali Microsoft non ricava alcun introito annuale per Windows, pagassero meno di 20 dollari per ogni PC e avessero accesso a un flusso costante di patch e aggiornamenti, questo tipo di abbonamento potrebbe funzionare. Inoltre renderei gratuiti i primi tre anni di supporto”.

Come molti altri esperti di Windows, DeGroot dipinge le aziende come strenue avversarie al cambiamento e come entità che non vogliono avere nulla a che fare con una cadenza di aggiornamenti più veloce e continua, sul modello di quella consumer. Anzi, se fossero messe alle strette, preferirebbero piuttosto pagare per avere un supporto più “lento”.

“Un continuo flusso di aggiornamenti è l’ultima cosa che le aziende vorrebbero”, continua DeGroot in un’altra mail. Questo atteggiamento dipende anche dal declino dell’importanza del sistema operativo. “Ormai da Windows le aziende non pretendono tanto, se non utilizzare Office, Outlook e un browser”.

Un modello ad abbonamento per Windows, sebbene classificato come improbabile da molti osservatori di Microsoft, combacerebbe però con il nuovo snodo strategico voluto dal CEO Satya Nadella, che assieme agli altri dirigenti ha sottolineato come Microsoft debba trovare nuovi modi per guadagnare con Windows. Una delle tattiche possibile per raggiungere questo obiettivo potrebbe essere proprio quella di convincere i clienti a pagare per servizi costanti e continui.

Quando gli è stato chiesto a gennaio come Microsoft intenda recuperare gli introiti ai quali ha rinunciato offrendo gratuitamente Windows ai produttori di dispositivi con display dai 9 pollici in giù, Nadella ha risposto con vari esempi di monetizzazione a livello consumer tra cui il Windows Store, Bing e Xbox Live

DeGroot non si aspetta infine che Microsoft sveli i dettagli di Windows 365 di qui a poco. “Microsoft non ha ancora stabilito davvero le regole per la licenza di Windows 10. Se accadrà come per Windows 8, non le rilascerà fino a due settimane prima dell’uscita del prodotto”.