Per la prima volta, stando ai dati del Digital Analytics Program (DAP) che monitora il traffico Internet su oltre 4.000 siti e su 400 domini delle agenzie governative statunitensi (Internal Revenue Service, National Weather Service e molti altri), Windows 10 ha superato negli USA il 20% di diffusione tra tutti i PC, tablet e smartphone che montano il sistema operativo di Microsoft.

Il superamento di questa soglia (20,2% per l’esattezza) è avvenuto la settimana scorsa dopo che già a febbraio Windows 10 aveva raggiunto il 19% di diffusione e a gennaio il 18%. Se questo trend dovesse continuare di mese in mese, a fine luglio, quando scadrà l’offerta di Microsoft per l’aggiornamento gratuito a Windows 10 passando da Windows 7 o Windows 8.1, DAP prevede un market share di Windows 10 del 26%.

Proprio a fine luglio Redmond, secondo alcuni analisti, potrebbe prolungare questo primo anno di upgrade gratuito per ancora qualche mese (o addirittura un anno). Ultimamente Microsoft è infatti tornata spesso sulle sue decisioni in quanto a supporto, aggiornamenti e altre pratiche relative a Windows 10 e, visto che anche l’aggiornamento gratuito ha permesso a Windows 10 di arrivare dove è adesso, non sarebbe in effetti impossibile un ripensamento e un’estensione del periodo di aggiornamento gratuito per chi proviene da Windows 7 o Windows 8.1.

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A non pensarla così però è l’analista di Directions on Microsoft Wes Miller, secondo il quale, se Microsoft estendesse questo periodo di un anno, allora tanto vale che lo estenda per sempre. Più a lungo Windows 10 rimane gratuito per chi vuole aggiornarsi da una precedente versione, più difficile diventerà infatti terminare questa offerta. E Microsoft, sempre secondo Miller, lo sa bene.

Senza poi dimenticare che un ipotetico prolungamento dell’aggiornamento gratuito potrebbe mettere in crisi il rapporto tra Microsoft e gli OEM, che pagano una licenza per montare Windows 10 sui loro PC. Il rallentamento del mercato PC, che secondo alcuni si sarebbe dovuto riprendere proprio con l’arrivo di Windows 10, in realtà non ha visto alcun miglioramento dal luglio dello scorso anno a oggi.

Rendere infatti gratuito l’aggiornamento a Windows 10 ha spinto molti utenti, tra consumatori e professionisti, a non cambiare il proprio PC ma a continuare a utilizzare quello che avevano già cambiando semplicemente sistema operativo. Se insomma Microsoft dovesse estendere e prolungare l’aggiornamento gratuito a Windows 10, la flessione delle vendite dei PC potrebbe continuare ancora per molto e ciò non farà sicuramente piacere agli OEM, da sempre i maggiori creatori di introiti per Microsoft quando si parla di Windows.