Secondo recenti dati forniti dal vendor di analisi Net Applications e riferiti al mese scorso, OS X Yosemite è installato su più della metà di tutti i Mac esistenti al mondo. Il rapporto indica infatti in 51,4% la percentuali di Mac con a bordo l’ultima versione del sistema operativo di Apple, cifra in crescita rispetto al 48,5% di gennaio. Ricordiamo che Apple ha rilasciato Yosemite da circa quattro mesi e mezzo e che Mavericks, la precedente release di OS X, in quattro mesi era arrivata a una percentuale di adozione del 45%, mentre nel 2012 Mountain Lion (l’ultima versione di OS X a pagamento) si era fermata addirittura al 32% nello stesso periodo dal lancio.

Altri dati ci dicono che Mavericks ha impiegato 6 mesi per arrivare alle stesse percentuali odierne di Yosemite, mentre Mountain Lion non ha mai superato il 48%, percentuale raggiunta tra l’altro pochi mesi prima del debutto di Mavericks. A questo punto diventa interessante vedere che cifre potrà ancora raggiungere Yosemite e che numeri genererà la nuova politica di upgrade gratuito intrapresa da Apple con OS X, dopo che già con iOS questa direzione aveva già dato risultati eccellenti.

A dieci mesi dal suo rilascio, Mavericks aveva raggiunta una percentuale di adozione del 64%, avvicinandosi cioè a coprire quasi i due terzi di tutti i Mac. Yosemite potrebbe arrivare a un’adozione del 80% da qui a settembre? Sembra improbabile. Nel frattempo infatti Apple promuoverà l’arrivo di un prossimo OS X 10.11, che attirerà sicuramente nuovi e vecchi utenti e li convincerà a lasciare da parte la versione precedente. Inoltre, cosa ancor più importante, la grande corsa verso Yosemite nei primi mesi dal lancio non ha fatto assolutamente scomparire dalla scena i predecessori, tanto che molto probabilmente lo stesso Mavericks avrà ancora un’adozione del 10% quando verrà lanciato il successore di Yosemite.

La cosa sicura è che la decisione di Apple di rendere gratuiti gli aggiornamenti di OS X ha spinto ancor più utenti Mac a passare alle nuove versioni del sistema operativo. In fondo è quello che sosteneva nell’ottobre del 2013 Craig Federighi, uno dei nomi di peso di Apple che proprio in occasione del lancio di Mavericks affermava che l’obiettivo di Apple, con la nuova politica degli upgrade gratuiti, era vedere OS X nelle mani di quanti più utenti Apple possibili.

In quella stessa presentazione Federighi aveva detto esplicitamente che spendere centinaia di dollari per sfruttare al meglio il proprio computer non ha più senso oggi. E mentre esclamava queste parole, alle sue spalle scorrevano immagini con la confezione di Windows 8 Pro e il prezzo di 199 dollari in bella evidenza. Sembra quasi che Federighi abbia poteri di chiaroveggenza, visto che 14 mesi dopo quella presentazione Microsoft annuncerà che l’aggiornamento a Windows 10 sarà gratuito per un anno per tutti i possessori di Windows 7 e Windows 8.1.