A partire da oggi Windows 8 (il flop di Microsoft risalente ormai a quattro anni fa) non riceverà più aggiornamenti di sicurezza e supporto tecnico, lasciando così i suoi utenti sparsi in tutto il mondo di fronte a una duplice scelta: aggiornarsi a Windows 8.1 (il corposo upgrade rilasciato da Microsoft nel 2013) o continuare a utilizzare Windows 8, con il rischio però di incappare in diversi problemi di sicurezza.

Sebbene Windows 8 non abbia mai conquistato particolari posizioni di rilievo nel mercato dei sistemi operativi desktop, le ultime stile Net Applications rilasciate il mese scorso parlavano di un 3% di market share di Windows 8 tra tutti i PC Windows, mentre Windows 8.1 sarebbe a quota 11,3%. Prendendo come parametro il miliardo e mezzo di PC Windows sparsi per il mondo (dato dichiarato dalla stessa Microsoft), ciò significa che circa 48 milioni di utenti a livello globale stanno ancora utilizzando Windows 8, mentre gli utenti di Windows 8.1 ammonterebbero a 180 milioni.

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Si tratta di cifre in forte calo, almeno stando alle stime di sette mesi fa di Computerworld, secondo le quali a metà giugno Windows 8 poteva ancora contare su 63 milioni di utenti e Windows 8.1 su 226 milioni. Non ci si deve comunque stupire più di tanto, visto che dall’uscita a fine luglio di Windows 10 l’accoppiata Windows 8-8.1 è calata del 18% e, a soffrire di ciò, è stato soprattutto Windows 8.1 (-21%). Tutto normale comunque, visto che, a differenza degli utenti di Windows 8, quelli di Windows 8.1 hanno potuto usufruire dell’update gratuito al nuovo sistema operativo di Microsoft.

Insomma, per continuare a ricevere il supporto da parte di Microsoft, gli utenti di Windows 8 devono aggiornarsi a Windows 8.1, che sarà supportato da Redmond fino al 10 giugno del 2023, oppure passare a Windows 8.1 e quindi gratuitamente a Windows 10, anche se il passaggio a costo zero al nuovo OS di Microsoft sarà valido fino al 29 luglio (dopo bisognerà pagare).