Secondo 9to5Mac.com, che ha citato fonti molto vicine ai piani di sviluppo di OS X, la prossima versione del sistema operativo di Apple per Mac si rifarà molto da vicino allo spirito che animò nel 2009 Snow Leopard, ovvero un OS meno basato su nuove e scintillanti funzionalità e più sulla qualità, le prestazioni e la stabilità, soprattutto dopo i numerosi bug che hanno colpito le due ultime release di OS X (Mavericks e Yosemite).

Come appena accennato, simili dichiarazioni non saranno nuove agli utenti Mac di lungo corso. Nel 2008 infatti, quando Apple iniziò a parlare di Snow Leopard (OS X 10.6), il focus di Cupertino fu incentrato quasi esclusivamente sulle parole d’ordine “prestazioni e stabilità”, mentre quasi nulla veniva detto sull’interfaccia o sulla presenza di nuove funzionalità, tanto che la stessa Apple parlò di Snow Leopard come l’occasione giusta per “non aggiungere nuove feature”.

Stando sempre all’articolo di 9to5Mac.com, OS X 10.11 includerà sicuramente qualche nuova funzione, ma la lista di queste novità sarà più corta e limitata rispetto a quanto visto negli ultimi anni. Gli sviluppatori di Apple hanno infatti capito che aggiungere ogni anno nuove feature, e allo stesso tempo mantenere (o peggio ancora migliorare) la stabilità e le prestazioni del sistema operativo, è un processo molto complesso e rischioso.

Apple sembra insomma intenzionata a puntare tutto sulla qualità e una simile strategia, se condotta bene e in modo preciso e accurato, farà sicuramente piacere a tutti quegli utenti Mac che negli ultimi anni sono rimasti insoddisfatti da OS X (si pensi solo ai problemi di Yosemite con il Wi-Fi), rimpiangendo i tempi in cui l’OS di Apple era (soprattutto rispetto a Windows) sinonimo di estrema stabilità. Non è un caso che un importante blogger come Marco Arment, meglio conosciuto come il creatore di Instapaper, abbia definito Yosemite come un OS pieno di bug imbarazzanti e come una regressione preoccupante per Apple.

Con OS X 10.11 Apple potrebbe tornare a quel modello di successo che ha fatto la fortuna di Snow Leopard

Secondo Arment la colpa principale di Cupertino è da ricercare nell’aggiornamento del suo sistema operativo su base annuale. “Non abbiamo bisogno di major release ogni anno e soprattutto non abbiamo bisogno di un nuovo OS X pieno zeppo di nuove feature ogni anno. Ci servono invece computer, smartphone e tablet che innanzitutto funzionino bene e siano stabili e le nuove funzionalità, sempre ben accette, dovrebbero essere introdotte con tempistiche più diluite”.

Tornando invece a Snow Leopard, ricordiamo che questa versione di OS X, due anni dopo la sua uscita, era ancora installata sui due terzi di tutti i Mac, una percentuale mai più toccata in seguito dalle release successive. Certo, non tutto il merito di un simile successo fu da attribuire alla qualità e alla stabilità invocata da Apple. Ci furono infatti anche altre cause come il prezzo (fu il primo OS X a scendere al di sotto dei 100 dollari), il suo arrivo sul mercato due anni dopo Leopard e il fatto che fu l’ultima versione dell’OS Apple compatibile con applicazioni scritte per processori PowerPC, utilizzati da Apple prima dell’adozione nel 2006 delle CPU Intel.

Da notare come persino oggi, a sei anni dalla sua uscita, secondo le rilevazioni di Net Applications Snow Leopard rappresenti l’8% dell’installato globale sui Mac di tutto il mondo, che è più di quanto siano riusciti a fare Lion e Mountain Lion usciti nel 2011 e 2012.

Se quanto riportato da 9to5Mac.com è vero e se OS X 10.11 punterà molto più su qualità e stabilità invece che su nuove feature, Apple potrebbe insomma tornare a quel modello di successo che ha fatto la fortuna di Snow Leopard, anche se per saperlo con certezza non rimane altro che attendere l’imminente Worldwide Developers Conference che Apple terrà a San Francisco dal 8 al 12 giugno.