Quando pensate a Microsoft, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Windows, giusto? Normale che sia così e molto probabilmente state leggendo questo articolo su un PC Windows, eppure il sistema operativo di Microsoft continua a contare sempre meno per il colosso di Redmond. Recentemente Ed Bott, rivelando l’ultimo rapporto trimestrale di Microsoft alla Securities and Exchange Commission, ha svelato un aspetto tanto interessante quanto inatteso.

Se infatti pensavate che Windows rappresentasse la prima voce di revenue nel bilancio di Microsft (e in effetti per molto tempo è stato così), vi state sbagliando. In realtà al primo posto nel quarto trimestre del 2015 troviamo le divisioni server e cloud. Ma allora Windows è al secondo posto? Non proprio, visto che questa posizione è occupata dal gaming. Evidentemente ci sono in circolazione molte più Xbox One di quanto pensiate. Il terzo posto tocca a Office e, per trovare Windows, bisogna scendere al quarto posto, con il sistema operativo che per Microsoft rappresenta al momento poco più del 10% degli introiti.

Come è potuto succedere ciò? Windows infatti, nonostante i flop di Vista e 8/8.1, continua a essere di gran lunga il sistema operativo desktop più diffuso al mondo. Il fatto è che il mercato desktop ha perso sempre più importanza a favore di tablet e smartphone e, se è vero che il PC non morirà mai (ci sarà sempre bisogno per alcuni di mouse e tastiera per lavorare), è altrettanto vero che per molti altri il classico desktop (o notebook) è stato rimpiazzato dai dispositivi mobile.

nell’ultimo trimestre del 2015 le revenue di Windows sono scese del 5% nonostante il buon successo di Windows 10

Microsoft conosce bene questo scenario e si è infatti data molto da fare per estendere la propria influenza anche nel mercato mobile con Windows Phone, che però si è rivelato un fallimento. Ecco allora che a Redmond si è pensato di abbracciare iOS e Android esportando i suoi prodotti software di punta su questi OS mobile e parliamo soprattutto di Office, che sta ormai abbandonando il suo tradizionale modello “fisico” per diventare a tutti gli effetti una suite cloud.

Quel primo posto delle divisioni cloud e server di cui parlavamo prima, dovuto in gran parte alla piattaforma Azure, dimostra chiaramente come Microsoft si stia trasformando in una compagnia di servizi e di cloud computing, abbandonando trimestre dopo trimestre la sua classica struttura di “desktop company”.

Basta vedere i risultati dell’ultimo trimestre del 2015, con le revenue di Windows scese del 5% nonostante il buon successo di Windows 10 e quelle della divisione cloud salite del 5%; e che dire dei profitti di Azure aumentati del 140% nell’ultimo anno. Lo stesso CEO di Microsoft Satya Nadella ha commentato questi risultati dicendo che le opportunità del cloud enterprise sono immense, rappresentando addirittura il mercato più grande e vasto in cui Microsoft sia mai entrata.

La conseguenza diretta è che il cloud è ormai diventato un affare molto più grande di quello di Windows e ciò rappresenta una trasformazione epocale non solo per Microsoft e per il suo OS, ma anche per l’intero mercato dei PC.

Ovviamente, in tutto ciò, pesa anche il programma di aggiornamento gratuito a Windows 10, e le scarse vendite di personal computer, e delle licenze OEM a essi associate.

Malgrado ciò, la tendenza è chiara. Non dobbiamo quindi stupirci se Windows rappresenterà per Microsoft una parte sempre meno importante nei suoi bilanci trimestrali.