Mercoledì Apple ha annunciato che rilascerà gratuitamente OS X El Capitan (successore di OS X Yosemite) a partire dal 30 settembre. In concomitanza con questo annuncio, fatto non durante il keynote di due giorni fa ma rilasciato direttamente sul sito ufficiale di El Capitan, Apple ha distribuito la versione GM (Gold Master) del suo nuovo sistema operativo, ovvero una release ormai finale che anticipa solitamente di qualche settimana la versione definitiva e che può essere scaricata e installata dagli sviluppatori e dagli utenti che aderiscono al programma di beta testing.

Rispetto al preview program di Yosemite, quello di El Capitan è iniziato più tardi, ma Apple ha recuperato il tempo perduto, superando nel corso delle settimane proprio Yosemite in quanto a numero e tempistiche di rilascio delle varie beta. Inoltre, se Yosemite arrivò sul mercato il 16 ottobre dello scorso anno, El Capitan taglierà il traguardo due settimane prima.

Il nuovo OS di Apple funzionerà sugli stessi Mac sui quali gli scorsi anni sono stati installati Yosemite, Mavericks, Mountain Lion e Lion, ovvero macchine con anche 4-5 anni alle spalle. Se i requisiti hardware rilasciati da Apple per El Capitan saranno veritieri, significa che sul 92% di tutti i Mac al mondo che ad agosto sono andati online almeno una volta si potrà installare l’aggiornamento.

Inoltre, se il trend degli scorsi anni si ripeterà anche questa volta, El Capitan sarà in grado di catturare un’ampia porzione del market share di OS X nel primo mese dall’uscita. Le due ultime edizioni del 2014 e 2013 (Yosemite e Mavericks) avevano infatti toccato rispettivamente il 37% e il 32% della quota di mercato di OS X nel primo mese dalla loro uscita.

El Capitan però potrebbe non raggiungere queste stesse cifre nel periodo che andrà dal 30 settembre al 30 ottobre. L’accoglienza di chi ha potuto provare il nuovo OS nel corso del program preview è infatti risultata più tiepida rispetto a quella di Yosemite (circa il 30% di download in meno). Questa relativa perdita di interesse nei confronti di El Capitan potrebbe essere spiegata con l’intenzione di Apple di puntare più su prestazioni, stabilità e affidabilità, invece che su nuove funzionalità come invece successo per Yosemite.