Windows 10, atteso entro la fine dell’anno (ma Microsoft non ha ancora svelato nulla di preciso sulle esatte tempistiche), includerà funzionalità molto attese come diversi miglioramenti all’interfaccia, un rafforzamento generale della sicurezza a livello di protezione dell’identità dell’utente e del controllo di accesso, oltre a una base unificata di API per permettere agli sviluppatori di realizzare app utilizzabili su diversi dispositivi.

Si tratta di novità ben accolte da tutti e soprattutto dalle aziende, che solo in parte hanno compiuto il passaggio da Windows 7 o XP a Windows 8. L’analista di Forrester David Johnson afferma che “la sicurezza e la facilità di gestione sono aspetti sempre importantissimi in un sistema operativo, che sommati al ritorno del menu Start e alla chiara divisione tra modalità desktop e tablet potranno convincere all’aggiornamento molte aziende rimaste insoddisfatte da Windows 8 e 8.1”.

Ecco perché i CIO possono essere ottimisti sull’adozione di Windows 10, ma come e quando dovrebbero compiere questo importante passo? Ecco cinque cose che i dirigenti IT devono sapere sulla prossima versione di Windows.

1 – Con Windows 10 Microsoft torna al futuro

Dal lancio dell’ambizioso ma imperfetto Windows 8 nel 2012 Microsoft è stata perennemente in fase di “controllo danni”, visto che nel tentativo di rendere Windows più “amichevole” per i dispositivi touch ha finito con lo scontentare moltissimi utenti, soprattutto a causa della nuova interfaccia. A non aver apprezzato Windows 8 sono stati soprattutto i CIO e anche in questo caso il motivo della delusione va ricercato nell’interfaccia, nell’assenza del menu Start e nella presenza di due modalità di utilizzo (quella nuova e quella classica).

Secondo quanto riportato da IDC, a fine 2014 si contavano 732 milioni di copie di Windows installate nelle aziende di tutto il mondo e per più della metà (circa 449 milioni) si trattava di Windows 7. Windows XP totalizzava invece poco più di 158 milioni di copie, mentre in fondo alla classifica c’era Windows Vista (28 milioni), superata di poco proprio da Windows 8 con un installato di sole 35 milioni di copie.

Per tentare di migliorare la situazione, Microsoft ha puntato ad aggiornare Windows 8 con patch, update e revisioni, ma nonostante tutti questi sforzi la maggior parte dei CIO è rimasta fedele al più stabile, classico e affidabile Windows 7, preferendo non fornire ai dipendenti un sistema operativo molto più scomodo da utilizzare (almeno nei primi tempi), senza contare la quantità di tempo necessaria a prendere confidenza con la nuova interfaccia.

Con Windows 10, almeno da quanto si può capire vedendo in azione la versione preview del sistema operativo già disponibile pubblicamente, Microsoft sembra aver compiuto il giusto passo verso il tanto atteso e reclamato ritorno all’interfaccia di Windows 7. Inoltre, essendo un sistema operativo adattivo, Windows 10 capisce su quale dispositivo è in uso (tablet, PC, smartphone, grandi schermi a muro) e regola automaticamente il rendering dell’interfaccia.

2 – Windows 10 aggiunge funzionalità di sicurezza richieste a gran voce dalle aziende

In fase di sviluppo Microsoft ha insistito molto su aspetti come la protezione dell’identità dell’utente, la resistenza alle minacce e il controllo di accesso. Su quest’ultimo versante ad esempio Windows 10 arriverà sul mercato con un’autenticazione nativa a due fattori, decisione che dimostra come Microsoft voglia andare oltre il metodo della singola password che si è dimostrato così vulnerabile negli ultimi tempi. Grazie a questo tipo di autenticazione gli hacker dovranno avere due tipi di informazioni per accedere al sistema, come una password e un codice inviato dalla stessa Microsoft sul dispositivo dell’utente (uno smartphone ad esempio).

Per quanto riguarda invece la protezione delle informazioni, Windows 10 integrerà una nuova tecnologia di prevenzione contro la perdita di dati (DLP), che distinguerà tra dati personali e aziendali e proteggerà questi ultimi (app, email, contenuti web e altre informazioni sensibili) con un sistema di criptazione sia su desktop, sia su dispositivi mobile.

Sul versante delle minacce e della resistenza agli attacchi esterni (malware, ma non solo), Windows 10 darà la possibilità di bloccare i dispositivi costringendo gli utenti a utilizzare solo app certificate Microsoft. Saranno poi gli amministratori IT a decidere quali app siano da considerare fidate.

3 – Una piattaforma universale per le app

Per la prima volta nella sua storia Windows 10 mette a disposizione una piattaforma di sviluppo universale, permettendo così di sviluppare applicazioni che, con modifiche minime, possono funzionare su tutti i dispositivi compatibili (tablet, smartphone, desktop, laptop, Xbox One, dispositivi IoT).

Un’ottima notizia sia per gli utenti finali, che avranno a disposizione un maggior numero di app, sia per gli sviluppatori commerciali e aziendali, che potranno creare molto più facilmente e velocemente applicazioni per un unico sistema operativo, senza quindi dover riscrivere da capo il codice per riadattarlo a un dispositivo diverso.

Per Microsoft questo approccio significa anche rimpolpare il numero di app disponibili al momento per gli smartphone Windows Phone. Molti sviluppatori sono infatti poco disposti a investire tempo e risorse per sviluppare app compatibili con un sistema operativo che al momento, secondo gli ultimi dati di IDC, rappresenta solo il 2.7% dell’intero mercato degli OS mobile. Sempre secondo IDC la piattaforma universale per le app è forse la tecnologia più importante integrata in Windows 10, nonché quella che modificherà più radicalmente l’intero ecosistema di Windows.

4 – Windows 10 porta con sé anche altre sorprese

Se è vero che la priorità di Microsoft con Windows 10 è rivolta soprattutto all’interfaccia, alla sicurezza e alla piattaforma universale per le app, ci sono anche altre novità che vale la pena sottolineare

Ologrammi: Windows 10 offrirà quella che Micorosft chiama “una piattaforma per il computing olografico”, con API specifiche che permetteranno agli sviluppatori di creare app 3D da utilizzare con HoloLens, il visore di Microsoft mostrato a inizio anno per vedere ologrammi in alta definizione.

Cortana: la risposta di Micorosoft a Siri di Apple si chiama Cortana e, pur provenendo da Windows Phone 8.1, sarà integrata in Windows 10 per permettere ai possessori del nuovo sistema operativo di comunicare con il loro computer, il loro smartphone e le loro applicazioni tramite semplici comandi vocali.

Doppio browser: un nuovo browser (nome in codice Project Spartan, nome ufficiale Edge) debutterà in Windows 10. Sarà caratterizzato da un nuovo motore di rendering e offrirà quella che Microsoft ha definito “un’esperienza più interoperabile, affidabile e tutta da scoprire”. Tra le funzionalità avanzate di Project Spartan spiccano l’integrazione con Cortana, la condivisione e l’annotazione nelle pagine web e una nuova modalità di lettura.

Questo nuovo browser è stato progettato come un’applicazione universale per funzionare su tutti i dispositivi compatibili con Windows 10 e sarà costantemente aggiornato con potenziamenti e miglioramenti a livello di sicurezza e funzionalità. Project Spartan non rimpiazzerà però lo storico browser integrato di Microsoft; Windows 10 includerà infatti anche Internet Explorer 11 e sarà così il primo sistema operativo di sempre a integrare nativamente due browser web.

5 – Windows 10 promette bene, ma…

Mentre le prime recensioni delle versioni preview di Windows 10 sono state per lo più positive, i CIO dovrebbero avere un piano strategico dettagliato per adottare il nuovo sistema operativo di Microsoft nelle loro aziende. Non si tratta infatti solo di valutare la stabilità e l’affidabilità dell’OS, ma anche di capire come questo possa funzionare per una specifica azienda che necessita di specifico hardware e di specifiche applicazioni commerciali.

Nonostante molti analisti prevedano già un grande successo di Windows 10 anche a livello enterprise (cosa che è mancata quasi totalmente con Windows 8 e 8.1), non bisogna pensare che l’adozione del nuovo OS di Microsoft sia così scontata.

Molte aziende che stanno testando con soddisfazione le versioni preview di Windows 10 non hanno per ora delle reali motivazioni per fare l’aggiornamento da Windows 7, mentre altre aziende aspetteranno l’uscita del primo service pack per dare una prima vera chance al nuovo Windows.