Continuous Response: una nuova ed efficace arma di sicurezza

La continuous response è un concetto emergente nella sicurezza informatica che è fondamentale per potenziare le capacità di risposta. Ce ne parla Tim Orchard di F-Secure.

Continuous Response

Poiché il panorama delle minacce continua a evolvere, allo stesso modo anche le aziende devono adottare approcci differenti per difendersi contro l’impatto degli attacchi informatici sul business. In questo scenario F-Secure sostiene che serva una maggiore enfasi sia sulla preparazione a una violazione che su un veloce ed efficace contenimento, che deve prevedere un corretto bilanciamento di persone, processi e tecnologia.

“Le violazioni informatiche sono ormai parte della vita di molte aziende. Non c’è più da chiedersi se un’azienda verrà violata, ma la questione ora riguarda quando ciò accadrà. E questo impone di ripensare al modo in cui le organizzazioni gestiscono molti aspetti della security” spiega Tim Orchard, F-Secure Countercept Managing Director.

Il 44% di chi ha risposto a una recente indagine di MWR Infosecurity ha affermato di aver investito meno nelle capacità di risposta alle minacce rispetto alla previsione, prevenzione e rilevazione delle stesse. Solo il 12% ha dichiarato di aver dato priorità alla risposta. La mancanza di investimenti in strategie efficaci di risposta agli incidenti viene identificata come un’area di debolezza.

La continuous response, ovvero la capacità di avere le persone giuste nel posto giusto al momento giusto e dotate delle informazioni necessarie per assumere il controllo della situazione, è un concetto emergente nella sicurezza informatica che è fondamentale per potenziare le capacità di risposta. L’obiettivo è combinare elementi di collaborazione tra le parti coinvolte, l’identificazione del contesto e il controllo dei sistemi in un processo fluido.

In pratica, ciò potrebbe significare avere un singolo team di threat hunters, di risorse preposte a una prima risposta, di amministratori e altro personale che lavorano insieme per identificare e rimediare in modo attivo a potenziali minacce prima che queste s’intensifichino.

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“Avere strumenti e tecniche capaci di rilevare velocemente, contenere e ostacolare gli attacchi mentre si stanno svolgendo ti fa guadagnare tempo e ti offre l’opportunità di avere un quadro completo su come gli attaccanti stiano sfruttando i tuoi punti deboli e si stiano muovendo attraverso la rete. Devono essere abbastanza sofisticate per evitare di far capire all’attaccante che le stai usando, e preparate per rimuoverle con una sola azione concertata”, spiega Orchard. “Ed è importante mettere questi strumenti e tecniche nelle mani del team giusto se volete che funzionino.”

Secondo il report di Gartner dal titolo Answers to Questions About 3 Emerging Security Technologies for Midsize Enterprises, MDR (Managed Detection and Response) significa “affittare occhi addestrati” che non potete permettervi con lo scopo di rilevare quegli incidenti che non vengono scoperti… per trovare il 10% degli incidenti che aggirano il firewall tradizionale e l’endpoint protection.

Le soluzioni MDR tipicamente offrono monitoraggio, rilevazione e servizi di risposta alle minacce 24/7 e si basano su advanced analytics e threat intelligence per aiutare a proteggere le organizzazioni. Generalmente i vendor MDR implementano sensori (come un agente endpoint o una sonda) per raccogliere dati dai sistemi di un cliente. I dati vengono poi analizzati per verificare se ci sono evidenze di compromissioni e il cliente viene informato quando viene rilevato un potenziale incidente.

Dopo la rilevazione, i clienti o rispondono per conto proprio o si affidano a team di incident response (IR) esterni, che possono realizzare investigazioni e analisi forense locale o in remoto, o suggerire consigli su una possibile risposta tecnica organizzata. Ma nel migliore dei casi, le attività di risposta si fermano nell’isolare gli host usando agenti EDR o il firewalling.

Ma soluzioni efficaci possono fare potenzialmente molto di più. Trattare la risposta come un’attività continua fa sì che i membri del team siano in costante comunicazione e collaborazione tra di loro, così da discutere eventi sospetti che accadono in qualsiasi punto nell’infrastruttura. Le soluzioni MDR possono facilitare questo processo, offrendo a chi difende il vantaggio di cui ha bisogno per fermare, contenere e, in definitiva, espellere un avversario.

“Trovare una soluzione MDR bilanciata, indipendentemente se questa sia una soluzione in-house o in outsourcing, è fondamentale. Penso che il nostro approccio nel preparare i nostri clienti a dare per assunto che violazioni siano già accadute, e aiutarli poi a respingere quelle minacce, sia l’essenza della continuous response,” conclude Orchard. “Fare questo correttamente consente a chi difende di respingere gli attaccanti velocemente al loro primo tentativo, e prevenire che quegli avversari tentino di ripetere i loro attacchi.”

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