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Evernote ha sospeso le modifiche alla sua politica sulla privacy annunciate questa settimana. I cambiamenti previsti avrebbero permesso ai dipendenti della società di leggere le note degli utenti, con l’obiettivo di migliorare gli algoritmi di apprendimento automatico. Il CEO Chris O’Neill ha dichiarato che la società “ha sbagliato, senza mezzi termini”.

La mossa fa seguito alle proteste degli utenti, alcuni dei quali hanno minacciato di abbandonare il servizio, dopo che Evernote ha dichiarato l’intenzione di cambiare le sue policy, consentendo a un numero selezionato di dipendenti di visualizzare le informazioni private dei suoi utenti. La società ha 200 milioni di utenti in tutto il mondo.

“Le tecnologie di apprendimento automatico possono rendere gli utenti più produttivi in quanto consentono di automatizzare funzioni ora svolte manualmente, come la creazione di liste di cose da fare o la combinazione di itinerari di viaggio”, aveva dichiarato in precedenza O’Neill in difesa dei cambiamenti proposti.

Il CEO ha aggiunto che i dipendenti Evernote avrebbero visto solo contenuti selezionati in modo casuale per verificare il corretto funzionamento degli algoritmi, ma non avrebbero saputo a chi appartengono e le informazioni personali sarebbero state schermate. Le modifiche alla politica sulla privacy dovevano entrare in vigore il 23 gennaio 2017.

Alla fine della giornata di ieri, però, O’Neill stava prendendo le misure per risolvere la crisi causata dalle modifiche proposte. “Abbiamo annunciato un cambiamento alla nostra policy che ha fatto pensare che non abbiamo a cuore la privacy dei nostri clienti o le loro note. Questo non era il nostro intento, e i nostri clienti ci hanno fatto sapere che abbiamo sbagliato, senza mezzi termini. Li abbiamo ascoltati, e stiamo prendendo provvedimenti immediati per risolvere il problema”, ha dichiarato il CEO.

La società di Redwood City, in California, metterà a disposizione dei suoi utenti le tecnologie di machine learning, ma i dipendenti non potranno leggere il contenuto delle note senza il consenso degli utenti, ha scritto Evernote in un post.

Evernote ha aggiunto che le sue tre leggi sulla protezione dei dati, che risalgono al 2011, rimangono invariate; i dati degli utenti continueranno a essere di proprietà dell’utente, protetti e portatili. La società prevede di rivedere nei prossimi mesi la sua attuale politica sulla privacy per ribadire che i dati dei clienti rimangono privati per impostazione predefinita, e “confermare la fiducia che hanno dato a Evernote è ben riposta”.

AUTOREJohn Ribeiro
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