Dopo le pressioni ricevute dai garanti della privacy di diversi Paesi europei (tra cui l’Italia) e dopo che una decisione simile è stata presa in Gran Bretagna e in Germania, la condivisione dei dati tra Facebook e WhatsApp è stata interrotta in tutti i Paesi europei. Non si tratta comunque di una decisione definitiva ma solo temporanea, in attesa della conclusione delle indagini avviate dalle singole authority nazionali.

Facebook e WhatsApp sono finite nel mirino dei garanti alla fine di agosto, quando WhatsApp ha introdotto una modifica alla sua policy della privacy per condividere con il social network di Mark Zuckerberg una parte delle informazioni che riguardano i propri utenti, compreso il numero di telefono.

Nell’accordo Facebook non può rendere pubbliche queste informazioni, ma potrà solo utilizzarle nella prospettiva che, con il consenso degli utenti, le imprese possano inviare notifiche alle persone registrate su entrambe le piattaforme e interessate ai messaggi.

Facebook e WhatsApp

WhatsApp dal canto suo precisava che anche di fronte a questa maggior coordinazione con Facebook nei mesi a venire, i messaggi crittografati sarebbero rimasti privati e nessun altro avrebbe potuto leggerli, promettendo inoltre di non condividere i numeri telefonici con gli inserzionisti.

Rassicurazioni che evidentemente non sono bastate ai garanti della privacy europei, le cui indagini ancora in corso sono mirate a determinare la tipologia di dati raccolti, le modalità di acquisizione del consenso e l’utilizzo di questi dati. Una delle critiche mosse nei confronti di WhatsApp è relativa alla ristretta finestra temporale (30 giorni) entro la quale l’utente può negare il consenso.

Facebook ha comunque precisato che, nonostante questo stop temporaneo, la condivisione delle informazioni continuerà per motivi amministrativi e per combattere lo spam.

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