Nuova variante del ransomware Petya: ecco come proteggersi

Il vademecum di Sophos per proteggersi dal recente attacco portato da una nuova variante del ransomware Petya che sta colpendo tutta Europa.

ransomware

Come abbiamo già riportato in questa notizia, la nuova variante del ransomware Petya sta causando gravi problemi a numerose aziende in tutta Europa. Petya è stato scoperto nel 2016 ed è un tipo di ransomware che cripta la Master File Tree (MFT) e riscrive il Master Boot Record (MBR), impedendo alle vittime di utilizzare il proprio computer e chiedendo loro un riscatto per potere nuovamente accedere ai propri dati.

Questa nuova variante è particolarmente efficace perché sfrutta una serie di tecniche mirate alla diffusione automatica del ransomware all’interno della rete aziendale nel momento in cui il primo computer viene infettato.

Di fronte a un attacco di così grande gravità, Sophos ha rilasciato un comunicato in cui spiega alcune operazioni da fare immediatamente per proteggersi da Petya. Eccole nel dettaglio.

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petya

  • Assicurarsi che i propri sistemi abbiano installato le ultime patch, inclusa la patch di Microsoft MS17-010
  • Disabilitare il TCP port 445 e limitare gli account con l’accesso al gruppo di amministratori.
  • Valutare di bloccare Microsoft PsExec, rendendolo non eseguibile sui computer degli utenti. Una versione di questo strumento Microsoft è infatti sfruttata da Petya per diffondersi automaticamente.
  • Effettuare il backup regolarmente e tenere sempre una copia del backup, più recente possibile, off-site. Ci sono una dozzina di modi in cui i file possono essere irrimediabilmente corrotti, oltre naturalmente ad un attacco ransomware: un’eliminazione accidentale, un furto, un danneggiamento dell’hardware dovuto ad agli urti. È necessario inoltre criptare il proprio backup per evitare che possa essere rubato.
  • Evitare di aprire allegati da destinatari sconosciuti, anche se lavorate spesso con allegati di email