IBM: boom di cryptojacking e ransomware in declino

Il nuovo rapporto IBM X-Force Threat Intelligence Index rivela che i profitti dei criminali informatici arrivano dal cryptojacking, mentre i ransomware sono in declino.

cryptojacking

IBM Security ha annunciato i risultati del report 2019 IBM X-Force Threat Intelligence Index, da cui è emerso che l’aumento delle misure di sicurezza e una sempre maggiore consapevolezza spingono i criminali informatici a modificare le tecniche di attacco, mossi come sempre dalla ricerca del migliore ritorno sull’investimento.

IBM X-Force ha innanzitutto notato un significativo calo del ransomware utilizzato negli attacchi. Infatti, i ricercatori di spam di IBM hanno rilevato una sola campagna di ransomware nel 2018 proveniente dalla più grande botnet di distribuzione di spam malware al mondo: Necurs. IBM X-Force ha anche osservato che il numero di attacchi di cryptojacking è stato, nel 2018, quasi il doppio del numero attacchi di ransomware. Con il prezzo di criptovalute, come i bitcoin, che ha toccato un massimo di quasi 20.000 dollari nel 2018, gli attacchi a basso rischio/basso sforzo rivolti in segreto alla potenza di calcolo delle vittime erano considerati più redditizi.

Inoltre, l’IBM X-Force Threat Intelligence Index, che comprende analisi e osservazioni di dati che derivano dal monitoraggio giornaliero in 130 Paesi, ha rilevato che i criminali informatici stanno cambiando le loro tecniche fraudolente per ottenere profitti illegali. Oltre la metà degli attacchi informatici (57%) hanno sfruttato infatti comuni applicazioni di amministrazione come PowerShell e PsExe per eludere il rilevamento, mentre gli attacchi di phishing mirati rappresentavano quasi un terzo (29%) degli attacchi.

“Se guardiamo al calo nell’uso del malware, al progressivo abbandono del ransomware e all’aumento delle campagne mirate, tutte queste tendenze ci dicono che il ritorno sull’investimento è il vero fattore motivante per i criminali informatici. Tuttavia, le iniziative per distruggere gli avversari e rendere i sistemi più impenetrabili stanno funzionando. Con 11,7 miliardi di dati violati o rubati negli ultimi tre anni, lo sfruttamento delle Informazioni Personali Identificabili (PII) per realizzare profitti illeciti richiede maggiori conoscenze e risorse, spingendo i criminali a esplorare nuovi modelli illeciti per fare profitto e aumentare il ritorno dell’investimento” ha dichiarato Wendi Whitmore, Global Lead, IBM X-Force Incident Response and Intelligence Services (IRIS).

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Aumento dell’uso criminale di PowerShell

La crescente consapevolezza dei problemi di sicurezza informatica e controlli di sicurezza più rigorosi stanno rendendo più difficile per i criminali informatici fare presa sui sistemi oggetto dei loro attacchi. Pertanto, l’uso di software malevolo negli attacchi sembra essere in declino. Più della metà (57%) degli attacchi analizzati da X-Force nel 2018 ha rivelato che gli autori delle minacce non utilizzavano malware residente nei file system. Coloro che hanno fatto un uso più frequente del malware erano grandi bande di criminali informatici e gruppi responsabili di minacce del tipo APT (Advanced Persistent Threat).

Nei casi in cui le reti sono state compromesse dagli hacker, IBM X-Force ha rilevato un importante cambiamento nelle tecniche dei criminali informatici che, per raggiungere gli obiettivi, hanno violato gli strumenti dei sistemi operativi esistenti, anziché utilizzare malware. Il fulcro di queste tecniche è l’uso avanzato di PowerShell, uno strumento integrato nel sistema operativo in grado di eseguire codice dalla memoria e fornire accesso amministrativo direttamente al core di un dispositivo.

I criminali informatici attaccano i sistemi per mero profitto

I criminali informatici non sono tipi disposti a spendere soldi per hardware costoso o per cercare criptovaluta in modo legale. Al contrario, hanno sviluppato vari strumenti e tattiche per infettare sia server aziendali che singoli utenti con malware che cerca soldi e che fa il lavoro sporco per loro. A loro volta, queste infezioni compromettono la potenza di elaborazione, con conseguente aumento dell’utilizzo della CPU e rallentamento dei dispositivi. Questa tendenza al cryptojacking sta praticamente esplodendo e i criminali informatici ne traggono vantaggio, in quanto i due più comuni vettori di infezione sono il phishing e l’iniezione di codice in siti web con controlli di sicurezza deboli.

I trasporti sempre più nel mirino della criminalità informatica

I criminali informatici non stanno solo cambiando la modalità degli attacchi, ma anche i bersagli. Il settore finanziario è rimasto il settore più attaccato del 2018 e rappresenta il 19% di tutti gli attacchi osservati da IBM X-Force IRIS. Tuttavia, il settore dei trasporti, che l’anno scorso non è arrivato nemmeno nei primi 5 posti, è diventato il secondo settore più attaccato nel 2018, anno in cui i tentativi di attacco si sono triplicati rispetto all’anno precedente.

Non si tratta solo del volume degli attacchi, ma anche del calibro delle vittime. X-Force ha osservato più dichiarazioni pubbliche nel 2018 rispetto agli anni precedenti nel settore dei trasporti. Tali dichiarazioni probabilmente hanno incoraggiato gli hacker, poiché potrebbero denotare che queste società sono vulnerabili agli attacchi informatici e che possiedono dati preziosi come dati dei clienti, informazioni sulle carte di pagamento, informazioni personali identificabili (PII) e account di fidelizzazione.