Check Point: nel 2018 quasi 4 aziende su 10 colpite da cryptomining

Il Security Report 2019 di Check Point mostra che il 20% delle aziende continua a essere colpito dal cryptomining ogni settimana, mentre il 33% è stato colpito dal malware mobile e solo il 4% dal ransomware.

cryptomining

Check Point ha pubblicato il primo capitolo del proprio Security Report 2019, evidenziando le principali tattiche che i criminali informatici utilizzano per attaccare le organizzazioni di tutti i settori. La prima parte del report rivela le principali tendenze e tecniche dei malware osservate dai ricercatori di Check Point durante l’anno appena trascorso.

Dominio dei cryptominer

Quattro cryptominer sono stati tra i malware più diffusi, occupando i primi posti della classifica e colpendo il 37% delle organizzazioni a livello globale. Nonostante un calo del valore di tutte le criptovalute, il 20% delle aziende continua a essere colpito da attacchi cryptomining ogni settimana. Di recente, i cryptominer si sono evoluti per sfruttare vulnerabilità di alto profilo e per eludere sandbox e prodotti di sicurezza, al fine di espandere i loro tassi di contagio.

I dispositivi mobile sono sotto attacco

Nel 2018 il 33% delle organizzazioni in tutto il mondo è stato colpito da malware mobile, di cui i principali tre colpiscono il sistema operativo Android. Inoltre, si sono verificati diversi casi in cui il malware mobile è stato preinstallato sui dispositivi e nelle app disponibili negli app store.

Uso massiccio delle botnet per lanciare gli attacchi

I bot sono stati nel 2018 il terzo tipo di malware più comune, con il 18% delle organizzazioni colpite da bot che vengono utilizzate per lanciare attacchi DDoS e diffondere altri malware. Le infezioni bot sono state determinanti in quasi la metà (49%) delle organizzazioni che hanno subito un attacco DDoS nel 2018.

Attacchi ransomware in calo

Nel 2018 l’utilizzo di ransomware è diminuito drasticamente, con un impatto su appena il 4% delle organizzazioni a livello globale.

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In Italia le tre famiglie di malware che hanno avuto il maggior impatto sulle aziende sono state Coinhive (con un impatto del 27%), uno script di mining che utilizza la CPU degli utenti che visitano determinati siti web per minare la criptovaluta Monero, Cryptoloot (con un impatto del 19,56%), malware che utilizza la potenza della CPU o della GPU della vittima e le risorse esistenti per il mining di criptovalute aggiungendo transazioni alla blockchain e rilasciando nuova valuta, e Jsecoin (con un impatto del 12,85%), miner JavaScript che può essere integrato nei siti web. Tutte queste famiglie hanno avuto un impatto superiore all’impatto globale (rispettivamente: 24,7%, 15,2% e 12,41%) e all’impatto europeo (rispettivamente: 22,94%, 14% e 11,5%).

Dall’aumento vertiginoso degli attacchi cryptomining, alle massicce violazioni dei dati e fino agli attacchi DDoS, nell’ultimo anno ci sono stati molti disagi informatici per le organizzazioni globali. I cybercriminali hanno a disposizione un’ampia gamma di opzioni per indirizzare ed estrarre ricavi dalle organizzazioni di qualsiasi settore. Questi attacchi di quinta generazione multi-vettoriali, veloci e su larga scala stanno diventando sempre più frequenti, e le organizzazioni devono adottare una strategia di sicurezza informatica su più livelli che impedisca a questi attacchi di impossessarsi delle loro reti e dei loro dati.