Le eccellenze italiane unite per la cybersecurity

Dalla collaborazione tra Cnr e Cini nasce il “Comitato nazionale per la ricerca in Cybersecurity” che punta alla creazione di un ecosistema nazionale più resiliente agli attacchi cyber

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E’ stato siglato questa settimana l’accordo per la costituzione del Comitato nazionale per la ricerca in Cybersecurity. Aperto a tutte le organizzazioni di ricerca nazionali, il Comitato è attualmente costituito dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dal Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini), a cui aderiscono 44 Università pubbliche. Alla guida del Comitato c’è Roberto Baldoni, direttore del Laboratorio nazionale di cybersecurity istituito dal Cini.

L’implementazione di un programma che permetta di innalzare le difese cibernetiche del nostro Paese, come richiesto dal nuovo Dpcm, ha bisogno di coinvolgere una comunità ampia che includa settore governativo, privati e ricerca”, ha dichiarato Roberto Baldoni. “Il Comitato nazionale per la ricerca in cybersecurity vuole essere un elemento fondante di questa comunità coagulando le eccellenze italiane nelle università e nella ricerca pubblica per rispondere alla complessità e all’ampiezza dei problemi posti dagli attacchi cyber. Attacchi che la continua trasformazione digitale renderà sempre più pervasivi, articolati e complessi”.

Il Comitato nasce per coordinare gli enti di ricerca attivi nel settore della cybersicurezza con l’obiettivo di progettare un ecosistema nazionale più resiliente agli attacchi cyber, migliorare la continuità di servizio delle infrastrutture critiche, della pubblica amministrazione e delle filiere produttive strategiche, sviluppare piani di formazione per aumentare la “workforce nazionale” in cybersecurity, migliorare la consapevolezza di imprese e cittadini rispetto alle minacce cyber, infittire la collaborazione con organizzazioni omologhe europee e internazionali.

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Con l’attivazione del Comitato, Cini e Cnr decidono di cooperare in modo sempre più stretto e sinergico per mettere al servizio del sistema Paese le più prestigiose e significative realtà della ricerca pubblica nazionale sulla cybersecurity”, ha commentato Paolo Prinetto, presidente del Cini. “Credo sia un passo strategico da parte di due organismi che, partendo dalle proprie competenze ma guardando anche oltre, indicano la sola strada percorribile dal Paese per far fronte alle sfide poste dagli attacchi cyber, di natura e provenienza sempre più globali”.

Il lavoro di coordinamento svolto dal Comitato permetterà, inoltre, di rafforzare l’eccellenza scientifica italiana in questo settore grazie alla promozione di attività nazionali e internazionali e al continuo flusso informativo che sarà realizzato tra le università, istituti di ricerca e la società nelle sue varie articolazioni.

Lo sviluppo delle tecnologie per la cybersecurity non è solo un’esigenza per la sicurezza del Paese, ma anche una grande opportunità di sviluppo. È, infatti, un settore in continua quanto veloce evoluzione”, ha sottolineato Massimo Inguscio, presidente del Cnr. “Il mercato mondiale della sicurezza informatica è destinato a crescere da 75 miliardi di dollari, valore generato nel 2015, a 170 nel 2020. Si prevede che la domanda mondiale di posti di lavoro in questo campo sarà di 6 milioni entro il 2019, con un deficit previsto di 1,5 milioni di posti. C’è ormai consapevolezza diffusa che ricerca e soggetti pubblici e privati debbano coordinarsi per fornire una risposta comune e articolata a una minaccia che mette a repentaglio la sicurezza nazionale e, altresì, consentire al Paese di sfruttare le opportunità di sviluppo connesse alla cybersecurity”.

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