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Per Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab, “le PMI italiane non stanno prestando sufficiente attenzione alla tutela dei propri dati”. Se fino a poco tempo fa le conseguenze potevano essere tutto sommato marginali, per lo scarso interesse dei criminali nelle piccole organizzazioni, l’avvento del ransomware ha cambiato le carte in tavola.

A differenza dei virus che si insinuavano nei sistemi e sottraevano dati senza farsi notare, i ransomware possono bloccare completamente l’operatività di un’azienda, costringendola a pagare un riscatto per sbloccare i dati cifrati, o subire le conseguenze di un azzeramento totale delle informazioni aziendali, ammesso di riuscirci.

Una ricerca Kaspersky ha quantificato in 99.000 dollari il costo medio delle conseguenze di un attacco ransomware per le PMI (inteso non come costo del riscatto, ma dei danni complessivamente generati, ndr).

Per le PMI, il costo medio delle conseguenze di un attacco ransomware è di 99.000 dollari

Tra i motivi per cui le PMI rimangono scoperte contro attacchi e malware, c’è senz’altro un problema di competenza delle risorse, quando non di esistenza stessa. Tra le aziende più piccole, non è raro che la gestione dell’infrastruttura IT sia affiata a un impiegato che ha altre mansioni, ma il pregio di “capirci un po’ di informatica”.

Budget insufficienti per la sicurezza

Morten Lehn_General Manager Italy di Kaspersky Lab
Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab

Anche in strutture più grandi, che hanno una struttura IT a cui è assegnato un budget, c’è un rischio di sottovalutazione del tema sicurezza, che è tra le prime voci a venir sforbiciate quando arriva dall’altro la richiesta di ridurre i costi. Al punto che – afferma Lehn – qualche azienda si è trovata senza protezione antivirus perché l’IT, alla scadenza annuale delle licenze, non aveva più budget per procedere al rinnovo.

In molti casi, la gestione IT – sicurezza inclusa – viene affidata in outsourcing. Questa può rivelarsi una soluzione valida se non ci si può permettere una risorsa interna, “a patto di affidarsi a un fornitore competente e affidabile, che investa nel proprio aggiornamento e si occupi anche di formare il personale a tutti i livelli e in tutte le funzioni, attraverso corsi di formazione e piattaforme di awareness che Kaspersky mette a disposizione dei propri rivenditori e loro clienti”, afferma Lehn.

Kaspersky Endpoint Protection Cloud

Giampiero Cannavò, Head of Channel B2B Italy di Kaspersky Lab
Giampiero Cannavò, Head of Channel B2B Italy di Kaspersky Lab

Per venire incontro alle necessità e ai limiti delle piccole e piccolissime imprese, Kaspersky ha presentato una nuova versione della soluzione di sicurezza per pc e dispositivi mobile. Si tratta di Kaspersky Endpoint Security Cloud, e come il nome lascia intendere si tratta di una protezione erogata parzialmente come servizio cloud.

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A essere spostata sulla nuvola è la componente di gestione centralizzata delle minacce e degli aggiornamenti, che può essere effettuata dal responsabile della sicurezza, sia esso interno o in outsourcing (come nel caso dei Managed Service Providers) via web o da qualsiasi dispositivo mobile. “La console di gestione viene già preimpostata con alcune configurazioni standard, che rappresentano le best practice di sicurezza in diverse situazioni”, afferma Giampiero Cannavò, Head of Channel B2B Italy di Kaspersky Lab.

La console accessibile da web o mobile è già preimpostata con configurazioni-tipo basate sulle best practice in diverse situazioni

Al momento, la soluzione prevede la protezione di PC e server Windows e dispositivi portatili con Android e iOS. La protezione per macOS verrà aggiunta nel primo trimestre del 2017.

L’antivirus con modello di pagamento “a consumo”

Il primo vantaggio di KES Cloud è quindi quello di non richiedere hardware dedicati o installazioni software da acquistare e gestire. Del Cloud non viene adottato solo il modello infrastrutturale, ma anche quello economico. Le singole licenze software per la protezione delle postazioni possono essere infatti pagate con un canone mensile, ed è possibile in qualsiasi momento aggiungere o rimuovere postazioni, scalando i costi in funzione delle specifiche esigenze del momento.

Per Lehn, una soluzione di questo tipo è ideale per molte aziende italiane che vedono il loro organico subire variazioni significative nel corso dell’anno, per esempio per far fronte a picchi di attività stagionale.

Per le aziende che non hanno di queste esigenze, rimane in ogni caso possibile acquistare una licenza annuale, ottenendo un sensibile risparmio. A titolo di esempio, il canone mensile per 25 licenze è di 47 euro per un totale di 564 euro all’anno, mentre scegliendo le licenze annuali il costo scende a 430 euro, con un risparmio del 24% circa.

È possibile attivare una versione di prova e individuare il proprio rivenditore di riferimento dal sito cloud.kaspersky.com

 

 

Andrea Grassi
Editor di Computerworld e CIO Italia, ha passato gli ultimi 20 anni a raccontare lo sviluppo della tecnologia e di internet senza perdere la passione per questi argomenti. Scrivigli su andrea.grassi@cwi.it o seguilo sui social network con i pulsanti qui sotto.
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