Risolvere i problemi di compliance e regulation management con la IA

La regolamentazione del settore finanziario è triplicata negli ultimi dieci anni, incidendo sui costi di personale, consulenza e per sanzioni. Compliance.ai vuole risolvere il problema con l'intelligenza artificiale.

Compliance AI Regulatori change management intelligenza artificiale

SAN FRANCISCO – A volte è facile capire di cosa si occupi di un’azienda anche solo guardando al nome di dominio che si è scelta. È il caso di Compliance.ai, che ha sviluppato una piattaforma software-as-a-service che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale, addestrati e validati da personale specializzato, per aiutare il compito di chi in azienda si occupa della compliance normativa e regulatory change management.

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Tra leggi nazionali e sovranazionali, normative di settore e organismi di controllo, la regolamentazione del settore finanziario è triplicata negli ultimi dieci anni, incidendo sui costi di personale, quelli per la consulenza, e quelli delle eventuali sanzioni in caso di inadempienza. Il tutto, secondo dati forniti da Compliance.ai, si traduce a livello globale in 342 miliardi di dollari all’anno in multe nel solo settore bancario negli ultimi dieci anni e 850 miliardi di mancati profitti e danni di reputazione

“Tra chi si occupa di compliance, gli strumenti più usati per analisi e collaborazione sono ancora Excel e la posta elettronica: è un processo inefficiente e che espone alla possibilità di commettere errori – afferma Kayvan Alikhani, CEO e co-fondatore di Compliance.ai – soprattutto se si considera la mole di fonti di documentazione da analizzare (non solo le leggi, ma anche le loro interpretazioni, le ricerche accademiche, gli articoli di giornale e le notizie su sanzioni irrogate),  e da cui bisogna estrarre le informazioni rilevanti per la propria attività per tradurre in incarichi a specifiche persone nell’organizzazione”.

Kayvan Alikhani, CEO e co-fondatore di Compliance.ai
Kayvan Alikhani, CEO e co-fondatore di Compliance.ai

Velocizzare le analisi di compliance con l’intelligenza artificiale

La soluzione di Compliance.ai monitora e ingerisce tutte le fonti rilevanti, estraendone il testo e creando un riassunto, ne fa una catalogazione in base alle aree di interesse (cyber security, norme bancarie, privacy, anti trust…). In seguito identifica le azioni da intraprendere e assegna alle funzioni aziendali competenti la revisione del singolo passaggio della norma pertinente.

In questo modo, un documento di 1.000 pagine che richiederebbe a un team legale settimane di lavoro solo per produrre una generica lista di raccomandazioni, può essere svolto in modo più efficiente, documentabile e monitorabile, anche a posteriori. In caso di controversie è quindi possibile ricostruire ricostruire le fonti utilizzate, le persone incaricate e l’intero  processo decisionale. La velocità consente non solo di ottenere analisi che non siano superate nel momento in cui vengono rilasciate (e può essere il caso per consulenze che richiedono settimane di lavoro), ma anche di avere informazioni in tempo reale sulle azioni repressive messe in atto dagli organismi di controllo, e capire quindi quali tematiche devono essere risolte velocemente, e quali invece possono essere rimandate.

Sebbene l’IA abbia un peso importante nella sintesi e categorizzazione delle informazioni, il processo prevede l’intervento umano in due fasi. Prima di essere inviate ai clienti, le scelte automatiche vengono sottoposte a un team di collaboratori (esperti, docenti, avvocati e studenti) che approvano le decisioni fino a che il modello non viene sufficientemente addestrato, secondo i principi del reinforced learning, Una volta che il modello è stato affinato, o che il materiale è stato approvato dagli esperti, il risultato non ha implicazioni immediate sulle policy e le azioni, viene sottoposto al personale più appropriato in azienda, in base alla classificazione effettuata, in modo che possa essere valutato e siano prese le iniziative appropriate.

La soluzione Compliance.ai, presto anche per fonti italiane

Compliance.ai è un software as a service su cloud pubblico (in futuro potrebbero valutare installazioni sul cloud privato di clienti), e l’offerta si compone di tre pacchetti:

  • Basic – edizione gratuita, con parecchi limiti ma che permette di accedere alle fonti e avere un’idea molto chiara delle funzionalità di ricerca.
  • Professional – indicato per i professionisti del settore della compliance (analisti, studi legali specializzati in regulation, istituti di ricerca, consulenti o fornitori di servizi informativi per le aziende)
  • Team – include funzioni di workflow automation e collaboration per inserirsi nei flussi di lavoro aziendali, assegnando compiti ai diversi collaboratori e permettendo una supervisione centrale.

A queste, si aggiunge una piattaforma per sviluppatori che consente di accedere alle API del servizio per integrarne le funzionalità nei software aziendali.

Il servizio è pensato principalmente per i settori bancario, finanziario e assicurativo, ma potenzialmente applicabile a tutti i settori con forte regolamentazione (sanità, farmaceutico, food, aviazione, oil and gas…).

Al momento il servizio, pur essendo multilingua, funziona solo con fonti normative in lingua inglese, ma c’è una buona notizia: Compliance.ai ha stipulato un contratto con un’azienda europea che richiede di utilizzare fonti francesi, tedesche e italiane, per cui entro giugno 2020 il servizio sarà disponibile anche per le aziende italiane.

 

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Andrea Grassi
Editor di Computerworld e CIO Italia Giornalista professionista, ma con una formazione tecnico-scientifica, dal 1995 ha lavorato per alcune delle più importanti testate di informatica in Italia. È stato redattore di .Net Internet Magazine, il Mio Computer e MacFormat, responsabile di redazione di Computer Magazine, PC Magazine, Hacker Jorunal, Total Computer e del portale CHIP Download. Come publisher ha curato l’edizione italiana di CHIP, PC World, Macworld e ha ideato e lanciato le riviste mensili iPad Magazine e Android Magazine. È autore dei libri Windows XP per tutti e Mac OS Tiger pubblicati da McGraw-Hill e ha tradotto svariati altri manuali di programmazione, cybersecurity e per software professionali. Dal 2015 cura per Fiera Milano Media le testate Computerworld e CIO Italia dell’editore americano IDG. Ha seguito in particolar modo l’evoluzione di Internet, dagli albori della sua diffusione di massa, analizzandone gli aspetti tecnici, economici e culturali, i software di produttività, le piattaforme web e social, la sicurezza informatica e il cybercrime. Più di recente, segue le tematiche relative alla trasformazione digitale del business e sta osservando come l’intelligenza artificiale stia spingendo ogni giorno più in là il confine della tecnologia. Puoi contattarlo via email scrivendo ad andrea.grassi@cwi.it e seguirlo su Twitter (@andreagrassi) o Linkedin.