La riqualificazione degli edifici e delle infrastrutture urbane per la gestione intelligente della sostenibilità gioca un ruolo molto importante nel PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentato dal Governo italiano per rilanciare l’economia dopo la pandemia. Il piano prevede finanziamenti per 221 miliardi di euro, di cui circa un terzo dedicati appunto a costruzioni e opere di edilizia civile, ma la spinta per il settore edile verrà anche dalla riforma della Pubblica Amministrazione e dalla semplificazione della normativa.

In particolare la missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” del PNRR specifica che gli edifici rappresentano più di un terzo dei consumi energetici in Italia, e la loro riqualificazione è fondamentale per ridurre le emissioni di gas serra. Questa missione prevede investimenti per più di 11 miliardi per l’efficientamento di edifici pubblici e la semplificazione delle relative procedure. Altri 10,3 miliardi, tramite bonus fiscali fino al 110% per l’efficienza energetica e la sicurezza consentiranno di ristrutturare circa 50.000 edifici privati all’anno.

Le grandi risorse del PNRR sono insomma un’occasione irripetibile per avviare la trasformazione di massa dei nostri edifici in “smart building” e delle nostre città in “smart city”.

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In uno scenario in cui già prima del Covid-19 le criticità nelle città erano notevoli – dall’enorme consumo di energia e acqua ed emissione di gas serra a inquinamento, congestione del traffico, carenza di alloggi, criminalità – la “smart city”, cioè l’uso delle tecnologie digitali per la pianificazione urbanistica e l’ottimizzazione di mobilità, consumo energetico e servizi pubblici, è considerata la migliore risposta a queste sfide.

In particolare riscuotono crescente interesse le soluzioni di “digital twin”, per le loro caratteristiche uniche di gestione di grandi moli di dati provenienti da sistemi diversi, visualizzazione 3D, e capacità di far collaborare i diversi tipi di stakeholder coinvolti nel funzionamento delle città.

L’importanza del virtual twin per la gestione delle città

Utilizzato da decenni in ambito industriale per progettare prodotti e sistemi complessi, il virtual twin in tempi più recenti è stato esteso in modo naturale alle città. Si tratta in sintesi di un approccio basato su soluzioni software di modellazione, visualizzazione e simulazione 3D per riprodurre in formato digitale 3D una città (o altri spazi geografici) attingendo a molte fonti di dati diverse, tra cui GIS, sensori IoT, basi dati storiche, riprese di telecamere, sistemi di monitoraggio ambientale e di controllo del traffico. Dati che vengono normalizzati, centralizzati in un archivio unico, e consentono appunto analisi e simulazioni di scenario “what-if” condivisibili in modalità collaborativa tra i vari attori coinvolti nella gestione della città.

In un mondo in cui l’abbondanza di dati non è più un problema, infatti, le tecnologie digitali risultano efficaci solo se contribuiscono ad abbattere le barriere alla condivisione, alla collaborazione e al raggiungimento del consenso. Le città a questo proposito sono tra gli scenari più complessi, in quanto sistemi in continua evoluzione, con varie componenti che crescono in modo diverso e richiedono competenze molto specifiche.

Man mano che le tecnologie di AI e IoT si diffondono anche nella gestione delle città, soluzioni come il digital twin – che consentono una “single version of the truth”, e che permettono esperienze immersive visivamente immediate – sono lo strumento migliore per ottenere il massimo ritorno dai progetti di Smart City.

3DEXPERIENCE City per andare oltre i classici approcci di Smart City

Uno dei primi esempi di virtual twin applicato alle città è Virtual Singapore, progetto nato già 6 anni fa dalla partnership tra National Research Foundation Singapore e Dassault Systèmes, che ha messo a disposizione la soluzione 3DEXPERIENCE City , verticalizzazione ad hoc della sua piattaforma collaborativa cloud-based 3DEXPERIENCE.

Virtual Singapore mette a disposizione di amministratori e cittadini un ambiente virtuale per pianificare, gestire, vedere e vivere la città, ed esemplifica bene la capacità di 3DEXPERIENCE City di andare oltre i classici approcci di Smart City. Prima di tutto la soluzione di Dassault Systèmes supera il modello a silos di gestione delle varie attività cittadine, collegando tutti gli attori in un unico ambiente collaborativo che fa capo a un unico “data referential”. Inoltre questa base dati è in continuo aggiornamento, non solo in termini di dati GIS e BIM (building information model) ma anche grazie ai flussi in tempo reale di dati provenienti dai sensori IoT degli oggetti e degli edifici intelligenti.

In una città nell’era dell’IoT infatti gli smart vehicle “parlano” con i sistemi di gestione del traffico, le biciclette, i pedoni e gli edifici, e 3DEXPERIENCE City è in grado di “federare” tutti questi sistemi così diversi nella sua piattaforma. Perfezionata grazie all’esperienza di decenni nei più diversi settori dell’industria, la soluzione di Dassault Systèmes è in grado di orchestrare la gestione in tutti gli ambiti della gestione e amministrazione cittadina: sicurezza e salute pubblica, gestione delle infrastrutture, mobilità, servizi pubblici (trasporti, acqua, rifiuti ecc.), economia, interazione digitale col cittadino, scuola e formazione, servizi sociali.

La possibilità di modellizzare, visualizzare, analizzare e simulare intere città in un ambiente virtuale 3D ad altissima risoluzione come 3DEXPERIENCE City è quindi ormai realtà, e come in ambito industriale offre un ulteriore beneficio decisivo: favorisce la collaborazione tra stakeholder e comunità diverse per una pianificazione e gestione ottimale delle città.

Di fronte alle enormi sfide di oggi, amministratori, imprese e cittadini possono contare sulle grandi opportunità offerte dalle tecnologie collaborative e virtuali per definire insieme soluzioni urbane integrate per città più vivibili e resilienti, e per un futuro più sostenibile.

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