Nascerà in Trentino il primo centro italiano per la mobilità intelligente

Il primo progetto italiano per testare auto a guida autonoma sarà inaugurato nel 2018 grazie alla partnership tra FCA e Polo Meccatronica di Rovereto.

guida autonoma

Quando parliamo di smart car e di auto a guida autonoma, ci riferiamo quasi sempre agli USA o al Nord Europa e molto raramente all’Italia. Questa volta però facciamo volentieri un’eccezione visto che il Polo Meccatronica di Rovereto, hub tecnologico di Trentino Sviluppo, è stato scelto da Fiat Chrysler Automobiles per creare, insieme a partner locali, pubblici e privati, un circuito stradale ultratecnologico che si estende su un’area di 15mila metri quadrati.

Il progetto sarà inaugurato nel 2018 ed è il primo nel suo genere in Italia. La pista, chiusa al traffico e adattabile a tutte le esigenze simulative, servirà a studiare e sperimentare sistemi avanzati per la sicurezza preventiva, basati sulle applicazioni di sistemi connessi e cooperativi che permettono di vedere oltre il campo di vista dei sensori ad oggi presenti sui veicoli (es.: camera; radar; ecc).

Il tutto in un contesto urbano che presenta un maggior numero di variabili capaci di influenzare lo scorrimento viario rispetto a quello autostradale. La presenza di ostacoli, pedoni, animali, incroci, rotatorie, piste ciclabili, semafori, segnaletica stradale, richiede infatti un’adeguata validazione delle tecnologie coinvolte.

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Attraverso le tecnologie di connettività di nuova generazione (verso il 5G), le auto e i centri di controllo del traffico potranno presto scambiarsi informazioni aumentando il margine di sicurezza dei veicoli, con l’obiettivo di estendere la capacità dei mezzi di interpretare gli scenari che si presentano di continuo sulla strada, attraverso un miglioramento delle funzioni rese disponibili dagli attuali sistemi di ausilio alla guida (ADAS).

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“Dovremmo costruire automobili sempre più intelligenti ma anche smart road per migliorare la sicurezza di chi sta al volante. Per farlo bisogna sensorizzare ed infrastrutturare autostrade e strade urbane, ovvero permettere loro di comunicare con il veicolo, e creare nuovi servizi, al fine di sfruttare in maniera ottimale il tempo che il conducente e le persone a bordo del mezzo utilizzano per i loro spostamenti”, ha dichiarato il direttore del Centro Ricerche Fiat di Trento Antonio Fuganti.