Le auto a guida autonoma hanno ricevuto nei giorni scorsi una grossa spinta, dopo che l’amministrazione Obama ha annunciato la proposto per un programma da 4 miliardi di dollari per aiutare l’industria automobilistica a portare più auto di questo genere sulle strade americane. “Siamo sull’orlo di una nuova era nella tecnologia automobilistica e all’orizzonte c’è un potenziale enorme per salvare vite umane, ridurre l’inquinamento e trasformare il concetto stesso di mobilità”, ha dichiarato il Segretario americano dei Trasporti Anthony Foxx.

In passato molti erano scettici all’idea di vedere sulle strade auto senza guidatori, ma questo probabile programma federale e la decisione di General Motors di investire 500 milioni di dollari in Lyft (l’antagonista di Uber) anche per lo sviluppo di auto a guida autonoma rendono evidente come il futuro sia molto più vicino di quanto pensassimo.

Non per questo però non si possono tralasciare elementi ancora incerti a livello tecnologico, legale e anche culturale e, non a caso, Google ha rilasciato qualche giorno fa un rapporto sulle self-driving car stando al quale queste auto non sono ancora pronte per circolare sulle strade americane (e non solo).

Dal report emerge infatti come, nel corso dei test effettuati da Google in California tra il settembre del 2014 e il novembre del 2015, i guidatori all’interno di queste auto siano dovuti intervenire 341 volte per prendere il controllo del veicolo (un evento noto come “disengagement”).

Tutti buoni propositi che devono però scontrarsi con una situazione ancora molto fluida a livello legislativo e normativo

In questo caso tredici di questi eventi (10 per colpa del sistema di guida autonoma e 3 per colpa degli altri guidatori) si sarebbero trasformati in incidenti senza l’intervento umano. Va anche considerato che queste auto hanno eseguito guide test per migliaia di chilometri e nelle situazioni più diverse e quindi questi numeri non sono in realtà così preoccupanti come potrebbero sembrare a prima vista.

Il programma decennale da 4 miliardi di dollari stanziato per il 2017, che però deve ancora essere approvato, servirebbe principalmente per realizzare programmi pilota in specifici percorsi lungo le strade statunitensi, oltre che per collaborare con i leader dell’industria automobilistica per accelerare la tecnologia alla base dei veicoli autonomi.

Tutti buoni propositi che devono però scontrarsi con una situazione ancora molto fluida a livello legislativo e normativo. In California per esempio le auto a guida autonoma devono avere comunque a bordo un guidatore dotato di patente quando percorrono delle strade pubbliche. Questa regola ha infastidito parecchio Google, convinta che tutto ciò sia un freno allo sviluppo di questi veicoli.

Eppure questa volta non ci sentiamo di dar ragione alla grande G. Certo, con il miglioramento costante dei sistemi di sicurezza e delle tecnologie di guida autonoma, una legge come quella californiana potrà essere modificata senza tanti problemi. Ma per ora, se accadesse un grave incidente che coinvolge proprio un’auto senza guidatore, ci sarebbero enormi ripercussioni sull’opinione pubblica, con il rischio di far retrocedere di anni l’intero programma.