Tra cinque anni sistemi di infotainment per auto (IVI) sempre più sofisticati tra capacità di streaming e navigazione in tempo reale genereranno fino al 98% del traffico dati M2M (mobile to mobile). A sostenerlo è un nuovo studio di Juniper Research, che riporta come principale causa di questo enorme aumento di dati generati dai veicoli la diffusione sempre più capillare di sistemi e applicazioni come CarPlay di Apple e Android Auto di Google (24 milioni di veicoli nel 2019), capaci di trasferire l’interfaccia e alcune funzionalità degli smartphone direttamente nell’IVI delle auto.

La tecnologia M2M aiuterà inoltre a far compiere importanti passi in avanti allo sviluppo di sistemi di guida autonoma, con la tecnologia cellulare vehicle-to-vehicle (V2V) che attraverso l’M2M diventerà nei prossimi anni la pietra angolare di questi sistemi. Sempre nell’arco temporale di cinque anni preso in esame da Juniper Research gli aggiornamenti software over-the-air (OTA) degli IVI saranno normale amministrazione nei futuri veicoli connessi grazie ad apposite SIM.

Già oggi comunque alcuni costruttori stanno offrendo questa possibilità nei loro veicoli più avanzati, evitando così al guidatore di recarsi in officina per aggiornare l’IVI o le mappe di navigazione. Lo studio prevede anche che applicazioni come le internet radio, lo streaming musicale e i servizi di informazione genereranno 6.000 petabyte di dati all’anno a partire dal 2021.

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Di fronte a numeri così importanti i provider wireless dovranno fare in modo che le loro reti possano gestire un simile aumento di dati, soprattutto nelle aree urbane. Senza poi contare che i futuri sistemi nelle “città intelligenti” come parcheggi e incroci smart senza semafori aumenteranno ulteriormente il consumo di banda e metteranno ancora più sotto stress le reti wireless.

Al momento il report sottolinea come alcuni leader del mercato automobilistico stiano già sviluppando sistemi V2V e V2I (vehicle-to-infrastructure) per permettere ad auto e mezzi pesanti di comunicare tra loro e con i sistemi di controllo del traffico. Ma questa rivoluzione in ambito M2M, alla quale i provider si stanno rivolgendo sempre di più visti gli introiti in calo derivanti dai tradizionali servizi di voce e messaggistica, andrà a interessare anche altri settori come la sanità, l’agricoltura, la home automation e lo smart metering, ovvero la telelettura e la telegestione dei contatori di energia elettrica, gas e acqua.