Un robot per combattere il Covid19

I robot sono forniti dalla compagnia danese Uvd Robots e vengono donati agli ospedali dalla Commissione Europea. Ecco come funzionano e come fare richiesta.

L’Azienda Ospedaliera Marche Nord di Pesaro riceverà in questi giorni un robot in grado di disinfettare le stanze di degenza ospedaliera utilizzando la luce ultravioletta. Si tratta di un tangibile aiuto fornito dalla Commissione europea che permette di assicurare il mantenimento di un ambiente sterile riducendo il rischio di diffusione del Covid19 per il personale sanitario e i degenti.

L’apparecchio vanta una discreta produttività visto che permette con la gestione da remoto di disinfettare autonomamente stanze di dimensioni standard in appena 15 minuti e sanificando 18 stanze con una sola carica che gli permette di avere due ore di autonomia. Il processo è “controllato da un operatore, che sarà posizionato all’esterno dello spazio da disinfettare, per evitare ogni tipo di esposizione ai raggi UV”.

L’iniziativa della Commissione europea

Con un budget dedicato di 12 milioni di euro a titolo dello Strumento per il sostegno di emergenza (Esi) nell’ambito dei “continui sforzi di Bruxelles per contrastare la diffusione del coronavirus e fornire agli Stati membri le attrezzature necessarie”, a novembre 2020 la Commissione europea ha avviato l’acquisto di oltre duecento robot in grado di disinfettare autonomamente le stanze di degenza ospedaliera. I robot sono forniti dalla compagnia danese Uvd Robots e vengono donati dalla Commissione europea agli ospedali che ne fanno richiesta.

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Da marzo 2021 ad oggi, i robot sono stati richiesti dagli ospedali di oltre 20 paesi europei. Attualmente è in corso la consegna di 29 dispositivi verso gli ospedali italiani, tra i quali l’Ospedale San Raffaele di Milano, l’Ospedale Maggiore Policlinico Milano e MultiMedica. Poiché è ancora disponibile un numero limitato di robot, la Commissione europea invita tutti gli ospedali italiani impegnati nella lotta al Covid-19 a richiederli.

Come farne richiesta

Per inviare la domanda è necessario soltanto compilare un modulo (in lingua inglese). La procedura è semplice e veloce. In seguito, gli ospedali saranno ricontattati dal team responsabile. A causa del limitato numero di robot ancora disponibili, la Commissione europea non può garantire che tutte le richieste saranno soddisfatte.

I primi ospedali a ricevere i robot sono state due strutture slovene a marzo. Le consegne sono poi proseguite senza sosta in altri Stati membri dell’Unione. L’Uvd è un robot disinfettante autonomo dotato di luce Uv-C che uccide virus e batteri sulle superfici e nell’aria. L’ospedale generale Dr.Ivo Pedisic in Croazia ha utilizzato un Uvd Robot nelle sue quindici sale operatorie dove i risultati non hanno mostrato l’esistenza di microrganismi dopo la disinfezione.

A marzo il robot è stato spostato per trattare i reparti Covid-19, dove solo un membro del personale è risultato positivo al Covid rispetto ai 37 dipendenti degli altri reparti. Il Policlinico di Abano Terme in provincia di Padova è stata la prima struttura italiana a ricevere il macchinario utilizzato anche negli ospedali cinesi. Prima che fosse utilizzato il robot Uvd sei medici erano stati infettati dal Covid19. Dopo il suo utilizzo nessun caso è stato registrato tra medici, infermieri o  pazienti.

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Luigi Ferro
Collaboratore Giornalista professionista dal 1992, ha cominciato con la cronaca sul quotidiano l’Unità e sul mensile Società Civile, per poi passare al settore informatico scrivendo per testate come Computer dealer& Var, Reseller Weekly e Linea Edp. Si occupa di canale e approfondisce dal punto di vista economico il comparto tecnologico e segue con passione lo sviluppo di Internet e l’avvincente sviluppo della new economy collaborando con la pagina dedicata a Internet del Corriere della sera e con settimanali economici il Mondo, Panorama economy e Affari&finanza. Inoltre collabora, sempre seguendo le vicende del Web, con .Com, il quotidiano della comunicazione oltre che per Espansione, Donna Moderna e Oggi. Online ha scritto per 01net, lineaedppmi.it , Il Fatto quotidiano e Applicando, oltre che per Bitmat.it, di cui è fondatore. Oltre che con Computerworld, oggi collabora con la casa editrice Zolfo specializzata in libri sulla criminalità organizzata.