In UK meno visite in ospedale con app e monitoraggio remoto

Monitorare i pazienti a distanza aiuta a ridurre le visite in ospedale: le esperienze di Salford di Manchester e dell’Imperial college di Londra

Monitorare i pazienti a distanza e ridurre le visite in ospedale. Questo uno degli insegnamenti lasciati dalla pandemia per il quale si stanno attrezzando molti ospedali nel mondo.

Monitoraggio remoto per pazienti con problemi cardiaci

La Salford Care Organisations, nei pressi di Manchester, sta testando l’utilizzo di una soluzione di monitoraggio remoto che utilizza un’app per smartphone e dispositivi Bluetooth collegati.

L’applicazione è riservata ai pazienti con problemi cardiaci che si cerca di monitorare a distanza con l’app e una clinica virtuale. Tramite l’applicazione i pazienti sono incoraggiati ad autogestire e registrare il loro peso e la pressione sanguigna, due fattori di rischio per le loro patologie.

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Sviluppato dall’azienda norvegese Dignio, il sistema invia automaticamente i dati dei pazienti direttamente ai medici di Salford Royal attraverso una piattaforma di dati. L’invio dei dati non esclude ovviamente del tutto gli appuntamenti faccia a faccia, ancora richiesti per analisi del sangue ed esami fisici, ma grazie all’utilizzo della soluzione i pazienti devono recarsi in ospedale con minore frequenza.

I dati trasmessi tramite app sono controllati e monitorati dal team sanitario e le soglie di allarme sono impostate su base individuale del paziente. Questo permette alla piattaforma di segnalare qualsiasi indicazione che non rientra nella categoria accettabile per la situazione dei singoli pazienti.

Come spiega Nehal Hussain, consulente cardiologo e responsabile dell’insufficienza cardiaca al Salford Royal Nhs Foundation Trust, attraverso l’invio dei dati in tempo reale è possibile individuare subito le situazioni di rischio e fare la corretta diagnosi. Il sistema poi può essere utilizzato anche per un video consulto evitando il viaggio in ospedale o anche il ricovero.

“I pazienti non vogliono andare in ospedale e noi vogliamo cercare di curarli nella loro casa e nella comunità. Spesso diciamo alle persone di pesarsi, quindi non è una novità, ma se c’è un modo per farcelo sapere e mostrarlo visivamente, spero che ci incoraggerà e ci aiuterà a coinvolgere di più i nostri pazienti”. L’app diventa quindi uno strumento per incentivare i pazienti a comportamenti che magari in qualche modo già seguono ma che così diventano costanti anche perché possono misurare l’importanza del loro impegno grazie alla trasmissione dei dati.

Dal punto di vista dei costi l’eventuale mancato ricovero si traduce in un risparmio per l’Nhs di quattromila sterline per un ricovero in ospedale che può arrivare anche a 11 giorni di un paziente cardiopatico.

L’app da circa otto anni viene già utilizzata con successo in Norvegia per seguire i pazienti con ipertensione e insufficienza cardiaca.

Un “motore clinico” alimentato dall’intelligenza artificiale

Analoga esperienza per l’Imperial College Healthcare Nhs Trust di Londra che ha collaborato con Luscii per fornire ai pazienti colpiti da insufficienza cardiaca la possibilità di auto-monitorare i segni vitali a casa propria.

La piattaforma Luscii è un “motore clinico” alimentato dall’intelligenza artificiale ed è stato progettato per individuare i primi segni di allarme di qualsiasi deterioramento del paziente, allertando il personale medico che può quindi controllare la situazione e fornire supporto o risorse.

Questo significa che i pazienti che necessitano di uno stretto monitoraggio possono ora effettuare controlli regolari sul loro peso, la pressione sanguigna e le condizioni generali da casa. Inoltre, la tecnologia può anche garantire che i pazienti ambulatoriali assumano i farmaci necessari. Nella fase iniziale, la piattaforma Luscii è stata lanciata a una coorte specifica di pazienti; quelli che hanno avuto più visite in ospedale per un periodo di due-tre mesi.

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Luigi Ferro
Collaboratore Giornalista professionista dal 1992, ha cominciato con la cronaca sul quotidiano l’Unità e sul mensile Società Civile, per poi passare al settore informatico scrivendo per testate come Computer dealer& Var, Reseller Weekly e Linea Edp. Si occupa di canale e approfondisce dal punto di vista economico il comparto tecnologico e segue con passione lo sviluppo di Internet e l’avvincente sviluppo della new economy collaborando con la pagina dedicata a Internet del Corriere della sera e con settimanali economici il Mondo, Panorama economy e Affari&finanza. Inoltre collabora, sempre seguendo le vicende del Web, con .Com, il quotidiano della comunicazione oltre che per Espansione, Donna Moderna e Oggi. Online ha scritto per 01net, lineaedppmi.it , Il Fatto quotidiano e Applicando, oltre che per Bitmat.it, di cui è fondatore. Oltre che con Computerworld, oggi collabora con la casa editrice Zolfo specializzata in libri sulla criminalità organizzata.