Telemachus, il braccialetto smart anti Covid sviluppato in Italia

Un progetto tutto italiano per permettere ai medici di monitorare da remoto lo stato di salute, velocizzando gli interventi e prevenendo possibili contagi

Dopo l’app Immuni, che non ha funzionato benissimo, ora contro il Covid c’è anche un braccialetto. Telemachus (Telemedicine monitoring and collaborative hub-and-spoke system) è il nome del progetto integrato di telemedicina che, grazie anche all’ausilio di una app, monitora la diffusione del Covid 19 incrociando parametri vitali e dati satellitari.

Sviluppato da un consorzio di aziende del Sud Italia, il progetto ha visto la società barese G-nous nel ruolo di coordinatrice e protagonista dello sviluppo dell’intelligenza artificiale per i modelli predittivi e descrittivi sul comportamento e la diffusione del coronavirus.

Il braccialetto invece è stato progettato e prodotto da BionIT Labs, azienda di dispositivi medicali con sede a Lecce, app e dashboard sono state sviluppate da Aulab (Bari), mentre il sistema di posizionamento da Nextome (Bari). Lo sviluppo dei sensori e tutti gli aspetti relativi alla comunicazione del sistema sono stati curati da Sensor Id (Campobasso) con SaniLab Plus (Bari) che si è occupata del reclutamento dei medici di base.

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Telemachus ha visto la collaborazione anche del Politecnico di Bari ed è stato co-finanziato da un bando dell’Agenzia spaziale europea, con i fondi dell’Agenzia spaziale italiana e del ministero dell’Innovazione tecnologica e la transizione digitale.

Il sistema è basato su un modello hub-and-spoke che prevede l’interazione tra pazienti che utilizzano il sistema per proteggere se stessi e le persone che li circondano, i medici (spoke) che monitorano gli utenti e forniscono assistenza medica a distanza e le autorità sanitarie (hub) che si coordinano con i medici per fornire ai pazienti servizi di assistenza sanitaria più intensivi.

L’app per IoS e Android

Il paziente utilizza un’app mobile, disponibile per IoS e Android, e un braccialetto per essere monitorato e curato da remoto dal suo medico di medicina generale.

L’app mobile è un interfaccia di telemedicina che consente ai pazienti di comunicare con il proprio medico evitando contatti fisici.

Il braccialetto, che ha l’aspetto di uno smartwatch, rileva i parametri vitali del paziente, consente al medico di poter contare su misurazioni continue e accurate ed è munito di connettività Bluetooth e Gnss, che lo rendono funzionale a essere utilizzato in contesti in cui è richiesto il rilevamento della posizione degli utenti (outdoor e indoor). Questa funzione può essere attivata solo in contesti in cui viene richiesto l’esplicito consenso agli utenti.

Grazie all’utilizzo di una dashboard, medici e autorità sanitarie possono analizzare dati anonimizzati e interagire tra loro al fine di coordinare le attività per fornire servizi di assistenza sanitaria più intensivi (ospedalizzazione).

Dispositivo di classe 2a

Il sistema è in fase di test nell’ambito di progetti pilota che vedono coinvolti i medici di medicina generale dell’Asl Bari, il reparto Covid dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia e l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

Il braccialetto smart è infatti stato certificato come dispositivo medico di Classe 2a con l’obiettivo di essere commercializzato sia in ambito ospedaliero sia aziendale.

Gli obiettivi di Telemachus sono la semplificazione e digitalizzazione della comunicazione tra paziente e medico, fornendo uno strumento di screening e di monitoraggio continuo dei parametri vitali, evitando rischi di contagio. Monitorando le le condizioni di salute, si possono identificare rapidamente casi di infezione e poterne quindi prevenire la propagazione, oltre a permettere di collezionare dati qualificati per condurre analisi cliniche ed epidemiologiche. Si potrà inoltre velocizzare l’intervento medico consentendo l’attivazione di servizi di geolocalizzazione e ridurre i casi di infezione nell’interazione tra medico e paziente.

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Luigi Ferro
Collaboratore Giornalista professionista dal 1992, ha cominciato con la cronaca sul quotidiano l’Unità e sul mensile Società Civile, per poi passare al settore informatico scrivendo per testate come Computer dealer& Var, Reseller Weekly e Linea Edp. Si occupa di canale e approfondisce dal punto di vista economico il comparto tecnologico e segue con passione lo sviluppo di Internet e l’avvincente sviluppo della new economy collaborando con la pagina dedicata a Internet del Corriere della sera e con settimanali economici il Mondo, Panorama economy e Affari&finanza. Inoltre collabora, sempre seguendo le vicende del Web, con .Com, il quotidiano della comunicazione oltre che per Espansione, Donna Moderna e Oggi. Online ha scritto per 01net, lineaedppmi.it , Il Fatto quotidiano e Applicando, oltre che per Bitmat.it, di cui è fondatore. Oltre che con Computerworld, oggi collabora con la casa editrice Zolfo specializzata in libri sulla criminalità organizzata.