Zucchetti a fianco delle imprese per sfruttare gli incentivi di Transizione 4.0

Il nuovo piano industriale offre sgravi fiscali per investimenti in beni ad alto valore aggiunto, formazione, ricerca e sviluppo. Zucchetti affianca le aziende come partner tecnologico perché possano trarne il massimo beneficio

Industra 4.0

Il Piano Transizione 4.0 mette a disposizione delle aziende italiane incentivi economici per avviare, o consolidare, il proprio percorso di innovazione tecnologica. Il piano si inserisce nella politica industriale avviata dal Governo con il Piano Industria 4.0 nel 2016, a cui è seguito il Piano Impresa 4.0 nel 2018. Le principali novità di Transizione 4.0 sono state discusse nell’ambito di un webinar organizzato da Zucchetti, che è stata anche l’occasione per fare il punto sulle attuali esigenze delle aziende.

Negli ultimi cinque anni si è parlato molto di Industria 4.0 e il nuovo piano varato dal Governo consolida e rafforza le iniziative precedenti. oggi la parola d’ordine è l’innovazione in tutte le sue declinazioni”, ha dichiarato Marco Colombo, Innovation leader di Industria 4.0. “Transizione 4.0 punta alla transizione ecologica e alla digitalizzazione delle imprese e, dal punto di vista tecnologico, rappresenta un importante passo avanti per quanto riguarda la realizzazione di prodotti o processi”.

Le aree di intervento di Transizione 4.0

Gli incentivi previsti dal Piano coprono quattro ambiti principali: l’acquisto di beni strumentali ad alto valore aggiunto, ricerca e sviluppo, formazione, patent box.

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Gli sgravi fiscali previsti per l’acquisto di beni materiali e immateriali puntano a svecchiare le modalità di produzione”, ha sottolineato Colombo, “permettendo alle aziende di beneficiare delle più moderne tecnologie”.

Gli investimenti in R&S riguardano l’ambito del sapere scientifico e tecnologico nel suo complesso, comprendendo la ricerca di base e applicata e le sperimentazioni che portano nuove conoscenze per tutto l’ambito o per uno specifico comparto. Si distinguono dagli investimenti in design e innovazione perché questi ultimi riguardano prodotti/processi/tecnologie nuovi o migliorati rispetto al passato, di cui si avvale la singola azienda.

Una novità importante del piano è il supporto alla formazione. “In passato la formazione era oggetto di accordo tra l’azienda e i sindacati, il che comportava burocrazia e lunghe tempistiche che potevano scoraggiare questo tipo di iniziative”, ha spiegato Colombo. “Con il nuovo piano questo vincolo decade e snellisce le procedure. Oggetto dell’incentivo è l’acquisizione di nuove competenze in ottica 4.0”.

Con il piano viene inoltre ampliato il regime del Patent Box, che mette in atto le linee guida indicate dall’OCSE e prevede una detassazione dei beni ad alto valore aggiunto, offrendo maggiore tutela alle aziende.

Servono strategia e gioco di squadra

Il concetto di Industria 4.0 sta entrando nel DNA di imprese, professioni e parti sociali, ma è un problema se le misure vengono usate a compartimenti stagni”, ha aggiunto Colombo. “Oggi è necessario un cambio di passo: servono visione d’insieme e gioco di squadra”.

Ed è proprio al “gioco di squadra” che punta Zucchetti, proponendosi come partner tecnologico per aiutare le aziende a fruire al meglio degli aiuti disponibili.

Cogliamo gli incentivi offerti dal Governo non come una regalia, ma come un seme per far crescere qualcosa di nuovo”, ha confermato Paolo Susani, direttore commerciale di Zucchetti. “Questo è possibile solo se ci sono una visione e una strategia sostenibile nel tempo”.

Nella sua offerta, Zucchetti propone soluzioni che coprono tutti gli aspetti dallo smart manufacturing, da software ERP o soluzioni verticali per produzione, logistica e magazzino, a strumenti per analisi e monitoraggio dei consumi energetici, fino ai sistemi per monitorare e proteggere le infrastrutture di rete.

Non ci limitiamo però a vendere soluzioni: affianchiamo le aziende per rispondere alle loro reali esigenze, supportandole anche nella formazione interna”, ha concluso Susani. “Nel 2020 molte aziende sono state ‘costrette’ a digitalizzarsi, e in condizioni di emergenza non sempre si fanno le scelte migliori. Oggi hanno la possibilità di scegliere e farsi affiancare da un partner di fiducia per mettere in pratica la digitalizzazione e fruire al meglio degli incentivi”.

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Sara Brunelli
Attiva nel settore della comunicazione dal 2003, dopo la laurea in Matematica e un master in Comunicazione Scientifica. Mi sono specializzata nell’editoria B2B, seguendo in particolare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotica. Mi potete seguire su Facebook e LinkedIn.