Il 19% degli acquirenti abbandona un retailer colpito da attacco informatico

Secondo il sondaggio di KPMG, la maggioranza dei retailer non ha investito in sicurezza informatica nel corso dell'ultimo anno

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Quasi un quinto degli acquirenti eviterebbe un rivenditore che è stato vittima di un attacco di sicurezza informatica. Lo rivela il sondaggio Consumer Loss Barometer 2016 condotto da KPMG, che ha intervistato 448 consumatori negli Stati Uniti. Il 19% di essi dichiara che abbandonerebbe completamente un rivenditore che ha subito un cyber-attacco, mentre il 33% sostiene che eviterebbe di fare shopping presso quel rivenditore per almeno tre mesi, a causa dei timori sull’esposizione delle proprie informazioni personali.

Nel sondaggio sono stati interpellati anche anche 100 responsabili della sicurezza informatica: il 55% di loro ha dichiarato di non aver speso soldi per la sicurezza informatica nell’ultimo anno, mentre il 42% riconosce che la propria azienda non ha un responsabile incaricato della sicurezza delle informazioni.

Queste risposte confermano i dubbi sul fatto che il mondo del retail sia in ritardo rispetto ad altri settori, come i servizi finanziari e la tecnologia, su questioni di sicurezza informatica.

C’è molto in gioco per i retailer”, ha commentato Mark Larson, business leader di KPMG per i mercati consumer. “I rivenditori che non fanno della sicurezza informatica un imperativo strategico stanno prendendo una grossa scommessa”.

Tony Buffomante, leader di sicurezza informatica per KPMG, ha aggiunto che molti rivenditori non stanno facendo abbastanza per proteggere le loro aziende da attacchi informatici o reagire in modo efficiente quando si verificano.

KPMG consiglia alle aziende di pensare alla sicurezza informatica non come a un problema dell’IT, ma come a una questione di strategia, al pari di fattori quali il branding, le vendite, le relazioni con i clienti.

I risultati dell’indagine, pubblicati martedì online, evidenziano che i settori retail e automotive sono stati più lenti, rispetto a servizi finanziari e hi-tech, nel nominare responsabili della sicurezza informatica.

Gli attacchi informatici sono stati chiamati anche “dilaganti” nel sondaggio, mostrando che i retailer hanno riportato il numero più alto di attacchi malware e botnet interni nei quattro settori (servizi finanziari, tecnologia, retail e automotive).

I risultati del sondaggio e le conclusioni di KPMG fanno eco ad altre indagini e commenti di analisti, che invitano tutte le aziende a concentrarsi maggiormente sulla sicurezza informatica.

AUTOREMatt Hamblen
FONTEComputerworld
CWI.it
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