VMware e il 5G: gettare le fondamenta per il futuro del mobile

Al Mobile World Congress di Barcellona, VMware ha presentato un'ampia gamma di soluzioni per gestire le reti mobili di prossima generazione, dall'infrastruttura delle telco, all'edge computing, fino ai dispositivi. Obiettivo: dotarle della flessibilità del cloud.

Dopo aver conquistato le infrastrutture aziendali e quelle dei service provider con le proprie soluzioni di virtualizzazione e per il cloud ibrido, VMware punta a occupare lo spazio che si sta creando nelle infrastrutture di rete degli operatori di telecomunicazioni, sotto la spinta della prossima generazione di connettività mobile, il 5G.

Definire il 5G “la quinta generazione della comunicazione wireless” è quanto meno fuorviante: se nelle precedenti versioni si è trattato di un miglioramento evolutivo, che con versioni intermedie è stato quasi impercettibile nel passaggio da 3G a 4G, il 5G introduce tante e tali novità nelle fondamenta di come viene gestita la comunicazione di rete, che richiederà alle Telco un cambio di paradigma, e forse anche chiederà loro di farsi qualche domanda su quale ruolo vogliono ritagliare per sé stesse nell’ecosistema del digitale.

Shekar Ayyar, EVP, Strategy, R&D and Corporate Development di VMware

Grazie alla possibilità di gestire in modo dinamico una rete che sarà distribuita, virtualizzata e software-defined, “le telco si trovano oggi ad avere la possibilità di ricoprire per i servizi in mobilità – che hanno un peso sempre più importante – un ruolo analogo a quello che gli hyperscaler (Amazon, Microsoft Azure, Google…) hanno nei servizi cloud alle imprese e ai privati. Hanno finalmente l’opportunità di diventare cittadini di prima classe nella cloud economy”, afferma Shekar Ayyar, EVP, Strategy, R&D and Corporate Development di VMware. E possono ora utilizzare il loro stesso approccio scalabile e la stessa architettura cloud che non è più solo applicata all’infrastruttura IT, ma anche alla rete di telecomunicazioni “core”.

Che poi tutte le telco abbiano davvero l’intenzione o le capacità di svolgere questo ruolo è un altro paio di maniche (quelle che finora hanno ottenuto un successo rilevante con servizi internet a valore aggiunto non sono molte). Se però finora però hanno potuto difendere il loro fortino grazie a rendite di posizione (l’infrastruttura fisica, un mercato regolato, la posizione di monopolio da cui molte sono partite…), oggi si vedono minacciate dai giganti del web che sempre più stesso stanno mostrando interesse per la costruzione di infrastrutture e servizi di telecomunicazioni. “Con lo spostamento verso l’Edge Computing, Amazon diventerà forse il prossimo fornitore di servizi di dati e telecomunicazioni? La prossima telco”, provoca Ayyar: “Le opportunità che il 5G offre alle telco possono mitigare questa minaccia”.

E VMware ha tutta l’intenzione di fornire alle telco una piattaforma di soluzioni per creare la propria infrastruttura virtualizzata per il 5G, corredata da un percorso di migrazione e integrata con le altre soluzioni della casa per la gestione end-to-end, dalla rete fino alle strutture di Edge computing, i terminali e i dispositivi IoT. “Il 5G è a un punto di svolta e le decisioni che vengono pianificate oggi dai communications service provider avranno ramificazioni operative e finanziare per un lungo periodo”, chiude.

È in questo contesto quindi che si inseriscono gli annunci fatti dall’azienda al Mobile World Congress, molti dei quali già adottati da aziende del settore come AT&T, Vodafone, T-Systems ed Ericsson.

L’infrastruttura di rete delle telco diventa virtuale

La piena integrazione tra VMware vCloud NFV e la piattaforma NFV Infrastructure (NFVI), insieme alle nuove funzioni orientate ai carrier di VMware NSX-T Data Center, promettono ai fornitori di servizi di telecomunicazioni la creazione di una infrastruttura con funzioni di rete virtualizzate che supporti un’ampia gamma di applicazioni certificate. È stato anche espanso il programma di certificazione delle funzioni di rete virtuali VMware Ready for NFV Certification Program.

VMware NSX-T Data Center 2.4 offre prestazioni, robustezza e maggior semplicità, oltre al supporto di IPv6 e funzioni di high availability e scalabilità. Una novità importante è che ora la funzione di virtualizzazione di rete è stata disaccoppiata da vSphere, ed è ora in grado di funzionare anche con hypervisor differenti, che conta ora 105 funzioni da 85 vendor.

Per assistere le telco nella migrazione e nella gestione di ambienti multi-cloud, VMware HCX permette di costruire infrastrutture miste interconnettendo le reti tradizionali e gli ambienti 5G, agevolando l’integrazione di ambienti OpenStack. VMware Integrated OpenStack (VIO) complementa le capacità di HCX per con le funzionalità di orchestrazione di Kubernetes.

Sul fronte della software defined wide are network, l’ecosistema di VMware SD-WAN di VeloCloud si espande ai servizi di ADVA Optical Networking, Telco Systems, RingCentral, SevOne e Plixer.

La conquista del confine: perché il 5G spingerà l’Edge Computing

L’Edge Computing è stato finora trainato dalle limitazioni di capacità e latenza delle reti attuali, che rendono preferibile effettuare alcune elaborazioni in locale, vicino a dove i dati vengono raccolti e devono essere utilizzati. Si potrebbe pensare che le migliori prestazioni delle reti 5G rendano meno necessario il ricorso all’Edge Computing, ma non è così: l’esplosione del numero di dispositivi IoT e dei dati generati da un lato, e le opportunità offerte dalle funzioni software-defined dall’altro, rendono l’Edge Computing un terreno molto interessante.

Il portfolio di soluzioni VMware Edge è basato sulla piattaforma di raccolta dati e gestione VMware Pulse IoT Center e su Photon OS, una distribuzione Linux leggera creata appositamente per essere installata sui dispositivi IoT con ARM 64 come requisito minimo e di cui è stata annunciata la versione 3.0. “Diversamente dai sistemi operativi solitamente utilizzati sui dispositivi IoT, che sono versioni ridotte di distribuzioni Linux desktop, Photon OS è progettato da zero per avere un impatto minimo sulle risorse e una sicurezza robusta” afferma la Vice President dell’IoT Business di VMware Mimi Spier: “è liberamente disponibile, e per le organizzazioni che utilizzano Pulse IoT Center per gestire aggiornamenti e distribuzione dei container over the air, viene supportato direttamente da VMware”.

Oltre ai dispositivi IoT, la periferia della rete è sempre più popolata di strumenti di computing. Oltre ai pc tradizionali (sempre più portatili), sicuramente smartphone e tablet, ma anche computer indossabili e dispositivi specializzati, come i lettori di codici a barre e terminali di rilevamento. Una babele di sistemi operativi e applicazioni sempre più eterogenee e difficili da gestire, soprattutto bilanciando le necessità di sicurezza con le aspettative sempre più elevate dei dipendenti in termini di funzionalità, praticità ed esperienza d’uso. Per questo, Adam Rykowski, VP of Product Management Workspace One e Airwatch, ritiene che ci sarà sempre più spazio per i servizi di mobile device management, anche all’interno dell’offerta delle telco e degli integratori di servizi, che con il 5G avranno maggiori opportunità nella progettazione e gestione di servizi di rete wireless.

Gettare le basi per un mondo di applicazioni che ancora non c’è (ma ci sarà)

Come ribadisce il CEO Pat Gelsinger, VMware ha lavorato molto per garantire alle telco i livelli di affidabilità di livello “mission critical”, soddisfare le aspettative in termini di livello di servizio dei clienti e introdurre nelle proprie soluzioni funzionalità specifiche per gli operatori di comunicazione, con le caratteristiche di efficienza e flessibilità del cloud.

Ma per fare cosa, in definitiva? Gelsinger ammette che “è necessario che questa infrastruttura venga usata per costruire dei casi di utilizzo concreti, che ancora si riescono a malapena a immaginare. Del resto, commenta Shekar Ayyar, agli albori di internet si poteva immaginare la trasmissione di video in rete, ma non le specifiche implementazioni di Netflix o YouTube”.

Pat Gelsinger, CEO di VMware.

In un panorama così flessibile, la virtualizzazione della rete e il suo essere “software defined” permetteranno alle telco di adattarsi più velocemente alle applicazioni che saranno via via inventate, applicazione in cui risiede il vero valore di ogni rete. E permetterà alle telco di compiere operazioni curiose, come la strana partnership siglata in Italia tra TIM e Vodafone per la condivisione delle infrastrutture 5G. “È un trend vedremo sempre più spesso”, dice Matt Beal, Director Tecnology Strategy & Architecture di Voafone, presente alla conferenza stampa: “Il cloud aiuta ad accelerare questo tipo di iniziative, con nuove possibilità interessanti, come quella di garantire l’erogazione di servizi su infrastrutture fisiche eterogenee. Questo offrirà nuove opportunità per aziende e pubblico”.

Gelsinger ha sottolineato che “sicuramente il 5G cambierà l’impatto che le problematiche di cybersecurity hanno sulle telco. La sicurezza è stata finora un problema maggiore per l’IT che per le telco, per via del ridotto spettro di applicazioni utilizzate sulle reti di comunicazione. Questo cambierà con il 5G, anche in considerazione del maggior numero di dati che le persone metteranno in rete. È necessario che la sicurezza sia una caratteristica intrinseca della rete, e non un servizio aggiunto”.