I sostenitori del Bluetooth stanno spingendo questa tecnologia sulla strada delle reti mesh, estendendo così in modo sostanziale la sua portata e, potenzialmente, il suo ruolo nella Internet of Things. Il Bluetooth si adatta infatti alla perfezione alla IoT grazie ai suoi bassi consumi energetici e alla sua integrazione negli smartphone e in altri dispositivi mobile. La sua portata massima però è sempre stata limitata dal segnale radio (circa 30 metri), mentre standard altrettanto virtuosi a livello energetico come ZigBee e 6LoWPAN possono già formare reti più ampie semplicemente collegando tra loro i device.

Sfruttare una rete mesh significa che dipositivi come il termostato o le luci di casa possono comunicare tra loro senza dover passare per un PC o per un hub dedicato; in questo modo le reti sono più facili da installare e anche meno costose. Ecco perché il Thread Group, l’alleanza formata da Nest e da altri attori di primo piano sulla scena della Internet of Things, ha puntato sul 6LoWPAN, benché questa tecnologia sia molto meno diffusa rispetto al Bluetooth. In questo modo i device compatibili saranno in grado di creare automaticamente la propria rete.

Come c’era da aspettarsi, anche il Bluetooth Special Interest Group sta cercando di entrare sulla scena delle reti mesh e lo sta facendo con la recente creazione del Bluetooth Smart Mesh Working Group, in modo da sviluppare una funzionalità mesh da inserire nei prodotti a partire dal prossimo anno. Anche se può apparire come una scelta tardiva, in realtà il Bluetooth ha ancora a disposizione molto tempo per diventare lo standard di riferimento della Internet of Things. A pensarla così è Peter Jarich, analista di Current Analysis. Secondo Jarich infatti la maggior parte dei consumatori non sa nemmeno perché dovrebbe spendere soldi per la IoT e difficilmente questo mercato prenderà il largo nel corso del 2015.

Le reti mesh tramite Bluetooth si adatterebbero benissimo anche a livello industriale

La scelta delle reti mesh è indirizzata soprattutto verso prodotti Bluetooth Smart, la versione a bassissimo consumo dello standard che può funzionare per anni con l’equivalente di una batteria da orologio. Sono prodotti come sensori e lampadine che guadagnerebbero tantissimo da una rete mesh e secondo Errett Kroeter, senior director of marketing di Bluetooth SIG, la maggior parte di questi dispositivi Bluetooth Smart già in uso verrà molto probabilmente resa compatibile con le reti mesh tramite un aggiornamento software.

Kroeter è anche convinto che oltre alle numerose applicazioni possibili in ambito casalingo, le reti mesh tramite Bluetooth si adatterebbero benissimo anche a livello industriale, ad esempio nel settore automotive; queste funzionalità potrebbero includere il controllo del riscaldamento o della sicurezza. Non è un caso che diversi fornitori sembrino molto ansiosi di passare a un’infrastruttura mesh, tanto che più di 80 aziende sono già entrate nel Bluetooth Smart Mesh Working Group. Da segnalare che il produttore di chip CSR, acquisito lo scorso ottobre da Qualcomm per 2.5 miliardi di dollari, ha già implementato nei dispositivi Bluetooth Smart per la home automation (ma non solo) una forma di rete mesh dal nome CSRmesh.