Yahoo è una società strana che opera in uno strano settore. Due anni fa questo colosso statunitense nato nel 1995 in California ha posto nel ruolo di CEO l’ex pezzo grosso di Google Marissa Meyer, nel tentativo di svecchiarsi e di prepararsi meglio alle sfide del futuro. Finora i risultati sono stati alterni, anche se una cosa è sicura: la nuova ondata di app mobile di Yahoo (compresa la tanto lodata Yahoo Weather) e l’acquisizione di Tumblr sono perfetti esempi di come la nuova politica di Yahoo abbia funzionato.

Non deve quindi stupire se pochi giorni fa a San Francisco Yahoo ha tenuto la sua prima Mobile Developer Conference, da cui tra l’altro è risultato come un quarto del suo fatturato derivi propri dagli asset mobile. Stiamo parlando di 1.2 miliardi di dollari, senza dimenticare che 575 milioni di utenti (su un totale di un miliardo) interagiscono con Yahoo e i suoi servizi ida un dispositivo mobile.

L’azienda sta puntando talmente tanto su questo mercato che si considera oggi una compagnia Mobile First, focalizzata cioè in modo primario sullo sviluppo mobile rispetto a quello di qualsiasi altro settore. In quest’ottica Yahoo ha svelato una nuova Mobile Development Suite con lo scopo di aiutare gli sviluppatori ad analizzare, monetizzare, pubblicizzare e migliorare le loro app.

Questa suite è chiaramente progettata da Yahoo per valorizzare Furry, la sua piattaforma di analisi e pubblicità già esistente e acquisita da poco grazie a un bacino di 200.000 utenti su 630.000 app. Flurry Analytics Explorer fornisce rapporti dettagliati sull’utilizzo delle app e permette di eseguire anche analisi più avanzate, mentre Flurry Pulse permette agli sviluppatori di trasmettere i dati a servizi partner senza dover intervenire a livello di SDK.

Yahoo si sta ricostruendo una nuova immagine nell’industria tecnologica con app di buona qualità

In modo simile Yahoo App Publishing permetterà agli sviluppatori di app di avvantaggiarsi dei marketplace pubblicitari Gemini e BrightRoll per inserire pubblicità nello loro app tramite Flurry. In questo modo gli sviluppatori possono monetizzare utilizzando quello che Yahoo afferma essere la stessa tecnologia che la stessa azienda utilizza internamente. Yahoo App Marketing trae vantaggio da Gemini per la pubblicità in uscita che aiuta gli sviluppatori a costruirsi una base utenti per le loro app. Infine Yahoo Search in Apps permette agli sviluppatori di integrare la ricerca di Yahoo direttamente nelle app, cosa potenzialmente ottima se odiate Google.

Ovviamente, e non c’è nulla di male, molti di questi strumenti hanno molto a che fare con il business pubblicitario di Yahoo, che si sta ricostruendo una nuova immagine nell’industria tecnologica con app di buona qualità. Trarre profitto aprendo la propria piattaforma pubblicitaria è una decisione assolutamente sensata per la società californiana.

Se poi basterà questo a riportare Yahoo ai vertici di potere e influenza nella Silicon Valley, non si può ancora sapere e lo stesso vale per il business della ricerca sul web, che per un po’ di tempo è sembrata in affanno. Concentrando però le sue forze sul settore mobile e sul mercato delle app, Yahoo ha compiuto una mossa astuta e intelligente che dimostra come oggi questa grande società, benchè non vanti più quella centralità che aveva in passato, non sia assolutamente fuori dai giochi.