Stasera alle 19:00 ora italiana andrà in scena il keynote della WWDC 2016 di Apple, in cui verranno annunciate le ultime novità in fatto di software e servizi della mela morsicata, mentre a quanto pare dagli ultimi rumor quest’anno non ci sarà spazio per rivelazioni hardware. Per saperlo con certezza, non rimane comunque che aspettare ancora qualche ora e, nell’attesa, ecco cinque domande alle quali vorremmo che Apple rispondesse nel corso di questa cinque giorni interamente dedicata agli sviluppatori.

1 – Siri riuscirà a competere con Cortana e Google Assistant?

Quando fu lanciato nel 2011, Siri era uno dei primi assistenti virtuali, ma cinque anni dopo si trova ad affrontare un’accesa rivalità tra gli assistenti di Amazon, Microsoft, Facebook e Google e Apple deve far capire se Siri potrà fare meglio di questi suoi avversari, o quantomeno se riuscirà ad essere alla pari. Uno dei limiti che Siri deve ancora superare per esempio è capire il contesto di una discussione dopo una serie di domande (cosa che non riesce ancora a fare). C’è poi la questione scottante della privacy.

Se infatti è vero che Apple ha finora rinunciato a raccogliere dati dai propri utenti per utilizzarli proprio a beneficio di Siri, gli altri attori in campo (Google soprattutto) lo stanno invece facendo con risultati molto interessanti. Fino a dove può insomma spingersi l’attenzione alla privacy da parte di Apple senza sacrificare troppo le funzionalità di Siri e il suo essere intelligente e proattivo?

c’è ancora un grande punto interrogativo che gravita attorno al Mac App Store

2 – L’Apple Watch può diventare più utile con un aggiornamento dell’OS?

Da un lato l’Apple Watch rimane uno dei wearable più venduti e popolari sul mercato, ma a livello software sono diversi i possibili miglioramenti. Le app ad esempio sono ancora piuttosto lente da lanciare e lo stesso launcher non è proprio il massimo dell’usabilità. Inoltre, a parte poche eccezioni, le app rimangono una parte decisamente minoritaria all’interno della user experience dell’Apple Watch, anche se ciò potrebbe cambiare con un aggiornamento software di watch OS che Apple potrebbe annunciare proprio stasera.

3 – Cosa farà Apple per rivitalizzare il Mac App Store?

Apple ha già annunciato importanti cambiamenti ai quali andrà incontro l’App Store, ma c’è ancora un grande punto interrogativo che gravita attorno al Mac App Store, ovvero lo store online da cui scaricare app e programmi per i computer Apple. Un negozio di applicazioni desktop che, nei piani di Cupertino, avrebbe dovuto replicare l’enorme successo dell’App Store per i dispositivi iOS. Invece sappiamo un po’ tutti come sia andata a finire. Semplicemente il Mac App Store sembra un po’ lasciato a se stesso, con diversi sviluppatori che dopo una fase iniziale hanno tolto le loro app dallo store o non le hanno aggiornate ormai da parecchio tempo.

Un modo semplice per superare questo impasse sarebbe quello di eliminare alcune restrizioni che “ingabbiano” ancora oggi diversi sviluppatori nel momento in cui devono rilasciare le loro applicazioni sullo store. Un altro modo potrebbe coinvolgere invece la possibilità di offrire aggiornamenti a prezzi scontati a chi già possiede una determinata app o a chi l’ha appena scaricata e si ritrova così sul groppone un’ulteriore spesa per l’aggiornamento, cosa che però Apple non ha mai voluto accettare sui suoi store digitali.

Il numero di device compatibili come HomeKit è drammaticamente basso

4 – Qual è il ruolo di HomeKit nell’ecosistema della smart home?

Due anni fa Apple rivelò HomeKit, un set di strumenti per sviluppatori per connettere i device per la smart home con i device iOS. Un esempio? Dire a Siri di spegnere le luci o di aprire la porta d’ingresso. Da quel momento in poi però si è mosso davvero poco in casa Apple. Il numero di device compatibili come HomeKit è drammaticamente basso, anche perché una discreta quantità di brand leader dell’ancora piccolo mercato della smart home è assente dalla piattaforma di Apple. La WWDC 2016 potrebbe essere il luogo ideale in cui annunciare novità in questo senso, anche perché se no Apple rischia di soccombere in questo giovane mercato di fronte alla concorrenza di due temibili rivali come Amazon e Google.

5 – CarPlay si avvicinerà al nuovo concept di Android Auto?

Al momento, quando si parla di Apple e di automotive, ci si riferisce essenzialmente a CarPlay. Chi vuole utilizzare questa piattaforma inoltre deve acquistare un auto che ne sia provvista, oppure acquistare una console aftermarket da installare nel proprio veicolo. Visto però che Google ha annunciato recentemente che la prossima versione di Android permetterà di utilizzare Android Auto direttamente dallo smartphone (senza quindi il bisogno di hardware apposito), anche Apple potrebbe fare un annuncio simile per smuovere un po’ le acque attorno a CarPlay.