Tizen, Firefox OS e Ubuntu: a che punto siamo?

C’è spazio in questo mercato mobile dominato da Android e iOS per tre sistemi operativi mobile come Tizen, Firefox OS e Ubuntu? O è una battaglia già persa in partenza?

Il futuro che attende i sistemi operativi mobile “alternativi” come Firefox OS, Tizen e Ubuntu non sembra essere dei più rosei. D’altronde è sempre stato difficile per questi OS attrarre utenti e sviluppatori, ma ora che gli smartphone con questi sistemi operativi stanno perdendo colpi anche sul versante hardware, si ritrovano nella difficile situazione di offrire ai loro utenti un limitato numero di app e prestazioni deludenti.

Finora, per invogliare potenziali acquirenti, i device con Firefox OS, Tizen o Ubuntu hanno potuto contare solo sui loro prezzi molto appetibili. Peccato che oggi, con la miriade di dispositivi Android di fascia bassa, non abbia più molto senso affidarsi a questi sistemi operativi. Con gli stessi soldi infatti si può acquistare uno smartphone Android dalle caratteristiche molto spesso migliori e chi, dovendo scegliere tra il sistema operativo di Google e uno di questi tre OS alternativi, opterebbe per questi ultimi?

Facciamo un esempio pratico. Il Samsung Z1 con sistema operativo Tizen ha debuttato quest’anno in India dopo continui rinvii. È venduto a circa 5000 rupie (80 euro) e offre un processore dual-core da 1.2 GHz, un display da 4’’ con risoluzione di 800×480 pixel, 4 GB di storage e due fotocamere, di cui una posteriore da 3 Megapixel. Con la stessa cifra il Huawei Honor Bee con Android offre un processore quad-core, un display da 4,5’’, memoria interna da 8 GB e una fotocamera posteriore da 8 Megapixel. Altri 30 dollari e si può acquistare la versione con display HD da 5’’ e connettività LTE.

Anche gli smartphone con Firefox OS stanno faticando moltissimo per emergere. L’operatore mobile giapponese KDDI e LG hanno sviluppato l’FxO, smartphone con sistema operativo Firefox OS, display HD da 4,7’’ e connettività LTE. Peccato che costi in yen l’equivalente di 390 dollari, cifra con la quale in Giappone si può acquistare uno smartphone Android con display Full HD più ampio, processore più potente e storage più capiente.

Se non altro Mozilla sta cercando di affrontare la situazione puntando per l’immediato futuro su hardware migliore e su prestazioni più al passo con la concorrenza. Il modello strategico iniziale di “smartphone da 25 dollari” con cui si sperava di vendere Firefox OS non ha funzionato e il suo ideatore, il CTO Andreas Gal, lascerà Mozilla proprio nei prossimi giorni. La lezione che Gal ha imparato sulla propria pelle è che gli smartphone con Firefox OS devono avere qualcosa di più a parte un prezzo molto basso.

Un importante cambiamento di rotta per questi tre sistemi operativi potrebbe arrivare dal supporto degli stessi produttori di smartphone

Nel frattempo Canonical sta lavorando con il produttore spagnolo BQ su un nuovo smartphone di fascia alta basato su sistema operativo Ubuntu, che nei pani dei due soggetti coinvolti dovrebbe servire addirittura da secondo PC quando collegato a una tastiera e a un monitor esterno.

BQ ha già lanciato la scorsa settimana il suo secondo smartphone con Ubuntu, ovvero l’Aquaris E5 HD Ubuntu Edition venduto a circa 200 euro. Si tratta di un device con display HD da 5’’ e fotocamera posteriore da 13 Megapixel, ma manca di feature ormai importanti come la connettività LTE, oltre a integrare un processore quad-core di fascia bassa prodotto da MediaTek. Anche in questo caso trovare un’alternativa Android allo stesso prezzo e con hardware decisamente migliore non è affatto un’impresa.

Un importante cambiamento di rotta per questi tre sistemi operativi potrebbe arrivare dal supporto degli stessi produttori di smartphone, ma brand in grande ascesa come la cinese Xiaomi e l’indiana Micromax Informatics non hanno mostrato grande interesse su questo versante e preferiscono di gran lunga Android. D’altronde, se andiamo a vedere la situazione odierna, Xiaomi ha già una sua interfaccia proprietaria (MIUI) e Micromax sta collaborando con Cyanogen.

Dopotutto se la stessa Microsoft continua a faticare nel ritagliarsi un’importante fetta di mercato tra gli OS mobile, schiacciata com’è da iOS e Android, l’impresa di questi OS minori è addirittura disperata, anche se qualche spiraglio (benché al di fuori del mercato degli smartphone) si inizia già a vedere. Samsung ad esempio ha installato Tizen su alcuni suoi wearable e televisori e proprio il mercato dei TV potrebbe rivelarsi fruttuoso, se è vero che Panasonic ha iniziato proprio in questo periodo a mettere in commercio i suoi primi TV Viera con sistema operativo Firefox OS.

Anche in questo caso non aspettiamoci un successo clamoroso o chissà quale impatto sul mercato, ma l’adozione di Tizen e Firefox OS in questi due settori potrebbe comunque aiutare a far conoscere di più i due sistemi operativi. Resta il fatto che oggi questi tre OS alternativi rappresentano solo lo 0,4% dell’intero mercato degli OS mobile e difficilmente nei prossimi anni questa percentuale potrà variare di molto.