Sfida educational: il nuovo iPad non può ancora competere con i Chromebook

Prezzo superiore, minor praticità, eccessiva chiusura all’esterno. Ecco perché anche con il nuovo iPad Apple è destinata a perdere la battaglia contro i Chromebook in ambito educational.

nuovo ipad

Diversi anni fa Apple sembrava pronta a conquistare il settore educational con i suoi iPad e, incredibilmente, le scuole di Los Angeles pianificarono di spendere 1,3 miliardi di dollari per far avere i tablet di Apple nelle mani degli studenti. Non è finita così bene come Apple sperava.

Oggi, nonostante un’encomiabile spinta iniziale, gli iPad sono molto indietro rispetto ai Chromebook nelle classi scolastiche americane. La società di consulenza Futuresource ha riferito lo scorso anno che i Chromebook hanno rappresentato il 58% dei dispositivi mobili spediti nelle scuole primarie e secondarie americane, mentre i dispositivi iOS sono diminuiti dal 25% al 19%. All’inizio di questo mese Futuresource ha riferito che il divario si sta allargando.

Il nuovo iPad di cui abbiamo parlato ieri è visto come uno sforzo da parte di Apple per recuperare un po’ di quel terreno perso, ma per le scuole i nuovi tablet di Cupertino non sono così allettanti come i portatili economici e durevoli di Google. Questa situazione potrebbe cambiare se mai vedessimo un MacBook Air a basso costo, ma per ora il nuovo iPad da 9,7 pollici è tutto ciò che Apple sta offrendo agli studenti e ai distretti scolastici. In effetti l’iPad 2018 è un ottimo dispositivo per la fascia consumer, ma le aule e le scuole gli volteranno molto probabilmente le spalle. Ecco perché.

I Chromebook sono semplicemente più economici

Vendere il nuovo iPad partendo da 359 euro (e un po’ meno per gli istituti scolastici) è un ottimo inizio, ma con un Chromebook studenti e scuole possono acquistare un dispositivo che è essenzialmente un laptop entry level anche a poco più di 200 euro. Del resto, tutte le “chiacchiere” di un iPad più economico destinato agli studenti equivalgono a una semplice operazione di marketing, poiché Apple stava già vendendo il precedente iPad da 9,7 pollici agli studenti a un prezzo molto simile a quello del nuovo modello.

Considerate poi che online l’Acer Chromebook 11 costa circa a 230 euro e alcuni esemplari ricondizionati sono addirittura attorno ai 150 euro. Apple ha sicuramente un vantaggio in termini di durata. Ancora oggi infatti un iPad 2 può funzionare perfettamente da tablet base per navigare sul web, scrivere e compiere altre semplici operazioni. Pertanto gli iPad potrebbero essere meno costosi per le scuole a lungo termine, in particolare se vengono riutilizzati.

Se Apple volesse davvero essere competitiva in questo settore, dovrebbe però abbattere il prezzo per gli studenti a circa 250 euro o ancora meno, includendo magari un processore meno potente dell’A10 Fusion ma più che sufficiente per l’utilizzo medio che si fa a scuola di un tablet.

E se perdo l’Apple Pencil?

I prezzi finora citati non tengono poi conto dell’Apple Pencil (99 euro), su cui Apple ha molto insistito durante la presentazione del nuovo iPad di due giorni fa. Non si tratta di un accessorio essenziale, ma se dovesse servire è sempre un’ulteriore spesa. Certo, ci sono pennini meno costosi che però rappresentano sempre e comunque un’ulteriore spesa da mettere in conto, senza poi contare il rischio che gli studenti perdano il pennino, anche perché di base il nuovo iPad non viene venduto con una custodia che possa alloggiare l’Apple Pencil (e per averne una, bisogna spendere altri soldi).

I Chromebook sono dotati di porte

Poter utilizzare l’Apple Pencil sul nuovo iPad (e non più solo su iPad Pro) è certamente un fatto positivo, ma non si tratta di un vero sostituto del mouse. Con un Chromebook gli studenti possono facilmente collegare mouse USB da pochi euro e modificare i testi di compiti, tempi e ricerche molto più rapidamente di quanto possano fare con una Apple Pencil. Come utenti che scrivono spesso su iPad Pro sappiamo bene come l’assenza di un mouse possa rallentare l’intera esperienza di scrittura e modifica.

Grazie alle porte dei Chromebook gli studenti possono inoltre collegare un display esterno per una presentazione oppure possono facilmente connettere dischi esterni per scaricare o caricare file di grandi dimensioni. Con l’Ipad invece si è di fatto “bloccati” nel cloud.

La gestione dei file è meno complessa

Apple ha notevolmente migliorato la gestione dei file per l’iPad con iOS 11 e l’introduzione dell’app File, ma (in netto contrasto con la solita attenzione di Apple alla semplicità), è ancora un processo complicato salvare e recuperare i file. Nel frattempo Chrome OS, nonostante sia basato su un browser, riproduce molto meglio l’esperienza di salvataggio e invio di file su Mac o PC. Si sa sempre dove sono salvati i file, mentre con un iPad l’intero processo è più macchinoso e meno immediato.

L’amministrazione è più complicata

G Suite for Education di Google è una soluzione molto valida per le scuole di oggi, poiché rende facile per gli insegnanti creare e condividere compiti, fornire agli studenti feedback sul loro lavoro e, occasionalmente, anche dare ai genitori o ai tutori rapporti sui progressi degli alunni. Apple ha fatto alcuni passi avanti per colmare questo divario con l’app Schoolwork annunciata sempre due giorni fa, insieme a un curriculum incentrato su musica, video, fotografia e arte chiamato Everyone Can Create.

Schoolwork è un’app che sembra in effetti funzionare bene e che si porta dietro ottime premesse, ma G Suite è interamente online, il che la rende estremamente facile da usare su una vasta gamma di dispositivi. Potete infatti usarla su uno smartphone, su un Chromebook e persino su un iPad, mentre Schoolwork funziona solo con un ecosistema iOS e una scuola deve avere quindi solo iPad se vuole utilizzare l’app di Apple. Cosa tutt’altro che probabile visti appunto i prezzi di cui stiamo parlando.

Dov’è la tastiera?

Se avete usato un iPad Pro da 12,9’’, vi sarete certamente accordi di come l’esperienza di scrittura con la tastiera software dia molte più soddisfazioni rispetto a quella con un iPad tradizionale da 9,7’’. Per compiti più lunghi e complessi come report, temi e tesine che richiedono lunghi periodi di scrittura, studenti e insegnanti vorranno certamente tastiere fisiche.

I Chromebook, essendo dei laptop tradizionali, già ce l’hanno, mentre il nuovo iPad non ha nemmeno lo Smart Connector utilizzato da Apple per la sua Smart Keyboard (comunque costosissima). Certo, di cover-tastiera è pieno il web e alcuni prodotti cinesi di qualità comunque accettabile costano relativamente poco (40-50 euro), o si può sempre optare per tastiere Bluetooth separate da 15-20 euro che però risultano scomode da portarsi dietro tutti i giorni a scuola non essendo “attaccate” all’iPad. Nessuno di questi problemi invece con un qualsiasi Chromebook, che anche per questo motivo è destinato (almeno per ora) a vincere nettamente la sfida con iPad per la supremazia nell’hardware educational.