iPadOS: cambia davvero qualcosa nella natura del tablet Apple?

Dopo aver testato un po’ la beta pubblica di iPadOS, ci siamo chiesti se, visto anche il cambio di nome, Apple non avrebbe potuto fare di più per dare al suo tablet un’identità davvero nuova.

ipad os

Forse lo stiamo usando nel modo sbagliato, ma quando finalmente abbiamo avuto l’opportunità di installare iPadOS 13 in versione Public Beta su un iPad Air 2, non è stata quell’esperienza rivelatrice che speravamo. Non ci ha aperto gli occhi su ciò che l’iPad potrebbe essere o dato alcuna indicazione che potremmo usarlo come computer principale. Francamente è sembrato più o meno simile all’iPad di pochi giorni fa con a bordo iOS 12.

Non siamo nemmeno sicuri del perché Apple abbia sentito il bisogno di cambiare nome. Molto probabilmente è per scopi di marketing, specialmente dal momento che il nostro iPad fa riferimento ancora a iOS 13 nelle Impostazioni, ma un nuovo nome generalmente implica cambiamenti importanti che iPadOS in realtà non fornisce. Sì, ci sono più icone sulla schermata principale e un nuovo pannello di widget, ma tutto sommato iPadOS 13 sembra più un’evoluzione e non una rivoluzione.

Fondamentalmente Apple ci ha dato quello che pensava volessimo. Ha ceduto alla crescente pressione per trasformare l’iPad in qualcosa di meno simile a uno smartphone gigante e più simile a un Mac con schermo touch, ma in realtà non è riuscita del tutto in questo scopo. Invece, iPadOS introduce un nuovo livello di complessità senza realmente risolvere nessuno dei vecchi problemi. In sostanza, Apple ha intrapreso il percorso di “minor resistenza” e ha dato a iOS su iPad un nuovo nome piuttosto che una nuova identità.

Un OS con qualsiasi altro nome

Invece di un sistema operativo veramente rivoluzionario che colmi il divario tra iPhone e Mac e offra un nuovo modo di lavorare e giocare, iPadOS è un amalgama di iOS, iPhone X e Mac, senza una vera identità propria. Più che mai sembra che Apple non sappia cosa vuole che l’iPad sia veramente.

Mentre iPadOS 13 esaudisce sicuramente molte delle nostre richieste, non è soddisfacente come sarebbe dovuto essere. La schermata iniziale si adatta a più icone di prima (45 su una schermata), ma non è ancora possibile organizzarle secondo uno schema di propria scelta. Non è necessario aprire un’app o il Centro notifiche solo per controllare il meteo o un punteggio sportivo, ma i widget su iPadOS sono poco più di brutte istantanee rettangolari. E il multitasking è ancora troppo complesso da capire (e ancor più da usare) per la maggior parte delle persone.

Nonostante poi il nuovo nome, l’iPad sembra ancora una volta un dispositivo senza una direzione ben chiara. È una macchina “pro” o casual? Quando Steve Jobs l’ha introdotto nel 2010, iPad avrebbe dovuto colmare il divario tra l’iPhone e il Mac e offrire un modo migliore per cose come la navigazione web, e-mail, video e giochi. Era un dispositivo secondario, non uno primario. Ovviamente tutto ciò è cambiato con l’evoluzione del tablet e, con iPadOS, Apple sta riconoscendo una volta per tutte che l’iPad è più di un dispositivo iOS, ma allo stesso tempo ammette anche che non sa bene cosa ciò significhi veramente.

L’hardware impone modifiche al software

Quando Apple ha introdotto l’iPhone X, si trattava di qualcosa di più di un semplice design senza il pulsante Home. Apple ha fornito infatti nuove gesture, un modo più intelligente di usare lo smartphone e un’autenticazione biometrica next-gen grazie a Face ID, tutte cose rese possibili da iOS 11. Lo stesso OS ha apportato miglioramenti significativi a Slide Over e Split Screen e per la prima volta sembrava che iPhone e iPad si dividessero in categorie chiaramente definite.

Su iPadOS però, mentre funzionalità come la tastiera “fluttuante” e i nuovi strumenti di Apple Pencil sono miglioramenti innegabili rispetto a iOS 12, nessuna delle caratteristiche principali del nuovo OS sembra essere stata progettata appositamente per il form-factor di iPad. La navigazione tra le app e le schermate è ancora in gran parte mutuata da iPhone X e non è sempre intuitiva su uno schermo più grande. Il multitasking è ancora basato sul supporto dei singoli sviluppatori e la nuova schermata iniziale appare quasi “angusta” e poco elegante.

Dove Apple ci ha invece colpiti positivamente è nell’editing del testo. Non abbiamo mai avuto problemi con il metodo precedente, ma Apple ci ha mostrato un modo migliore con gesture semplici e intuitive. Ci vogliono pochi secondi per imparare e pochi minuti per dimenticare il vecchio metodo; è senza dubbio la funzione di iPadOS più intuitiva e spiace che anche il resto delle novità non ci abbia fatto lo stesso effetto.

Il futuro è luminoso

L’emergere di iPadOS significa comunque una cosa: Apple è focalizzata sul rendere l’iPad qualcosa di più grande di quello che è. Con Catalyst su Mac e ora iPadOS su iPad, Apple ammette che i due dispositivi sono più vicini che mai, ma che hanno anche le loro differenze. Con un nuovo nome Apple ci fa almeno sperare che l’iPad esprimerà finalmente tutto il suo potenziale.

Ci sono soluzioni interessanti che potrebbero veramente trasformare l’iPad nel dispositivo che tutti vogliamo che sia, ma una colonna di widget e delle icone extra non sono esattamente quello che ci aspettavamo come rivoluzionario. Anche se si trascura l’evidente omissione del supporto per utenti multipli e il modo in cui l’interfaccia Siri continua a occupare l’intero schermo, iPadOS non è all’altezza delle aspettative.