Recentemente Microsoft ha fatto segnare numeri positivi per quanto riguarda gli smartphone e tablet in ambiente aziendale. Secondo i dati raccolti da Strategy Analytics nel secondo trimestre del 2015 infatti gli smartphone business con Windows Phone rappresentano il 6% di un market share globale da 89,3 milioni di pezzi venduti, mentre i tablet con Windows, grazie soprattutto al Surface Pro 3, sono arrivati per la prima volta al 10% di un mercato che conta 19,6 milioni di pezzi venduti. Naturalmente questi dati non hanno tenuto conto del recente annuncio da parte di Microsoft dei prossimi Surface Pro 4 e Surface Book.

Secondo diversi analisti questa impennata di vendite dei tablet con Windows 10 si spiega soprattutto con la preferenza da parte di chi viaggia spesso per lavoro di un device più leggero rispetto al classico notebook, senza poi contare che con l’arrivo di Continuum e dei due nuovi dispositivi di Microsoft l’interesse dell’utenza business verso i prodotti di Redmond aumenterà sicuramente. Contando poi il dato aggregato di tablet Windows business e consumer, Microsoft ha raggiunto nel secondo trimestre dell’anno un market share del 9%, ovvero circa 4,5 milioni di tablet venduti sui 50,8 milioni totali.

Complessivamente circa i due terzi di tutti gli smartphone e i tablet business rientrano nella categoria BYOD

Sempre a livello business il mercato continua a essere dominato da smartphone e tablet Android rispettivamente al 65% e al 52% del totale, mentre le quote di Apple in questo settore si fermano al 28% (smartphone) e al 38% (tablet). Complessivamente circa i due terzi di tutti gli smartphone e i tablet business rientrano nella categoria BYOD, mentre il restante terzo fa parte dei cosiddetti piani di corporate-liable, ovvero device pagati e “mantenuti” dall’azienda. Nell’immediato futuro Strategy Analytics prevede un maggior spostamento verso questo tipo di policy, soprattutto per rimpiazzare i laptop in certi gruppi di lavoro con nuovi tablet.

In Europa invece la quota di smartphone BYOD è ferma al 38% e ciò si spiega per due motivi; da un lato ci sono leggi e regole più severe per la privacy dei dati, mentre dall’altro le aziende europee tendono a fornire ai loro dipendenti piani dati corporativi a causa dei costi ancora molto elevati del roaming tra i diversi Paesi del continente. Il report indica comunque che difficilmente la quota di BYOD negli USA calerà mai al di sotto del 50%, visto che oltreoceano questa pratica è ormai molto radicata nel tessuto aziendale-produttivo.

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