Surface Duo: Microsoft e la sfida alla produttività mobile

Il primo smartphone Android di Microsoft potrà non attirare l’utenza consumer a causa di alcuni limiti hardware, ma quella professionale dovrebbe considerarlo attentamente.

surface duo

Le recensioni del Surface Duo, il primo smartphone Android di Microsoft in fase di sviluppo e finalmente pronto per lo sbarco sul mercato, non saranno brillanti. Il Duo, che verrà lanciato il 10 settembre negli USA (per ora niente Italia) a ben 1.400 dollari, non è esattamente un dispositivo ordinario. È infatti destinato a un tipo molto specifico di utente tecnologico e parlarne con il metodo standard delle recensioni odierne rischia di non farci capire davvero di che dispositivo si tratti.

In altre parole il Duo utilizza un processore di vecchia generazione invece di uno più recente di fascia alta. Manca inoltre di NFC, il che significa che non funzionerà con la maggior parte dei sistemi di pagamento mobile. E ha una sola fotocamera che tra l’altro, a differenza del tipico smartphone top di gamma odierno, non sembra essere un punto focale del prodotto.

Come ho detto, quasi certamente il Surface Duo non andrà bene per tutti. Ma ciò che conta di più dell’esatta implementazione di questo prodotto iniziale è la visione più ampia che rappresenta e il futuro della tecnologia mobile che potrebbe presagire, se Microsoft si impegnerà e lo spingerà correttamente. In altre parole questo non è uno smartphone standard e se volete apprezzare il potenziale significato del Duo, dovete uscire per una volta da questa mentalità da telefono standard.

La distinzione del Surface Duo

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Finora abbiamo parlato molto di ciò che il Duo non ha e dei motivi per cui potrebbe non riuscire a colpire nel segno in questa sua prima incarnazione. Parliamo però di ciò che il dispositivo possiede e delle nuove intriganti possibilità che ne derivano. Fondamentalmente, il Surface Duo è uno smartphone con doppio schermo, con due pannelli da 5,6″ collegati da una cerniera girevole di 180 gradi. Gli schermi non sono flessibili o pieghevoli o arrotolabili o qualcosa del genere; sono display normali e ciò significa che gli aspetti negativi della durata e della longevità che affliggono gli smartphone pieghevoli più sensazionali ma meno pratici del momento non sono presenti.

Questo confronto con i telefoni pieghevoli è in realtà piuttosto importante, perché è anche un significativo punto di distinzione del Duo, soprattutto rispetto a ciò che la maggior parte degli altri produttori di dispositivi Android sta facendo attualmente. Mentre molte aziende stanno uscendo con dispositivi pieghevoli, Microsoft sta proponendo una svolta più intelligente del concept e, soprattutto, inventando una vera ragione per la sua esistenza.

Quando parliamo di telefoni pieghevoli in questo momento, emergono infatti due temi comuni. In primo luogo sono una soluzione alla ricerca di un problema che non esiste del tutto. Per quanto possano sembrare interessanti, semplicemente non aggiungono molto valore significativo all’esperienza quotidiana di utilizzo dello smartphone. E anche nelle rare situazioni in cui possono avere qualche vantaggio pratico in termini di portabilità, sono carichi di compromessi che li rendono sconsigliabili praticamente a tutti.

Il Surface Duo potrebbe quindi non sembrare così accattivante come un telefono con uno schermo che si piega, ma ha qualcosa che i dispositivi pieghevoli non hanno. Invece di inventare un nuovo trucco hardware e poi cercare di trovare un ruolo pratico per esso, Microsoft sembra aver iniziato la progettazione del Duo pensando innanzitutto a uno scopo, per capire poi quale forma si adattasse meglio a tale scopo.

Ciò è evidente nel kit di sviluppo software di Duo, che consente abilmente ai produttori di app di andare oltre le più ovvie possibilità di multitasking e di offrire alcuni vantaggi orientati alla produttività che non sarebbero presenti in una qualsiasi vecchia configurazione a doppio schermo come l’LG G8X.

Aprite Outlook su Duo, ad esempio, e vedrete il vostro elenco di messaggi su uno schermo e il contenuto di un messaggio sull’altro, o il vostro calendario su un lato e i dettagli dell’appuntamento sull’altro. È un modello più simile a un desktop e lo stesso concept potrebbe applicarsi a qualsiasi app che attinge a questo modello. Word, invece, si basa sulla configurazione “a due pagine” di Duo, in cui si ottiene un’esperienza simile a un libro aperto. Apparentemente anche l’app Kindle di Amazon è impostata per supportare questo tipo di esperienza.

Altre app potrebbero attingere alla disposizione “doppia visualizzazione” in cui si visualizzano tipi simili di contenuto fianco a fianco: due documenti, due elenchi, due immagini o persino due prodotti su siti di shopping in modo da poter facilmente confrontare e lavorare tra gli elementi senza dover eseguire alcuna suddivisione dello schermo angusta o scomodi passaggi avanti e indietro. E altre app ancora potrebbero sfruttare la visualizzazione “riquadro companion”, in cui strumenti, menu e pannelli di controllo che normalmente sarebbero nascosti dietro un pulsante possono rimanere visibili e accessibili sul secondo schermo.

Anche con la semplice configurazione di due diverse app fianco a fianco, Microsoft propone qualcosa di veramente utile. Ad esempio, l’azienda di Redmond afferma di fare affidamento su algoritmi predittivi per fare cose come aprire in modo intelligente un collegamento che toccate da un’app sull’altro schermo invece di fargli assumere la visualizzazione attiva. Con alcune app, potete anche trascinare e rilasciare elementi da un programma su uno schermo a un programma sull’altro invece di tagliare e incollare o affidarvi ad altri metodi molto meno comodi.

Microsoft inoltre è stata irremovibile sul fatto che anche quando un’app non supporta questi scenari di utilizzo, verrà eseguita su un unico schermo senza stranezze o problemi di compatibilità. Quindi, anche con l’implementazione più limitata del Duo, avrete comunque un ambiente a due schermi completamente funzionale. Tutto sommato, è un sistema fatto per fare cose, non solo per sembrare cool, pieghevole o per agire come uno smartphone nel senso tradizionale del termine. E questo significa che il suo fascino sarà invariabilmente molto diverso dal tipico prodotto rivolto a un’utenza di stampo consumer.

Il duplice fascino del Duo

In un’intervista con Fast Company, il Chief Product Officer di Microsoft Panos Panay riporta alcuni punti interessanti su ciò che rappresenta Surface Duo e per chi questo device potrebbe essere adatto. L’intervista è ricca di informazioni e vale la pena leggerla nella sua interezza, ma riassumerò di seguito alcuni punti chiave rilevanti.

  • Il Duo è progettato per “racchiudere tutto Microsoft 365 attraverso un pezzo di hardware” e per offrire la migliore esperienza di Office mobile disponibile oggi, non solo in termini di ottimizzazione del software ma anche in termini di proporzioni volutamente simili a un laptop.
  • È pensato per essere visto come una “estensione” dell’esperienza che Microsoft ha creato sia sui propri prodotti Surface più grandi, basati su Windows, sia su ogni altro dispositivo che esegue le app Microsoft, indipendentemente dalla piattaforma.
  • La forma del telefono ha lo scopo di fornire una versatilità non dissimile da quella che vediamo con i Chromebook convertibili, che potete piegare completamente indietro e avere una disposizione “appiattita” più tradizionale o persino piegarlo in modo simile a una tenda per presentazioni o per la visualizzazione di video.

Tutto considerato, il Surface Duo sembra progettato principalmente per due cose: il lavoro effettivo orientato alla produttività e il lavoro che ruota specificamente attorno all’ecosistema di app e servizi di Microsoft. Potrebbe essere una sostituzione completa dello smartphone o potrebbe essere un dispositivo che si usa in tandem con uno smartphone tradizionale. Ma quasi certamente non è qualcosa che ha lo scopo di competere direttamente, ad esempio, con un Samsung Galaxy Fold, un Galaxy Note o un Galaxy S di fascia alta. Anzi, si potrebbe quasi sostenere che il Duo sia meno uno smartphone e più un tablet versatile con in più la possibilità di fare e ricevere chiamate.

Ora, se Microsoft dovesse affrontare gli attuali e più evidenti limiti del dispositivo (mancanza di una fotocamera di alto livello e l’incapacità di gestire pagamenti mobili contactless), il Duo potrebbe reggersi più facilmente sulle proprie gambe senza doverlo considerare per forza un possibile supplemento per uno smartphone.

Ma concentrarsi interamente su questi inconvenienti in questo momento è un errore. Il Surface Duo va infatti visto come un primo passo: una mossa ambiziosa verso la creazione di un nuovo tipo di categoria di prodotti e come un audace tentativo di dare corpo all’ecosistema Microsoft in continua espansione e sempre più indipendente dalla piattaforma. Non sembra una forzatura confrontare questo inizio con quella della gamma principale dei Surface, quando il primo modello fu considerato dai più come qualcosa di intrigantemente diverso e incredibilmente promettente ma non abbastanza da valere la pena acquistarlo.

A febbraio, mi chiedevo se Google avrebbe potuto portare la torcia del BlackBerry e assumere il ruolo di standard di telefonia aziendale con un’enfasi su produttività e sicurezza. La risposta fu che la corsa a rimpiazzare BlackBerry avrebbe visto sì Google in prima posizione, ma con Microsoft subito dopo. Ebbene, sei mesi dopo, eccoci qui. Tutto è ancora possibile e Surface Duo potrebbe benissimo finire malamente come fecero a loro tempo i telefoni Kin (sempre di Microsoft), ma mentre Google appare continuamente indecisa su che strada prendere con i suoi prodotti mobile, con il Surface Duo Microsoft sembra avere le idee molto più chiare.