Ecco perché il vostro smartphone avrà bisogno di cinque fotocamere

Entro la fine del prossimo anno cinque fotocamere saranno uno standard per gli smartphone top di gamma, a tutto favore dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata.

cinque fotocamere

Chi immaginava che la fotocamera del vostro smartphone sarebbe diventata la tecnologia più popolare, utile e importante della vostra vita? La razza umana scatterà 1,3 trilioni di foto quest’anno secondo Keypoint Intelligence/InfoTrends e gli smartphone saranno utilizzati nel 87% dei casi come se fossero veri e propri strumenti fotografici. Moltissime di queste immagini sono inutili e frivole e non parliamo dei video, responsabili (assieme alle foto) del più grande spreco di spazio di archiviazione nella storia.

Ma un numero così enorme di queste foto è prezioso per usi aziendali o professionali, visto che le fotocamere a bordo degli smartphone vengono sempre più sfruttate da professionisti di ogni genere come sensori universali per raccogliere dati dall’ambiente, per accedere alla realtà aumentata e molto altro. Un’app per smartphone denominata CamFind consente ad esempio di scattare una foto a qualsiasi cosa e di trovare informazioni su tale oggetto tramite la ricerca web, ma anche di evidenziare i luoghi in cui acquistare prodotti identici o simili o un elenco di immagini e video correlati.

Google Foto offre una funzionalità simile con Google Lens. La funzione inserisce i dati dei biglietti da visita fotografati direttamente tra i vostri contatti (senza quindi doverli scrivere manualmente), aggiunge un volantino per un evento nel vostro calendario e svolge altre utili funzioni. L’app Translator (sempre di Google) traduce inoltre le lingue straniere in tempo reale quando puntate il vostro smartphone su qualsiasi parola o segno. Un’altra app, chiamata Photomath, risolve addirittura qualsiasi problema di matematica semplicemente inquadrandolo.

Con il proliferare di nuove app e funzionalità, è insomma evidente come le fotocamere degli smartphone siano sempre più importanti e, per riuscire a fare operazioni ancora più utili e complesse, avremo inevitabilmente bisogno di più fotocamere.

iPhone X, Galaxy S9 Plus, LG G7, OnePlus 6 e praticamente tutti gli odierni smartphone top di gamma integrano due fotocamere posteriori. Queste offrono una nuova profondità di campo, utile per gli effetti bokeh e per la possibilità di separare i due piani dell’immagine per il fotoritocco. Ad esempio, una funzione di Google consentirà presto di scattare una fotografia a colori mettendo in bianco e nero solo lo sfondo. Le doppie fotocamere forniscono potenzialmente dati migliori anche per l’elaborazione legata all’intelligenza artificiale.

Il Huawei P20 Pro, già sul mercato, ha però ben tre obiettivi posteriori e una fotocamera frontale per i selfie, per un totale di quattro fotocamere integrate. Un obiettivo posteriore è una fotocamera a colori da 40 Megapixel, il secondo è una fotocamera monocromatica da 20 Megapixel che fornisce informazioni sulla profondità e migliora anche la gamma dinamica delle foto, mentre il terzo fornisce uno zoom ottico 3x. Inoltre un imminente aggiornamento software consentirà al top di gamma di Huawei di registrare video in ultra slow-motion a 960 fotogrammi al secondo sebbene solo a 720p (contro i 1080p del Sony Xperia XZ2).

Il prossimo smartphone LG di fascia alta, probabilmente disponibile il prossimo anno e probabilmente chiamato V40, conterrà invece tre fotocamere posteriori e due fotocamere frontali. Le due fotocamere selfie faciliteranno probabilmente lo sblocco del telefono tramite riconoscimento facciale e offriranno altre funzionalità. Le tre fotocamere posteriori comprenderanno invece un obiettivo tradizionale, un obiettivo grandangolare e uno non ancora specificato.

Anche il Samsung Galaxy S10+, atteso il prossimo anno, avrà cinque fotocamere e una di queste dovrebbe funzionare come un obiettivo grandangolare con un campo visivo di 120 gradi. Entro la fine del prossimo anno il trend delle cinque fotocamere sarà lo standard per i modelli di punta. E se pensate che cinque fotocamere siano esagerate, sappiate che una compagnia chiamata Light dovrebbe annunciare entro la fine dell’anno uno smartphone che ne monterà ben nove (sì, avete capito bene).

Lo scopo di tutti questi obiettivi è identico a quello della fotocamera (non telefonica) L16 dell’azienda, che dispone di 16 obiettivi per assicurare una qualità simile a una reflex in un dispositivo tascabile, anche se le recensioni parlano di software difettoso, di un prezzo troppo elevato e di risultati mediocri. Il set-up fotografico a bordo di questo nuovo smartphone dovrebbe scattare foto da 64 megapixel e si tratta sicuramente di un concept interessante e ambizioso, con la speranza però che i risultati siano migliori di quelli della L16.

Ovviamente, più fotocamere migliorano la qualità delle foto e rendono gli smartphone più simili a delle reflex, ma, cosa ancor più importante, forniscono dati ad alta risoluzione per le applicazioni di intelligenza artificiale e di realtà aumentata. Un esempio perfetto di ciò viene da Lucid, compagnia situata nella Silicon Valley che ha già realizzato la VR180 LucidCam e che rappresenta il cervello dietro alla rivoluzionaria videocamera olografica Red 8K 3D.

Lucid ha recentemente annunciato che porterà a bordo di alcuni prossimo smartphone il suo know-how software in ambito fotografico. La sua piattaforma 3D Fusion utilizza il machine learning per misurare rapidamente la profondità in tempo reale. Ciò abilita funzionalità che non sono possibili con gli smartphone di oggi, come il rilevamento avanzato di oggetti nella realtà aumentata e gesture ad alta risoluzione.

La tecnologia di Lucid però è solo un esempio di ciò che è possibile con così tante fotocamere a bordo degli smartphone. La realtà è che le fotocamere sono sensori del tipo più utile, specialmente quando sono inserite in computer tascabili (come sono gli smartphone) che eseguono app e sono connessi in ogni momento a Internet. Fotocamere che sono già in grado di identificare e fornire ulteriori informazioni su qualunque cosa inquadriamo con esse e che permettono di raccogliere dati visivi e vedere oggetti della realtà aumentata collocati nel mondo reale. Le fotocamere frontali possono poi migliorare e rafforzare la sicurezza attraverso il riconoscimento facciale.

Se quindi gli appassionati di fotografia saranno entusiasti della qualità degli smartphone che si avvicinerà sempre più a quella delle reflex, i “nerd” dei dati dovrebbero esserlo ancora di più, visto che per quanto riguarda realtà aumentata e intelligenza artificiale gli smartphone sono destinati a diventare gli strumenti di business più utili di sempre proprio grazie alle loro fotocamere integrate.