Smart working: smartphone e laptop insieme per migliorare la produttività

Smartphone e laptop sono già ottimi strumenti presi singolarmente, ma combinare alcune delle loro funzionalità sarebbe più utile per i dipendenti costretti ancora allo smart working.

Smart working

Quando il laptop è stato concepito, l’industria tecnologica stava cercando di soddisfare le esigenze di una forza lavoro mobile. Spesso questi lavoratori dovevano recarsi in luoghi remoti e dovevano usare hardware a loro familiare nei luoghi di lavoro, negli hotel, nelle sale conferenze e in altri luoghi come i bar.

La nuova normalità in cui viviamo ora vede moltissime persone lavorare principalmente da casa, i viaggi sono stati fortemente ridotti e le interazioni sono virtuali o basate sulla comunicazione a distanza. La priorità ora è quindi meno incentrata sulla mobilità e più sulla connessione. L’attenzione è spesso divisa tra lavoro, riunioni e badare ai figli e le reti inaffidabili spesso complicano molto le cose e il nostro dispositivo di comunicazione principale, lo smartphone, non è stato progettato per questa nuova normalità.

I laptop ora hanno bisogno della connettività di uno smartphone e lo smartphone ha bisogno delle dimensioni dello schermo e dei miglioramenti della produttività offerti dai laptop. È insomma tempo di unire entrambi in un nuovo mix che sia in grado di affrontare al meglio questa nuova normalità pandemica.

Unione del laptop e dello smartphone

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Il problema con entrambi i dispositivi è che non sono stati progettati per un mondo in cui lavorare in ufficio e incontrarsi di persona sarebbe più un’eccezione che la regola per i dipendenti altrimenti abituati alla mobilità. Allo stesso tempo si sta facendo avanti il 5G e Qualcomm ha recentemente osservato come proprio il 5G possa fornire prestazioni molto più affidabili rispetto alle reti cablate distribuite nella maggior parte delle nostre case.

Anche senza problemi di rete, il posizionamento della videocamera è spesso problematico. Su un computer desktop, la fotocamera è posta piuttosto in alto, ma rimane ampiamente accettabile. Su un laptop la fotocamera è posta molto più in basso (a volte persino nella tastiera), offrendo agli interlocutori da remoto una nostra visione tutt’altro che attraente, tanto da convincere anche i più aficionados ai laptop a evitare di usarne la webcam.

Per far funzionare tutto in modo più fluido, lo smartphone e il laptop devono essere meglio integrati e il servizio di videoconferenza che usiamo deve fornire un modo per evidenziare l’immagine di chi parla in modo che provenga dallo smartphone da cui proviene il suono. Il microfono del telefono può infatti creare un campo sonoro più naturale, offrendo un’esperienza audio per la quale sembra che stiate parlando più con una persona piuttosto che con uno schermo. La presentazione stessa può rimanere sullo schermo del laptop, che non è solo abbastanza grande da vedere facilmente le slide, ma può fornire ulteriore spazio per prendere appunti.

Al momento uso un PC desktop con un display Dell da 49’’ in 32:9 che mi consente di emulare questa configurazione. Fa una differenza enorme. Ad esempio, mentre scrivo questo articolo, sto anche partecipando a una riunione e ho messo l’immagine dell’oratore sotto la videocamera in modo che quando lei sta parlando mi vede e quando le sto parlando, io la sto guardando.

Se potessi integrare la fotocamera, il modem e lo schermo sullo smartphone con il PC, l’esperienza sarebbe ancora più soddisfacente. E se la mia rete di casa cadesse, potrei sempre ricorrere al 5G del laptop e continuare come se nulla fosse invece di perdere tempo a impostare il tethering per connettere il laptop allo smartphone.

Chi sta guardando i bambini?

Mi viene anche in mente che, quando si utilizza una soluzione ibrida per smartphone e laptop, la fotocamera sul retro dello smartphone potrebbe essere utilizzata, con il software adeguato, per monitorare i bambini. L’attuale software per telecamere di sicurezza per prodotti come Arlo è in grado di identificare le persone e rintracciarle. Questa soluzione potrebbe essere implementata in uno smartphone, che potrebbe quindi avvisare quando uno dei bambini registrati sul dispositivo superava una certa altezza o si allontana da casa. I futuri servizi AI in cloud potrebbero probabilmente fare di più per avvisare di comportamenti non sicuri.

Ma piuttosto che fare affidamento su una soluzione per videocamera di sicurezza, lo smartphone potrebbe utilizzare la sua fotocamera posteriore anche durante una chiamata in conferenza, che richiederebbe solo la fotocamera frontale. Questo tipo di installazione può anche servire da scanner in tempo reale o videocamera remota se un dipendente deve mostrare un oggetto fisico o un documento stampato durante una chiamata senza effettivamente scansionare e inviare il documento.

Tirando le somme

Anche durante o dopo un qualsiasi cambiamento significativo spesso lasciamo in essere l’ecosistema esistente prima di renderci conto che non si adatta più alla nuova normalità. Allo stato attuale, smartphone e laptop non sono integrati, il che non consente loro di lavorare insieme per rispondere alle nostre nuove esigenze di comunicazione e monitoraggio.

Aziende come Apple, Lenovo, Google e Samsung, che offrono entrambi i tipi di hardware, potrebbero trovarsi in una posizione unica per rispondere a questa esigenza, compresi approcci hardware unici per gestire meglio l’audio e il posizionamento dello smartphone. È chiaro infine che questa nuova normalità durerà ancora per un bel po’ di tempo ed è ormai ora di prendere in considerazione la possibilità di unire laptop e smartphone in modo da poter utilizzare in modo più aggressivo le loro funzionalità combinate a vantaggio di tutti.