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Nel 2013 l’allora CEO di Microsoft Steve Ballmer minacciò di dimettersi se il consiglio di amministrazione non avesse approvato la sua proposta di acquisire la divisione Devices & Services di Nokia per oltre 7 miliardi di dollari. Il board, invece di sbarazzarsi definitivamente di Ballmer, oppose ben poca resistenza e sappiamo tutti come sia andata a finire con Nokia, rivenduta solo due anni dopo senza che l’acquisizione avesse portato alcunché se non appunto a una spesa inutile.

Da quel momento Microsoft ha provato a fare qualcosa nel mercato mobile con i propri smartphone Windows Phone (e in seguito Windows 10 Mobile), ma l’impressione è che questo tentativo non sia mai stato davvero sentito dal colosso di Redmond. E lo dimostrano chiaramente gli ultimi risultati fiscali, con il settore degli smartphone che in tre mesi ha portato nelle casse di Microsoft 5 milioni di dollari, circa quello Apple guadagna in un minuto.

Eppure, nonostante questi numeri disastrosi, Microsoft non ha mai dichiarato ufficialmente che uscirà una volta per tutte dal mercato degli smartphone e anche se sono ormai 15 mesi che non si vede un nuovo telefono targato Microsoft, il CEO Satya Nadella ha dichiarato durante una recente intervista radiofonica le seguenti parole: “Sono sicuro che continueremo a fare smartphone, ma non saranno telefoni come quelli che vedete oggi sul mercato”. Che è un po’ quello che ha detto anche Yusuf Mehdi, corporate vice president di Windows and Devices Group.

Se poi aggiungiamo le parole di Alex Kipman, l’uomo dietro allo sviluppo di HoloLens che ha dichiarato recentemente a Bloomberg che gli smartphone sono morti e le persone non l’hanno ancora capito, il prossimo progetto di Microsoft in ambito mobile potrebbe essere davvero qualcosa di rivoluzionario?

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Forse sì, considerando che Kipman ha anche definito la mixed reality come la tecnologia in grado di rimpiazzare gli smartphone. In effetti, se guardiamo al recente passato, è in atto da tempo la consolidazione di una tendenza che vede il passaggio da device “monotematici” a dispositivi multifunzione. Dopotutto l’iPhone non ha forse ucciso l’iPod? E i 2-in-1 non stanno facendo lo stesso con i tablet e in parte anche con i notebook tradizionali?

C’è quindi una possibilità che tra qualche anno lo smartphone possa fondersi con un altro dispositivo, ma un device di realtà aumentata (o mista) avrà bisogno di un ripensamento totale rispetto ai pochi modelli disponibili oggi. Anche perché chi andrebbe in giro tutto il giorno con un paio di HoloLens davanti agli occhi?

Ecco perché Microsoft ha di fronte a sé due grandi sfide. La prima consiste nel trovare un nuovo form-factor che funzioni davvero e che si allontani dall’idea di un visore come lo conosciamo oggi. La stessa Google ha fallito con i suoi Glass e quindi ci vuole per forza qualcosa che che sia pratico e “socialmente tollerabile”.

L’altra sfida è quella della credibilità. Nonostante infatti Windows Phone fosse superiore per certi versi ad Android e iOS, Microsoft ha letteralmente affondato il proprio business mobile con l’acquisizione di Nokia. È poi vero che con la gamma Surface le cose sono andate molto meglio, ma dopo il disastro di Windows Phone (da un miliardo di dollari a 5 milioni di dollari di profitti in tre anni) qualsiasi tentativo di ricominciare da capo in questo mercato sarebbe una battaglia di proporzioni epiche per la compagnia guidata da Nadella.

Non che Microsoft non abbia le risorse per riuscirci, ma sarà davvero questo miraggio della mixed reality che permetterà a Redmond di ricostruire da zero un nuovo business?

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