L’IT dovrebbe acquistare il nuovo iPhone 12 Pro? Quasi certamente no

Quando si tratta di decidere se l'IT aziendale debba prendere seriamente in considerazione l’acquisto di un iPhone 12 Pro, sarebbe meglio farsi qualche domanda. Eccone alcune.

iphone 12 pro

Esaminando tutto il materiale che Apple ha pubblicato su iPhone 12 Pro, è chiaro che dalle parti di Cupertino ci siano alcuni dei migliori talenti di marketing al mondo. Ma quando si tratta di decidere se l’IT aziendale debba prendere in considerazione l’acquisto di questo smartphone per quelle operazioni in cui il BYOD non ha già alleviato la necessità di acquistare telefoni nuovi, il discorso cambia.

Apple è bravissima a far suonare qualcosa di irrilevante come fantastico o come una caratteristica indispensabile. La più grande affermazione “fasulla” per il lancio dei nuovi iPhone riguarda una maggiore velocità di rete sotto forma di supporto al 5G. Altri hanno fatto un ottimo lavoro nel ridimensionare questa affermazione. Il fatto è che l’infrastruttura 5G semplicemente non esiste ancora in modo significativo e ciò significa che i carrier non possono fornire velocità migliori per quasi tutti i punti di interazione.

Un’altra sincera dose di realtà a cui guardare è il nuovo chip A14 Bionic. Sì, è assolutamente migliore e il 50% più veloce, con in più un motore neurale più veloce dell’80% e acceleratori di machine learning più veloci del 70%. Sembra tutto impressionante, vero?

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Ma ciò che Apple non ha fatto sul suo sito è stato fornire un video con un prima e un dopo mostrando in azione gli iPhone dello scorso anno e quelli di quest’anno. Data la potenza dell’attuale gamma di smartphone Apple, direi che il boost prestazionale non sarà rilevabile per la stragrande maggioranza delle applicazioni nella stragrande maggioranza degli scenari di utilizzo. La domanda da porsi a voi stessi e al vostro team è: gli attuali iPhone sono notevolmente e problematicamente troppo lenti oggi per le mie app aziendali?

Uno degli aggiornamenti dei nuovi iPhone forse più discutibili è il passaggio a un display “ceramic shield”, che Apple pubblicizza come “più duro di qualsiasi vetro per smartphone”. In poche parole, Apple ha reso il telefono più resistente, il che è sicuramente una buona cosa. Ma, ancora, a che scopo? Quasi tutti i consumatori (ed è meglio che sia il caso anche di qualsiasi utente aziendale) acquistano custodie e cover più o meno protettive per i loro smartphone.

iphone 12

Se Apple indicasse il ceramic shield e dicesse che è talmente rivoluzionario che non è più necessario acquistare cover o protezioni è un conto, ma Apple non ha fatto tali affermazioni. Sta sostenendo che questi nuovi iPhone sono abbastanza resistenti da non aver bisogno di cover e custodie? No e nessuno si è nemmeno spinto ad andarci vicino. Anche perché la stessa Apple ha introdotto una linea di nuove cover e quindi non poteva davvero sostenere questa eventualità. Quindi, se i nuovi iPhone richiedono ancora una custodia per la protezione e non sono degli smartphone “enterprise rugged”, qual è il punto?

Un’altra affermazione interessante, con dubbie implicazioni per l’acquisto, riguarda la realtà aumentata. Citando da Apple: “iPhone 12 Pro utilizza uno scanner LiDAR per misurare quanto tempo impiega la luce a riflettersi dagli oggetti. In questo modo si può creare una mappa di profondità di qualunque spazio in cui vi troviate. Poiché si tratta di un sistema ultraveloce e preciso, le app AR ora possono trasformare una stanza in una foresta pluviale realistica o mostrarvi come vi starà un nuovo paio di scarpe da ginnastica”.

Sembra tutto molto bello, ma ancora una volta l’iPhone esistente non è certo trascurato in questo reparto e devo ancora vedere un’area in cui questa tecnologia fa una differenza materiale. Molti anni fa, quando i MIPS (milioni di istruzioni al secondo) erano un modo comune per misurare le prestazioni dell’hardware, stavo parlando con un IBM Fellow di velocità di clock sempre crescenti. E si vantava di un imminente aumento della CPU a 100 MIPS. Gli ho chiesto “E allora? Vediamo aumenti tutto il tempo”.

Ha risposto perfettamente, sostenendo che 100 MIPS fosse una soglia importante, poiché è qui che l’accuratezza del riconoscimento vocale inizia a essere pratica. E aveva ragione. Ma quel dettaglio era la risposta perfetta al mio “E allora? Che differenza fa questo nella vita pratica dei lavoratori aziendali?” Per quanto ne so, Apple deve ancora fornire una risposta anche debole a questa domanda. Più veloce è sempre meglio quando si tratta di prestazioni della CPU, ma se è un cambiamento che nessuno noterà qual è il ROI di pagare di più per questo?

L’unico aspetto che concederò anche se in parte ad Apple è il miglioramento continuo delle capacità fotografiche. La nuova gamma di iPhone 12 (soprattutto il Pro e il Pro Max) apporta alcuni miglioramenti non banali su tale versante. Eppure, siamo tornati allo stesso problema. Queste foto migliori appariranno chiaramente migliori alla stragrande maggioranza degli utenti? Non parlo di fotografi professionisti o editor video che hanno già un occhio esperto per queste cose, ma di un dipendente di alto livello che utilizzerà questi dispositivi. Per quanto ne so, le differenze sono così sfumate da fornire un ROI aziendale minimo.

In conclusione, per un decisore mobile IT aziendale che sta valutando l’opportunità di eseguire l’upgrade dalla line-up di iPhone 11 a quella nuova, non vedo nulla che meriti questo passaggio. A essere sinceri, però, dal lato consumer, noi geek potremmo non essere in grado di resistere ai nuovi iPhone, anche perché per noi i calcoli logici del ROI di solito contano davvero poco.