Nel caso ve lo foste perso, LG ha presentato ieri il suo ultimo telefono di punta, il G7 THinQ. Uno smartphone (di cui abbiamo parlato già qui) con tutte le cose al punto giusto che ci si aspettano da un modello premium nel 2018; bello, ampio display borderless, processore Snapdragon 845, Android Oreo, intelligenza artificiale, ricarica wireless, resistenza all’acqua, doppia fotocamera e vetro Gorilla Glass 5 davanti e dietro.

Eppure questo imminente top di gamma Android non sembra aver suscitato un enorme interesse, un po’ per la modesta rilevanza di LG come produttore di smartphone, un po’ perché gli smartphone si stanno scontrando sempre più spesso con il muro dell’innovazione. L’intelligenza artificiale ad esempio sta ancora aspettando un’applicazione che ci cambi davvero la vita e le fotocamere sono diventate così valide e performanti che non siamo quasi più impressionati dalla loro qualità.

Inoltre, a parte differenze minime che interessano solo agli utenti enthusiast, cosa separa davvero LG G7 dal Galaxy S9, dall’iPhone X e del Pixel 2 XL? Apple utilizza i display Samsung, Google utilizza schermi LG, hanno tutti una doppia fotocamera. La differenza tra lo Snapdragon 835 a bordo del Pixel e lo Snapdragon 845 del Galaxy S9 e del LG G7 è quasi solo nominale. Ognuno ha i suoi pregi e difetti certo, ma la scelta alla fine si riduce sempre più spesso a una questione di abitudine al brand e di prezzi più o meno convenienti.

Seguendo il leader

La cosa peggiore che potesse accadere agli smartphone Android è stata iPhone X. Nei mesi precedenti all’uscita del costosissimo melafonino di Apple, gli smartphone Android stavano rendendo l’iPhone 7 decisamente obsoleto tra display OLED 18:9, cornici ultrasottili, ricarica wireless e un’esperienza di assistenza virtuale che era molto più avanti rispetto a quella offerta da Siri. Persino Essential, nonostante il flop sul mercato, ha anticipato il notch di iPhone X, anche se è stato quest’ultimo a fare tutte queste cose per bene, tra un design senza cornici davvero simmetrico, una fotocamera con rilevamento della profondità e una navigazione intuitiva basata solo sulle gesture.

L’iPhone X è stato un punto di svolta per Apple, ma ha cambiato anche il gioco di Android… in peggio. Infatti, invece di continuare sulla strada della separazione tra gli smartphone Android e gli iPhone, i principali produttori (Apple a parte) hanno realizzato in questo 2018 nuovi modelli sì interessanti ma privi di vere e sostanziali novità. Samsung ha sviluppato AR Emoji e ha migliorato il riconoscimento facciale per stare al passo con il Face ID di Apple. LG e Huawei (e non solo loro) hanno seguito la strada del notch e si dice che nel prossimo Pixel 3 Google implementerà sia la navigazione basata sulle gesture, sia il notch in stile iPhone X.

lg g7

Samsung Galaxy S8

Perché? Perché iPhone X è stato in effetti una cosa nuova e i produttori di smartphone Android si sono fatti prendere dal panico. A dire il vero gli smartphone che rubano idee da altri smartphone non sono una novità, ma la fretta di copiare l’iPhone X è stata tanto inaspettata quanto improvvisa e, come spesso accade quando c’è di mezzo la frenesia del momento, molte delle imitazioni di iPhone X che abbiamo visto sono risultate deludenti. Parlando di Samsung ad esempio, AR Emoji è una pallida imitazione di Animoji e Intelligent Scan non è neanche lontanamente sicuro come Face ID. I notch non sono necessari nella maggior parte dei casi e la navigazione basata sui gesti avrebbe dovuto esordire già due anni fa con Android Nougat. Su iPhone X tutte queste funzionalità sono nuove ed eccitanti e hanno un senso, ma sui rivali Android lo sono molto meno.

Cercasi coraggio

L’incertezza e il dubbio non sono una novità nel mondo di Android. Ricordate lo shock quando con il Galaxy S6 Samsung abbandonò la batteria rimovibile, la memoria espandibile, l’impermeabilità e Air View?. Scelte allora molto discutibili, ma se non altro Samsung stava creando una nuova identità per i suoi Galaxy di punta con nuovi materiali e schermi curvi culminata con il Galaxy S8, uno dei migliori smartphone Samsung (ma non solo) mai realizzati.

Ma in quel periodo Samsung era disposta a inciampare e persino a fallire pur di compiere quel cammino di innovazione. Oggi invece non è più così. Credete infatti che nel Galaxy S9 ci sarebbero state le AR Emoji se Apple non avesse introdotto le Animoji, o pensate che l’LG G7 avrebbe avuto il notch se l’iPhone X non lo avesse sdoganato mesi prima?

LG G7

LG G7

Qualunque sia stato il tempo impiegato da Samsung e LG per sviluppare queste feature derivate da Apple, non sarebbe forse stato meglio usarlo per implementare funzionalità innovative e, perché no, anche un po’ rischiose e coraggiose? Anche un colosso come Huawei, terzo produttore di smartphone al mondo che produce anche i propri chip e si trova all’avanguardia per quanto riguarda l’intelligenza artificiale applicata alla fotografia, ha aggiunto un notch al suo nuovo smartphone P20.

E nel 2018, nella fretta di rendere gli smartphone sempre più simili all’iPhone X, l’innovazione in campo Android si è improvvisamente arrestata. Si può sempre puntare a feature come lo speaker Boombox di LG G7 o il Dual Aperture del Galaxy S9 come caratteristiche uniche, ma sono davvero innovative? Nei nostri test Dual Aperture ha avuto un effetto leggermente positivo su alcune immagini, ma nel complesso non ha fatto tutta questa differenza. E se è vero che lo speaker integrato del G7 suona bene (cosa poi tutta da verificare), quante volte le persone usano davvero gli speaker integrati del loro smartphone per ascoltare la musica al posto degli auricolari?

iPhone X

iPhone X

Manca il futuro

Mentre i produttori di smartphone Android si affrettano a copiare la caratteristica più visivamente distintiva dell’iPhone X (il notch), molti di loro stanno perdendo un’opportunità d’oro per fare superare l’iPhone in un’area importante: l’intelligenza artificiale. E non parliamo solo di Google Assistant, che è già in primo piano sul G7 e sul Pixel, ma dell’intelligenza complessiva del telefono.

Finora infatti tutti i grandi produttori hanno puntano (anche a livello di marketing) sull’’intelligenza artificiale applicata alle fotografie (AI Cam di LG, Bixby Vision di Samsung, Google Lens), ma sul versante dell’IA c’è ancora tantissimo terreno fertile per l’innovazione. Huawei è in testa con il suo SoC Kirin 970, ma le foto ottimizzate sono solo la punta dell’iceberg. Un giorno (speriamo presto) arriverà un vero smartphone con intelligenza artificiale dotato di algoritmi personali di deep learning che apprenderanno le nostre abitudini e anticiperanno le nostre esigenze, ma sarà davvero Android ad arrivare prima? Google sta cavalcando tecnologie come la realtà aumentata e l’intelligenza artificiale, ma il Pixel non è in realtà più intelligente di un iPhone X o di un Galaxy S9, anche se dovrebbe esserlo visti i propositi di Google.

Insomma, i produttori di smartphone Android non stanno provando a competere con Apple e con il suo iPhone X, ma (almeno finora) stanno solo cercando di essergli simili. In questo modo però hanno perso ciò che ha reso i loro smartphone così importanti. Uno smartphone Android top di gamma non ha bisogno di inseguire le ultime tendenze di Cupertino. Ha solo bisogno se mai di eccellere per i motivi per cui le persone si rivolgono ad Android. E nessuno di questi motivi include un notch.