Il Microsoft Surface Duo potrebbe diventare la workstation perfetta

Ecco perché un Microsoft Surface Duo legato a un back-end di Azure che esegue una soluzione desktop cloud come Workspot potrebbe essere l'inizio di qualcosa di grande.

surface duo

La scorsa settimana ho avuto un’interessante chiacchierata con Israel Sumano, direttore senior dei servizi infrastrutturali presso Southland Industries. Ha circa 450 ingegneri che utilizzano la soluzione desktop cloud di Workspot in esecuzione su Microsoft Azure. La maggior parte di queste persone utilizza vecchi desktop, ma Sumano sta usando da un po’ di tempo un Galaxy S20 Ultra per “ospitare” il suo desktop. Ecco perché volevo parlare con lui.

Conosco un po’ gli utenti di workstation: richiedono, e in genere ottengono, l’hardware che desiderano e le workstation tendono ad essere ben più costose dei PC tradizionali. Quindi l’idea di mettere a lavorare personale tecnico di un’azienda su soluzioni thin client non dovrebbe funzionare. Ma il piano è quello di mettere questi ingegneri sul nuovo Microsoft Duo, il primo smartphone da parecchio tempo a questa parte (oltre ai BlackBerry) con un serio focus aziendale.

Penso che ciò mostri fino a che punto siano arrivate queste soluzioni; questo è infatti il terzo cliente che conosco che ha esaminato tutte le opzioni desktop e ha concluso che Workspot è la migliore… e ci sarà un motivo.

Rivisitazione dei thin client

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Workspot, Citrix e altri fornitori che occupano oggi lo spazio del desktop virtuale sono nati dal concetto originale creato da Sun e Oracle per contrastare Windows. L’idea era di tornare a un design hardware simile a un terminale, poiché la manutenzione di pochi server di grandi dimensioni dovrebbe essere più economica e meno fastidiosa rispetto alla manutenzione di migliaia di desktop.

Tempo fa però la situazione era ben diversa da quella odierna. I server Unix ad esempio erano pronti per il multi-tasking ma non erano progettati per fornire il livello di multi-tasking richiesto da un gran numero di utenti. Inoltre, le reti erano lente e la latenza elevata e queste soluzioni non eseguivano Windows o Mac OS, i due sistemi operativi desktop dominanti all’epoca. E se da un lato i thin-client erano davvero simili a degli elettrodomestici e non si rompevano mai, tali vantaggi non erano sufficienti per far superare alle persone il fatto che fossero orribili da usare.

Il risultato? I thin client sono stati storicamente utilizzati solo per l’immissione di dati o per il call center, attività che richiedono prestazioni ridotte e dove la latenza non è un problema così grande. I dipendenti della Southland Industries sono l’esatto opposto dei dipendenti del call center. Richiedono prestazioni elevate e non tollerano la latenza e, proprio per questo, sono costosi da supportare perché inseguono le prestazioni e spesso richiedono un ciclo di sostituzione annuale del loro hardware. Ed è per questo che il desktop cloud di Workspot ha improvvisamente senso.

Il client Microsoft Surface Duo

Al momento sto utilizzando io stesso un Surface Duo, quindi quando Southland Industries ha detto che intendeva acquistare i Surface Duo per i suoi ingegneri e utilizzarli, mi sono interessato alla cosa. Vedete, nel corso degli anni gli smartphone sono diventati sempre più capaci e sono probabilmente un po’ più potenti dell’hardware desktop thin client che avevamo negli anni ’90.

Ora potete collegare a uno smartphone monitor, tastiera e mouse per farlo assomigliare sempre di più a un PC. La grafica e le prestazioni del processore sono aumentate al punto in cui i PC con componenti interni da smartphone (chiamati Always Connected PC) funzionano sorprendentemente bene.

Southland utilizzava già tablet e smartphone (come il Samsung Note 10+) per alcuni utenti di desktop cloud e Sumano, che alla fine ha optato per il Galaxy S20 Ultra, era uno di quegli utenti. A questo punto perché non optare per uno smartphone progettato per il business come il Surface Duo? Non è ancora arrivato sul mercato (l’uscita negli USA è fissata per il 10 settembre) e di conseguenza Southland non lo ha ancora implementato in azienda. Ma supponendo che funzioni bene come gli smartphone Samsung con cui i dipendenti hanno già una certa famigliarità, questa potrebbe essere la soluzione ideale per una workstation cloud. I due display lo rendono infatti utile in viaggio e il collegamento a monitor, tastiera e mouse lo rendono utile in ufficio.

Gli ingegneri possono ancora specificare le prestazioni di cui hanno bisogno nel cloud Azure quando ne hanno bisogno e il risultato è un desktop simile a un’appliance con prestazioni di classe workstation reali. Un Microsoft Surface Duo legato a un back-end di Azure che esegue una soluzione desktop cloud come Workspot potrebbe rappresentare l’inizio di una tempesta perfetta: un client mobile protetto e collegato a un servizio cloud completo in cui il desktop risiede virtualmente e con tutte le prestazioni di cui un utente avrebbe bisogno. Allo stesso tempo, il Duo può essere utilizzato come uno smartphone tradizionale per attività a basse prestazioni come e-mail, social media e comunicazioni digitali in forma abbreviata (SMS, messaggistica, ecc.).

Microsoft continua a portare avanti i suoi sforzi per integrare lo smartphone con il PC con soluzioni come YourPhone e Continuum, suggerendo che a un certo punto spostarsi tra le due esperienze (desktop e mobile) diventerà un’attività fluida e naturale. Allora le cose dovrebbero diventare interessanti. E forse la nuova straordinaria funzionalità dello smartphone è che può diventare la porta di accesso a un livello di prestazioni on demand, offrendo finalmente quella miscela di sicurezza e affidabilità del mainframe unita alla flessibilità e alla personalizzazione del PC che abbiamo sempre desiderato.