Huawei Mate 30 Pro: tutto molto bello, ma dove sono le app di Google?

Il Huawei Mate 30 Pro arriverà in Italia a novembre con il suo carico di prestazioni e tecnologia, ma sarà pesantemente limitato dalla mancanza delle app di Google.

Mate 30 Pro

Huawei ha svelato ieri ufficialmente i suoi nuovi smartphone top di gamma Mate 30 e Mate 30 Pro, mostrando tutto ciò (o quasi) che si possa desiderare da uno smartphone di fine 2019: design industriale a tutto schermo, display giganti, batterie enormi e 5G. Manca solo una piccola cosa: Google.

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Mentre questi due nuovi modelli (ma in Italia vedremo solo il Mate 30 Pro a novembre) si basano sulla versione open source di Android 10, Huawei non è in grado di includere le app di Google su nessuno dei suoi nuovi dispositivi, poiché, come ben sappiamo, è stata inserita nella “lista nera” dal governo americano all’inizio di quest’anno. Ciò significa che il vostro nuovo Mate 30 non avrà Gmail, Chrome, Maps o Play Store. Ciò ovviamente limita non poco l’appeal di quello che altrimenti sarebbe uno smartphone davvero eccellente. Basta leggere le specifiche tecniche per rendersene conto.

Huawei Mate 30 Pro
Display: 6,53 pollici, Full HD, OLED
Processore: Kirin 990
RAM: 8 GB
Storage: 256 GB
Fotocamera frontale: 32 MP
Fotocamera posteriore: 40MP, f / 1.6 wide + 40MP, f / 1.8 ultra wide + 8MP, f / 2.4 teleobiettivo
Batteria: 4.500 mAh
Colori: nero, argento, viola, verde, pelle vegan arancione e verde
Prezzo: 1099 euro (1199 euro per la versione 5G)

Mentre il Mate 30 presenta cornici sottili tutt’intorno e una piccola tacca per la fotocamera frontale, il Mate 30 Pro è quasi tutto schermo. I lati del display sono curvi, ma sono molto più aggressivi rispetto a quelli del Galaxy Note 10 (88 gradi di curvatura per l’esattezza). Aggiungete a questo delle cornici sottilissime e un notch poco invadente e avrete uno smartphone con un rapporto schermo-corpo di tutto rispetto (seppur non da record).

Scompaiono poi i pulsanti fisici a favore di tasti virtuali personalizzabili su entrambi i lati del telefono. I telefoni includono anche la tecnologia AI Gesture Control per poter utilizzare lo schermo senza toccarlo. Come ha fatto Apple con gli iPhone 11, Pro e Pro Max, anche Huawei ha dato particolare enfasi alla fotocamera dei nuovi modelli, ridisegnando l’array posteriore in un anello che occupa buona parte del retro del telefono. La nuova doppia fotocamera SuperSensing Cine Camera, tra le altre cose, cattura video in 4K/HDR/60fps e in ultra-slow motion a 7.680 fps. Non è un refuso. Con il Mate 30 Pro potete davvero registrare video in 720p a 7.680 fps.

Il Mate 30 Pro sarà inoltre il primo smartphone 5G di seconda generazione al mondo con un modem integrato nel processore principale. Qualcomm ha annunciato che il suo prossimo modem 5G sarà integrato nel SoC Snapdragon di nuova generazione, che però non sarà pronto prima del 2020.

E ora veniamo alle magagne. Il Mate 30 Pro esegue una nuova versione di EMUI basata su Android 10, ma non ha nessuna app di Google integrata e non troverete nemmeno Google Assistant e il Play Store. Huawei ha annunciato una “soluzione alternativa”, ma non ha affrontato in modo specifico ciò che gli utenti al di fuori della Cina, ai quali è già vietato l’uso delle app di Google, dovranno fare.

Fino all’arrivo di questa soluzione alternativa, gli utenti del Mate 30 Pro potranno usare solo le app di Huawei e l’AppGallery, che l’azienda promuove come sicure, selezionate e divertenti. Tuttavia, mentre l’app store di Huawei include circa 45.000 applicazioni, molte di queste sono di società cinesi e sono di scarsa utilità per gli utenti al di fuori di quel Paese. Ovviamente la proposta di Huawei impallidisce rispetto all’ampiezza del Play Store e anche le app dell’AppGallery saranno più lente a ricevere nuove funzionalità e aggiornamenti, dal momento che gli sviluppatori punteranno prima al Play Store.

C’è anche il problema degli aggiornamenti di sistema. Mentre la EMUI si basa sulla versione più recente e sicura di Android, Huawei non sarà in grado di inviare aggiornamenti di sicurezza e di funzionalità fino a quando questi non sbarcheranno nel ramo open-source, che in genere richiede molto più tempo. Se quindi dal punto di vista tecnologico il Mate 30 Pro promette grandi cose, arriverà a novembre dalle nostre parti pesantemente castrato proprio a causa delle app di Google assenti. Per fortuna che esistono i modder!