Apple e chip U1: la realtà aumentata come parte della vita quotidiana

Ecco come Apple vuole utilizzare il suo chip U1 all'interno dei nuovi iPhone e Apple Watch per supportare esperienze AR connesse (e altro) grazie allo standard UWB (location-aware ultra-wideband).

chip u1

Apple continua a sviluppare i suoi piani per lo standard UWB (location-aware ultra-wideband) e dovrebbe integrare il suo chip U1 all’interno della gamma iPhone 12, Apple TV e dispositivi HomePod di nuova generazione.

UWB è una tecnologia altamente sicura, a bassissima potenza e consapevole dello spazio che fornisce dati di posizione precisi e funziona meglio attraverso i muri rispetto al Wi-Fi o al Bluetooth. Trasmette dati su un’ampia frequenza di bande (da 500 MHz fino a diversi gigahertz) in un raggio di circa 100 metri.

I vantaggi di questa tecnologia includono:

  • Portata di 100 metri
  • Precisione entro 10 cm
  • Il segnale può passare attraverso muri e altre barriere
  • Supporta trasferimenti di dati più veloci rispetto al Bluetooth
  • Altamente sicuro
  • Resistente alle interferenze
  • Potenza molto bassa
  • Ampia durata della batteria
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Apple ha generato molto interesse quando lo scorso anno ha inserito il processore U1 all’interno della gamma iPhone 11, ma non ha spiegato bene il motivo di questa decisione, menzionando solo l’uso con AirDrop. Da allora, Apple è tornata sull’argomento parlando del chip U1 per supportare la funzione Car Key, che aprirà la portiera della vostra auto quando vi avvicinerete a essa e non richiederà di estrarre dalla tasca il vostro iPhone.

Apple ora ha inserito il chip U1 anche all’interno del nuovissimo Apple Watch Series 6, il che ha senso dato il valore di quel prodotto per i sistemi di pagamento e citofonici. L’iPad Air più recente, nel frattempo, ha guadagnato quella che Apple chiama “microlocalizzazione iBeacon”. La mossa più importante in ottica futura è emersa quando Apple alla WWDC 2020 di giugno ha rivelato i piani per aprire il chip U1 agli sviluppatori con il framework Nearby Interaction per iOS 14.

John Prosser, un noto leaker di “cose Apple” con un grande seguito, è convinto che il chip U1 traccerà con precisione la vostra posizione mentre camminate all’interno della casa con altri dispositivi U1 e userà le informazioni per i controlli multimediali, i controlli di luminosità/volume e le serrature. Ci sono poi previsioni interessanti secondo cui Apple vedrebbe il chip U1 come uno standard di rete altamente sicuro per supportare i dispositivi domestici intelligenti.

Se per esempio abitate in una casa “automatizzata” con HomeKit, quando entrate in casa il chip U1 informerà tutti i vostri dispositivi chi siete e avvierà quei dispositivi in modo da esaudire le vostre preferenze (il termostato si imposta automaticamente, l’illuminazione si adatta al vostro umore e così via). Prosser suggerisce anche che verrete avvisati nel caso in cui uno dei vostri dispositivi U1 venga spostato senza autorizzazione (ad esempio, se avete subito un furto) e lo rintraccerete utilizzando la funzione di Apple Trova il mio. Si pensa inoltre che Apple stia sviluppando un sistema AirTag simile a quello di Tile per fornire la posizione precisa dei dispositivi utilizzando sempre il sistema Trova il mio.

Il fatto però è che la tecnologia UWB non è solo utile per queste attività. La robusta sicurezza di UWB (che è molto più difficile da violare rispetto al Wi-Fi) lo rende anche uno strumento di condivisione di file molto efficace se non si desidera perdere dati a causa di attacchi man-in-the-middle.

Tutto ciò dovrebbe anche tradursi in nuove opportunità per i rivenditori di utilizzare il chip per creare showroom virtuali da esplorare a casa, creare interfacce utente virtuali sensibili al movimento e alla posizione per applicazioni cloud e ampliare lo spazio per lo sviluppo di nuovi paradigmi (remoti) sulla formazione, la manutenzione e il supporto tecnico dei servizi aziendali e di emergenza. Il tutto con l’intenzione di portare verso la creazione di un ecosistema di nuova generazione in grado di supportare esperienze virtuali personali basate su realtà aumentata.

AUTOREJonny Evans
FONTEComputerworld.com
Jonny Evans
Collaboratore di Computerworld.com Jonny è un freelance che scrive di tecnologia dal 1999, in particolare riguardo a Apple e la digital transformation. Cura su Computerworld.com il blog Apple Holic, con post a volte interessanti e a volte provocatori su tutto quel che succede a Cupertino. Le traduzioni dei suoi articoli appaiono su Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications. Lo potete trovare su Twitter come @jonnyevans_cw