L’autenticazione tramite impronte digitali sarà una feature sempre più presente nei prossimi smartphone di qualsiasi fascia di prezzo, grazie agli appositi sensori che stanno diventando sempre più economici. Inoltre il fatto che Google integrerà questa tecnologia nativamente nella prossima versione di Android permetterà agli sviluppatori di app e ai service provider di sfruttarla appieno, molto più di quanto avvenga oggi.

Oggi ad esempio i sensori per la lettura delle impronte digitali sono disponibili quasi unicamente sugli smartphone di fascia alta targati Apple e Samsung, ma secondo i produttori di sensori Synaptics e Fingerprint Cards questo scenario è destinato a cambiare molto presto.

L’azienda svedese Fingerprint Cards ha infatti notato negli ultimi mesi un notevole e crescente interesse verso questa tecnologia da parte di numerosi produttori di smartphone, con un conseguente aumento degli ordini e un fatturato in costante crescita che a fine anno potrebbe toccare i 185 milioni di dollari.

Secondo il CEO di Fingerprint Cards Jörgen Lantto il mercato sta finalmente iniziando a espandersi su questo versante e la metà di tutti gli smartphone venduti il prossimo anno integrerà un lettore di impronte digitali. I sensori di Fingerprint Cards sono già utilizzati in smartphone cinesi come l’Ascend Mate 7 di Huawei e l’R7 Plus di Oppo.

Il produttore Synaptics, i cui sensori sono inseriti nei Samsung Galaxy S6 e S6 Edge, è altrettanto sicuro che gli smartphone con questi sensori diventeranno sempre più popolari grazie al loro costo di produzione in continuo calo, che ne permetterà un’integrazione nativa anche in device di fascia media.

Anche sul versante hardware tutto lascia sperare in un futuro sempre più rivolto a questa forma di riconoscimento e autenticazione

Google inoltre aggiungerà il supporto ai sensori per la lettura delle impronte digitali in Android M ed è anche questo un motivo per cui questa tecnologia è destinata a prendere sempre più piede. Lantto è convinto che questa integrazione nativa nella prossima release di Android darà un grande impulso sia ai produttori di smartphone, sia agli sviluppatori, che potranno utilizzare direttamente le API di Android per integrare il riconoscimento delle impronte nelle loro app.

Anche sul versante hardware tutto lascia sperare in un futuro sempre più rivolto a questa forma di riconoscimento e autenticazione. I prezzi dei sensori sono infatti calati del 25% nello scorso anno e continueranno a diminuire con l’aumento della produzione e delle richieste dei produttori di smartphone. Sempre secondo Lantto già oggi è possibile produrre con circa 150 dollari uno smartphone Android con il riconoscimento delle impronte.

Come fatto notare già prima, oltre ad Apple e Samsung molti produttori cinesi hanno iniziato a inserire questi sensori nei loro device. Huawei li integrerà in diversi modelli attesi prossimamente, ma anche nomi di secondo piano come Yulong e Gionee hanno già preso accordi per Fingerprint Cards per inserire i sensori nei loro prossimi smartphone. Altri grandi produttori come LG e Sony sembrano invece essere ancora indecisi sul da farsi, mentre HTC ha rilasciato da poco in Cina il suo nuovo smartphone di fascia alta One M9+ con lettore di impronte digitali, che dovrebbe arrivare prossimamente anche in Europa.

Questa tecnologia sta attirando sempre più interesse soprattutto per il discorso legato ai pagamenti mobile e al fattore sicurezza. Se Google vuole che il suo prossimo servizio Android Pay prenda piede, deve convincere più produttori di smartphone possibili a integrare nei loro modelli questi sensori e lo stesso vale per Samsung. Se il colosso sudcoreano vuole che Samsung Pay abbia successo, deve infatti integrare la lettura di impronte su molti più smartphone a parte quelli di fascia alta come i recenti Galaxy S6 e Galaxy Note 4.