Nuovi pagamenti digitali in Italia: a fine 2016 varranno 26 miliardi di euro

I risultati del nuovo rapporto dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano mettono in mostra un Paese sempre più innamorato dei pagamenti elettronici.

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“Negli ultimi due anni la crescita dei pagamenti elettronici con carta ha superato le attese (+10,2% nel 2014 e +12,2% nel 2015), tanto da crescere a un ritmo maggiore di quello della media in Europa (intorno al 7-8%), sintomo probabilmente di un principio di cambiamento culturale nei consumatori italiani e di un effetto trascinamento del decreto ‘obbligo POS’ che ha generato un cambio di atteggiamento anche negli acquirenti. Tenendo conto che il nostro Paese ha parecchio terreno da recuperare rispetto agli altri Stati europei, ed ipotizzando una crescita che nei prossimi tre anni si mantenga in linea con quella dell’anno appena trascorso, stimiamo che i pagamenti con carta nel 2018 potrebbero raggiungere i 246 miliardi di euro”.

Così Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, ha commentato i risultati dell’ultimo rapporto I Pagamenti Digitali in Italia realizzato con il supporto di CartaSi, Consorzio CBI, Intesa Sanpaolo, PayPal e TIM. L’Italia gode di un’ottima base infrastrutturale per l’accettazione di pagamenti digitali e di una buona diffusione di carte di pagamento tra la popolazione, in linea o superiore ai paesi europei più sviluppati. Nel 2015 è cresciuto ad esempio il numero di carte in circolazione (87 milioni, +1% rispetto al 2014), mentre il numero dei POS è leggermente calato (circa 1,76 milioni, rispetto agli 1,88 milioni del 2014), probabilmente a causa di una dismissione di terminali datati censiti ma già non operativi.

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Cresce poi il numero delle transazioni pro capite (da 38,8 a 44,1), anche se ancora molto lontano dalla media europea, mentre si contrae lo scontrino medio (da 67 euro a 66 euro); tuttavia è come se gli italiani utilizzassero la carta meno di una volta a settimana, rimanendo lontani dalla media europea. Vi è quindi ancora molta strada da fare per raggiungere i valori del resto del mondo. “Per colmare il ritardo nella diffusione dei pagamenti digitali in Italia rispetto alla media europea, è a nostro avviso necessario sia consolidare l’offerta di servizi innovativi che facciano davvero leva sull’attrattività dei pagamenti innovativi, sia mettere in attnel 2015o un piano di incentivi promosso dal soggetto pubblico”, continua la Portale.

Per quanto riguarda i pagamenti innovativi, il transato relativo all’eCommerce ed ePayment nel 2015 è arrivato a 17,3 miliardi di euro (+13% sul 2014). In particolare il valore del transato di ePayment nel 2015 è salito a 3 miliardi di euro ed è cresciuto del 20% anno su anno. Il 55% del transato si deve ai pagamenti di utility o verso la Pubblica Amministrazione (bollette, tasse e multe, ecc.), in crescita rispetto al 50% del 2014. La normativa in merito all’obbligo delle PA di accettare i pagamenti in modalità elettronica sta spingendo sempre più quest’ultime ad offrire sui propri siti questi sistemi di pagamento. L’Osservatorio prevede infatti che nei prossimi mesi aumenteranno i pagamenti digitali su questo fronte e nel 2018 potranno raddoppiare arrivando tra i 5 e i 7 miliardi di euro di transato.

Infine il Mobile Remote Commerce di beni digitali, prodotti e servizi ha raggiunto nel 2015 i 2,7 miliardi di euro con una crescita del 56% e con una quota per beni e servizi che arriva al 70% del Mobile Commerce totale. Un risultato che è l’effetto congiunto della predisposizione degli italiani verso gli acquisti da smartphone e la maggiore propensione dei retailer nell’offrire soluzioni su mobile.