Siamo ormai abituati a presentazioni di nuovi prodotti tecnologici accompagnate da slogan a effetto e spesso poco veritieri e lo stesso è accaduto lo scorso mercoledì scorso nel keynote di Apple, quando Tim Cook ha dichiarato che tutto, nei nuovi iPhone 6S e iPhone 6S Plus, è cambiato, nonostante a prima vista i due smartphone possano apparire identici ai modelli precedenti.

Tanto per cominciare i due nuovi iPhone non “appaiono” identici ai predecessori, ma “sono” del tutto identici sul versante estetico se escludiamo la nuova colorazione rosa destinata al pubblico femminile. Inoltre dire che tutto è cambiato nei due nuovi modelli suona francamente esagerato. Intendiamoci, le novità ci sono e alcune, come la tecnologia 3D Touch integrata nel display e la nuova fotocamera da 12 Megapixel, sono sicuramente interessanti. Non nascondo inoltre che il 25 settembre mi alzerò presto alla mattina e mi metterò in coda all’Apple Store vicino a casa mia per acquistare l’iPhone 6S proprio nel giorno del lancio.

Insomma, sono un fan di Apple e ho sempre avuto un iPhone con me, ma alcune cose dei due nuovi modelli non mi hanno per nulla convinto. Tanto per cominciare Apple ha mantenuto la stessa risoluzione del display, ovvero 1334×750 pixel per i 4,7” di iPhone 6S e 1920×1080 pixel per l’iPhone 6S Plus da 5,5”, con una densità rispettivamente di 326 e 401 ppi.

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Non che sia un dramma, ma faccio notare che più di un anno fa il Galaxy Note 4 di Samsung usciva sul mercato con un display da 5,7” e una risoluzione di 2560×1440 pixel (518 ppi di densità). Il display di iPhone 6 non è altrettanto luminoso e vibrante e manca di quel livello di definizione del Galaxy Note 4 e del più recente Galaxy S6, al cui confronto il display del mio iPhone 6 fa ancora più brutta figura. Evidentemente Apple ha preferito concentrarsi su altri elementi hardware ed è convinta che basta mettere il suffisso Retina per accontentare la maggior parte degli utenti, ma per me il mancato upgrade del display rimane una delusione.

A non convincermi è anche la decisione di rendere disponibili solo tre tagli di memoria interna per i due nuovi iPhone, ovvero 16, 64 e 128 GB (niente 32 GB insomma). Il modello da 16 GB (e non sarò certo l’unico a pensarla così) è davvero troppo “striminzito”, considerando che la nuova fotocamera può registrare video in 4K e che questi occupano moltissimo spazio. Apple dovrebbe una volta per tutte lasciar perdere i 16 GB e partire direttamente da un taglio da 32 GB, ma il perché non l’abbia ancora fatto è facile da capire. Con 100 dollari in più ho la versione da 64 GB e Cupertino punta proprio a questo “incentivo” per spingere la gente ad andare direttamente sul modello più capiente.

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Terza delusione è l’assenza di un sistema di ricarica wireless, ormai sempre più diffuso per gli smartphone Android e Windows Phone di fascia alta. Oltre all’iPhone 6 utilizzo anche un Galaxy S6 Edge (foto sopra) e, sebbene la ricarica wireless sia più lenta di quella tradizionale e necessiti comunque di una presa elettrica a cui collegare la base di ricarica, non averla a disposizione per un top di gamma di fine 2015 non è proprio il massimo. Tra l’altro Apple ha integrato la ricarcia wireless nell’Apple Watch e quindi, volendo, avrebbe potuto fare lo stesso per i nuovi iPhone, ma molto probabilmente sta lavorando a un sistema proprietario che necessiterà di accessori compatibili e questi non saranno certamente a buon mercato.

Quarta e ultima considerazione è quella relativa al peso e allo spessore. Anche se è identico come look, in realtà l’iPhone 6S è più spesso di 0,2 mm rispetto all’iPhone 6; una differenza di cui quasi nessuno si accorgerà, ma che resta comunque un passo indietro considerando come Apple si sia sempre detta orgogliosa della sua capacità di rendere tutto più sottile di generazione in generazione.

Più evidente la differenza di peso, con un +10% dell’iPhone 6S rispetto al predecessore e un +12% dell’iPhone 6S Plus dovuti molto probabilmente all’introduzione della tecnologia 3D Touch. Anche in questo caso nulla di drammatico, ma fa comunque discutere un simile aumento di peso da un anno all’altro quando tutti gli altri produttori puntano invece a una sua riduzione.